<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194</id><updated>2011-12-10T15:31:02.330+01:00</updated><category term='Mutuo'/><category term='Portabilità'/><category term='Mercati Finanziari'/><category term='surroga'/><category term='Euribor'/><category term='banche'/><category term='Finanza'/><category term='IRS'/><title type='text'>FilBlog!!!</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>115</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2757350545120112560</id><published>2011-04-15T10:24:00.006+02:00</published><updated>2011-04-15T11:12:25.202+02:00</updated><title type='text'>Euribor e tassi Bce in salita, che cosa cambia per i mutui</title><content type='html'>. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-j5648Hen9FY/TagBSswFRTI/AAAAAAAAAko/ObkKBq_w7Ik/s1600/FilBlog%2BFilippo%2BCossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595723957769946418" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 93px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-j5648Hen9FY/TagBSswFRTI/AAAAAAAAAko/ObkKBq_w7Ik/s320/FilBlog%2BFilippo%2BCossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La lunga pausa espansiva orchestrata dalla Banca centrale europea è terminata. Al suo posto, sono in arrivo una serie di mini-strette che dovrebbero portare il costo del denaro intorno al 3% nell'arco dei prossimi 2-3 anni. Che siamo entrati in una fase di politica monetaria restrittiva lo ha indicato la stessa Bce che - dopo il rialzo dei tassi giovedì 7 aprile dall'1 all'1,25%, il primo da luglio 2008 - non ha escluso altre strette di qui a fine anno (tra le previsioni più accreditate fra gli esperti l'ipotesi è di un doppio rialzo, sempre da un quarto di punto: uno a luglio e il secondo entro dicembre, oppure a inizio 2012). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che siamo entrati in una fase di politica monetaria restrittiva lo indicano anche i &lt;strong&gt;future&lt;/strong&gt; s&lt;strong&gt;ull'Euribor a 3 mesi &lt;/strong&gt;che proiettano questo indicatore - amato e odiato da chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile - intorno al 3% nel 2014. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insomma, complice lo spauracchio dell'aumento dell'&lt;strong&gt;inflazione&lt;/strong&gt; (il cui controllo entro la soglia del 2% resta l'obiettivo primario dell'attività della Banca centrale europea) e una lenta armonizzazione del &lt;strong&gt;quadro macroeconomico europeo&lt;/strong&gt; (dopo la pesante recessione del 2009) il costo del denaro ha iniziato un cammino (seppur lento) verso la normalizzazione intorno alla &lt;strong&gt;media storica degli ultimi 10 anni&lt;/strong&gt;, ovvero verso il traguardo del &lt;strong&gt;3 %&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Mutuo variabile: che fare?&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ne consegue, che i soggetti che sono alle prese con il rimborso di un mutuo a tasso variabile dovranno prepararsi a pagare rate via via più care. Il periodo di vacche grasse (con Euribor e tassi Bce ai minimi storici e rate ridotte ai minimi termini) è terminato. Ciò non vuol dire che la nuova fase che si sta aprendo sia, di riflesso, allarmante (posto che le banche non ne approfittino per aumentare gli spread). Questo perché i tassi restano decisamente più bassi della media storica (3%) e prima che vi arrivino - dando una sbirciata al mercato dei future - ci vorranno ancora almeno un paio d'anni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutto, trattandosi di macroeconomia, è legato al quadro congiunturale dell'Eurozona: più forte sarà la ripresa, maggiore sarà la spinta verso la normalizzazione dei tassi... e viceversa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo, il &lt;strong&gt;consiglio&lt;/strong&gt; per chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile (prima di valutare un eventuale passaggio al fisso, attraverso lo strumento della &lt;em&gt;surroga&lt;/em&gt; con un altro istituto qualora non vada in porto il tentativo di &lt;em&gt;rinegoziazione&lt;/em&gt; con il proprio) è quello di effettuare uno &lt;strong&gt;stress test sulla rata del mutuo&lt;/strong&gt;, ipotizzando come questa evolverebbe in ragione di vari ritocchi al rialzo (che probabilmente ci attendono). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Quanto aumenterà la tua rata? &lt;/strong&gt;A questo proposito si è sviluppato un &lt;a href="http://www.casa24.ilsole24ore.com/mutuo-casa/calcolatore/aumento-rata-mutuo.php"&gt;calcolatore&lt;/a&gt; per individuare quale impatto avrà sulle prossime rate l'aumento di 25 punti del tasso Bce annunciato dall'istituto di Francoforte nel direttivo del 7 aprile. Impatto che, a livello generale, potrebbe attestarsi intorno al 2,5% (aumento peraltro anticipato dall'andamento degli Euribor che hanno inglobato la stretta con una decina di giorni di anticipo). Per effettuare il calcolo della nuova rata è sufficiente inserire debito residuo, tasso applicato nell'ultima rata e durata residua del prestito ipotecario. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Allo stesso tempo chi, orientativamente, si appresta a stipulare un nuovo mutuo può dare un'occhiata a questa &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Finanza%20e%20Mercati/2011/03/mutui-variazione-rata-rialzo-tassi.pdf?uuid=2652d328-5919-11e0-aefa-afd68b6d33ac"&gt;simulazione&lt;/a&gt; che proietta la variazione delle rate nell'eventualità di più strette, con tassi Bce fino al 3,5 %. Oggi il parametro a 3 mesi - a cui è agganciata la maggior parte dei nuovi mutui a tasso variabile erogati - si è portato all'1,33%, sui livelli di maggio 2009. Si tratta del 20esimo rialzo consecutivo per l'Euribor, l'indice che esprime il &lt;strong&gt;tasso di interesse interbancario&lt;/strong&gt; a cui le banche si prestano capitali fra loro, fissato ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dall'European Banking Federation alle ore 11. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Mutuo a tasso fisso che fare?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chi ha intenzione di surrogare un variabile a fisso o di stipulare un nuovo mutuo a tasso fisso deve tener conto che anche gli &lt;strong&gt;Eurirs&lt;/strong&gt; - i tassi a cui sono agganciate le rate dei mutui fissi - sono in risalita. Questo perché la risalità dei tassi fa risalire anche i rendimenti del Bund tedesco al cui andamento sono indirettamente collegati gli Eurirs. L'indice a 20 anni è balzato al 4,07% (rispetto al 3,9% del mese scorso e al 2,67% di fine agosto). Si tratta di un valore vicinissimo alla media di questo parametro degli ultimi 10 anni (4,12%). Pertanto, affidandosi alla statistica, si ricava che i mutui a a tasso variabile sono ancora a sconto (Euribor all'1,32% rispetto a una media del 3%), mentre quelli a tasso fisso si stanno attestando su una sorta di "fair value virtuale", un valore corretto ipotetico. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quindi, al netto di eventuali spropositati spread o alti costi impliciti, &lt;strong&gt;in questa fase i mutui a tassi fisso&lt;/strong&gt; (che in molti casi hanno superato il tasso finale del 5%) &lt;strong&gt;risultano più cari di circa 250-300 punti base rispetto ai variabili&lt;/strong&gt; (che viaggiano intorno al 2,5% ma sono destinati a salire e via via ad annullare questo forte vantaggio iniziale). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Sole24Ore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-2757350545120112560?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/2757350545120112560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2011/04/euribor-e-tassi-bce-in-salita-che-cosa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2757350545120112560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2757350545120112560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2011/04/euribor-e-tassi-bce-in-salita-che-cosa.html' title='Euribor e tassi Bce in salita, che cosa cambia per i mutui'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-j5648Hen9FY/TagBSswFRTI/AAAAAAAAAko/ObkKBq_w7Ik/s72-c/FilBlog%2BFilippo%2BCossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3375797335257611232</id><published>2011-01-06T20:00:00.005+01:00</published><updated>2011-01-06T20:24:47.374+01:00</updated><title type='text'>Obiettivo 2011: riavviare un circolo virtuoso</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TSYSwjKp28I/AAAAAAAAAkE/fxLUvPI9g94/s1600/FilBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559151415318404034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 131px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TSYSwjKp28I/AAAAAAAAAkE/fxLUvPI9g94/s320/FilBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima metà del 2011 sarà decisiva per l'euro. Tra gennaio e la primavera sarà messa alla prova la capacità di tutti i paesi critici di finanziarsi sul mercato a costi sostenibili. Già nelle prossime quattro settimane bisognerà collocare titoli governativi della zona euro per 80-100 miliardi. Gli ultimi giorni del 2010 hanno visto tassi in aumento anche sui titoli italiani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per tutti nei prossimi mesi ci saranno difficoltà, turbolenze e delusioni. Ma alla fine dovrebbe prevalere la principale lezione del 2009-2010: i costi politici e finanziari di un fallimento della moneta unica sono troppo alti perché i governi - anche quello tedesco - non continuino a intervenire. Lo faranno tuttavia imponendo delle "condizioni" che rendano tollerabili i costi degli aiuti per i paesi finanziatori e che li garantiscano dal non ripetersi di rischi di insolvenza in futuro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Grecia, Irlanda e Portogallo saranno isolati finanziariamente attraverso le risorse già previste dagli ultimi Consigli europei e da quelle che è in grado di muovere la Banca centrale europea. Entro il 2013 dovranno ridurre gli squilibri e le inefficienze rendendo credibile il finanziamento dei loro debiti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Per l'Italia, che finora è ben riuscita a tenersi al riparo dalla crisi più acuta, le implicazioni del dopo-crisi sono molto impegnative, vanno al cuore della vita pubblica e dovrebbero rappresentare la piattaforma di ogni riflessione politica.&lt;br /&gt;Spagna, Italia e Belgio dovranno rassicurare da sé i mercati, con impegni fiscali stringenti per la riduzione nel medio termine del debito pubblico. I meccanismi di risoluzione della crisi saranno resi permanenti, ma a essi si aggiungeranno &lt;strong&gt;sistemi di sorveglianza&lt;/strong&gt; che terranno d'occhio in ogni paese oltre alla finanza pubblica anche l'andamento dei prezzi, il costo del lavoro, gli indici di produttività e gli squilibri con l'estero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dentro questa cornice c'è il quadro attuale dell'Europa con i paesi attorno alla Germania e nel nord che hanno riformato i mercati, aperto i confini, investito in conoscenza e che crescono al 3-4%, e gli altri paesi che invece arrancano. Questi ultimi devono aumentare la produttività e possono farlo in due modi diversi: riforme oppure deflazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E l'Italia? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'Italia è messa molto meglio della Grecia, è vero, ma la natura delle sfide non è molto diversa: analoga la perdita di competitività, analoghi i volumi del debito pubblico in rapporto al Pil. Anche se le imprese e le famiglie italiane sono molto più solide di quelle greche, le ricette politiche non sono tanto diverse. Dall'autunno inoltre sono un po' peggiorate le previsioni di crescita dell'economia italiana e ultimamente è aumentato il costo di finanziamento del debito. Il governo si è impegnato a ridurre il disavanzo dal 5% del Pil al 2,7% entro il 2012 (si tratterebbe del punto di svolta per il debito che dal 2013 tornerebbe a scendere sul Pil) ma se davvero la crescita dovesse essere più debole del previsto anche le entrate fiscali ne risentiranno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questo senso i due problemi italiani - alto debito e bassa crescita - si legano: le gravi debolezze strutturali hanno portato a una severa perdita di competitività e a tassi di crescita poco sopra lo zero e questo rende difficile ridurre il debito. In un certo senso l'aggiustamento interno alla struttura dei prezzi è in corso da dieci anni in Italia: la differenza tra la forte perdita di competitività misurata in termini di costo del lavoro e quella molto minore in termini di prezzi all'export rivela che all'interno della società italiana sono in atto profondi conflitti tra lavoro ufficiale e lavoro non ufficiale, tra settori emersi e sommersi, tra attività domestiche e quelle esposte alla concorrenza internazionale, tra risorse che servono solo a controllare il consenso di oggi e quelle necessarie agli investimenti del domani. È la via conflittuale alla sopravvivenza italiana nella globalizzazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quella che è una sensazione di confusione, un disegno impressionistico, è in realtà proprio la vera fotografia del paese. Grecia e Irlanda ne usciranno grazie all'Europa, ma di fatto sospendendo la democrazia rappresentativa e sostituendola - con un gradimento dei cittadini, si badi, molto maggiore del previsto - con organismi tecnici: la Commissione europea, la Banca centrale europea, il Fondo monetario internazionale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era in fondo una facile profezia: la crisi finanziaria sarebbe diventata una crisi economica e questa a sua volta avrebbe prodotto una crisi della società che, se non fosse stata affrontata con coraggio, avrebbe infine prodotto una crisi della politica. Il 2011 è l'ultimo anno per evitarlo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: LaVoce.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3375797335257611232?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3375797335257611232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2011/01/obiettivo-2011-riavviare-un-circolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3375797335257611232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3375797335257611232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2011/01/obiettivo-2011-riavviare-un-circolo.html' title='Obiettivo 2011: riavviare un circolo virtuoso'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TSYSwjKp28I/AAAAAAAAAkE/fxLUvPI9g94/s72-c/FilBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-8648936401286223251</id><published>2010-12-14T20:05:00.007+01:00</published><updated>2011-01-03T14:22:42.162+01:00</updated><title type='text'>L'Europa alla svolta...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TSGyK84LEtI/AAAAAAAAAjk/ken2jwHjZNY/s1600/Europa%2BFilBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557919316362072786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 122px; CURSOR: hand; HEIGHT: 112px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TSGyK84LEtI/AAAAAAAAAjk/ken2jwHjZNY/s320/Europa%2BFilBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qual'è la situazione economica in Europa? La Grecia ha un problema di bilancio, l’Irlanda ha un problema di banche, il Portogallo ha un problema di debito privato mentre la Spagna ha un cocktail di tutti e tre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se le cause differiscono, le implicazioni sono le stesse: ora tutti devono sopravvivere a "dolorosi" tagli di spesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modello standard volto ad attenuare gli effetti dell’austerità prevede di conciliare i tagli alla spesa domestica con la svalutazione della valuta (la svalutazione rende le esportazioni più competitive, e consente di sostituire la domanda interna compressa con la domanda esterna). Tuttavia, &lt;strong&gt;non avendo una valuta nazionale da deprezzare&lt;/strong&gt;, tutti questi paesi devono sostituire la svalutazione esterna con la &lt;strong&gt;svalutazione interna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;E come?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tagliando" salari, pensioni e altre spese, al fine di ottenere lo stesso miglioramento di competitività necessario per rimpiazzare la domanda interna con quella esterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seppur dolorosa, sembra la soluzione "migliore"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta però una variabile economica che non si coniuga con le altre: &lt;strong&gt;il debito pubblico e privato&lt;/strong&gt;. Il valore dei debiti governativi resta elevato, e anche i debiti bancari risultano consistenti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quindi?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Siamo di fronte una &lt;strong&gt;contraddizione&lt;/strong&gt; fondamentale per la strategia di svalutazione interna: più i paesi riducono salari e costi, più pesanti saranno i debiti in eredità... a fronte di un maggiore peso del debito, devono essere attuati ulteriori tagli alla spesa pubblica e una maggiore pressione fiscale. Si rende quindi necessaria una maggiore svalutazione interna, che aumenta ulteriormente il peso debitorio, e così via, in una &lt;strong&gt;viziosa spirale al ribasso che porta a una&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;depressione&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Possibili soluzioni?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per attuare una svalutazione interna efficace è necessario ridurre il valore dei debiti (dove rappresentano già un peso notevole). Occorrerebbe ristrutturare i debiti governativi, convertire i debiti delle banche in azioni (e, laddove le banche siano insolventi, annullarli) e infine bisognerebbe annullare i debiti derivanti dai mutui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I policymakers sono comprensibilmente restii a intraprendere tale strada (i contratti sono sacrosanti!) e i governi temono di perdere credibilità con i mercati finanziari (nei quali le obbligazioni sono detenute da stranieri - in particolari da banche straniere - e annullarli potrebbe destabilizzare altri paesi).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Queste sono obiezioni ragionevoli, ma le alternative a disposizione sono la svalutazione esterna e interna e i leader europei devono scegliere o l’una o l’altra.Se sono concordi nell’escludere la svalutazione esterna, la svalutazione interna richiede però una ristrutturazione del debito, e negarla è tanto irragionevole quanto illogico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I meccanismi di ristrutturazione del debito sono semplici: i governi possono offrire una serie di nuovi bond pari al valore parziale delle loro esistenti obbligazioni: i detentori di bond possono scegliere tra &lt;strong&gt;obbligazioni par&lt;/strong&gt;, con un valore pari ai bond esistenti ma con una scadenza maggiore e un tasso di interesse inferiore, e &lt;strong&gt;obbligazioni discount&lt;/strong&gt; con una scadenza inferiore e un tasso di interesse più elevato, ma con un valore inferiore a quello dei bond esistenti. Non è nulla di trascendentale. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono tre però i prerequisiti fondamentali per raggiungere il successo:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;il primo: i detentori di bond dovranno essere rassicurati sul fatto che i nuovi bond siano sicuri. Qualcuno deve garantire che tali bond siano adeguatamente coperti da garanzie collaterali (Fondo monetario internazionale e il governo tedesco?)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il secondo: i paesi devono muoversi all’unisono, altrimenti, la ristrutturazione di un paese intensificherà le probabilità che altri entreranno in crisi, dando vita a un contagio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Infine, il terzo: le banche che assorbono le perdite come conseguenza di tali ristrutturazioni dovranno rinforzare i propri bilanci. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora arriva la parte difficile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto questo lavoro richiede una leadership: i leader tedeschi devono riconoscere che le banche del proprio paese sono pericolosamente esposte ai debiti della periferia europea. Devono convincere i propri elettori che utilizzare denaro pubblico allo scopo di fornire sweeteners per la ristrutturazione dei debiti e di ricapitalizzare le banche è essenziale ai fini della strategia di svalutazione interna, a loro avviso, necessaria anche per i paesi vicini.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In sintesi, i leader d’Europa – soprattutto tedeschi – devono portare avanti l’idea che l’alternativa a tutto ciò sia... una crisi irreversible dell'Area Euro. Realmemnte irreversibile!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: ilsole24ore &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-8648936401286223251?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/8648936401286223251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2010/12/2011-leuropa-alla-svolta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8648936401286223251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8648936401286223251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2010/12/2011-leuropa-alla-svolta.html' title='L&apos;Europa alla svolta...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TSGyK84LEtI/AAAAAAAAAjk/ken2jwHjZNY/s72-c/Europa%2BFilBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2901388644095878152</id><published>2010-07-23T14:40:00.011+02:00</published><updated>2010-07-23T15:15:05.712+02:00</updated><title type='text'>E' soprattutto una questione di fiducia...</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TEmTHj6GRZI/AAAAAAAAAi4/TDJsGYzVFhs/s1600/stress+test+FilBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497086578289690002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TEmTHj6GRZI/AAAAAAAAAi4/TDJsGYzVFhs/s320/stress+test+FilBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;fiducia&lt;/strong&gt; è il vero motore primo dei mercati...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nei momenti bui seguiti al crollo di Lehman Brothers le grandi banche mondiali hanno smesso di prestarsi denaro a vicenda e hanno cominciato a incrementare i depositi presso le banche centrali. &lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(In un certo senso si sono comportate come un’anziana signora che nasconde il denaro sotto il materasso...) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;In molti casi grandi istituzioni finanziarie hanno deciso di pagare interessi alle banche centrali pur di non investire un dollaro o un euro nei mercati finanziari, ossia nei prodotti dei loro colleghi: così i tassi sul mercato interbancario sono saliti prepotentemente, ci si è approssimati al credit crunch e si è ristretto anche il credito all’economia reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fiducia non è dunque un bene a buon mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, dopo gli &lt;strong&gt;stress test&lt;/strong&gt; alle prime banche americane esplicitamente finalizzati a rassicurare gli investitori, l’esplodere dei deficit pubblici e del debito in Europa (ma non solo) ha incoraggiato enormi tensioni speculative spingendo anche il Vecchio Continente sull’orlo della crisi.&lt;br /&gt;Dopo il rischio di default della &lt;strong&gt;Grecia&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;Portogallo&lt;/strong&gt;, dell’&lt;strong&gt;Irlanda&lt;/strong&gt;, della &lt;strong&gt;Spagna&lt;/strong&gt;; dopo un &lt;strong&gt;piano da 80 miliardi di euro&lt;/strong&gt; per il salvataggio di Atene e da almeno &lt;strong&gt;500 miliardi di euro&lt;/strong&gt; per la stabilizzazione finanziaria dell’Eurozona, si è reso infine necessario anche uno &lt;strong&gt;stress&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;test delle banche europee. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo, ancora una volta, è la riconquista della &lt;strong&gt;fiducia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati delle prove condotte sui bilanci delle prime banche d’Europa saranno pubblicati stasera, 23 luglio, a mercati chiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni dei test rimangono misteriose e solo poche informazioni certe giungono sul mercato: di certo si sa che saranno messe alla prova &lt;strong&gt;91 banche europee&lt;/strong&gt; che da sole coprono il &lt;strong&gt;65% del settore bancario&lt;/strong&gt; del Vecchio Continente (negli Stati Uniti le banche testate erano “solamente” 19).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le somiglianze fra i test non mancano... in entrambi i casi sono previsti due scenari:&lt;br /&gt;- uno &lt;strong&gt;scenario in linea con le stime del mercato&lt;/strong&gt; sull’andamento di Pil,&lt;br /&gt;disoccupazione, inflazione e altri fattori;&lt;br /&gt;- l’altro è invece &lt;strong&gt;uno scenario più negativo&lt;/strong&gt; che prevede un peggioramento&lt;br /&gt;delle condizioni generali dell’economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In &lt;strong&gt;Germania&lt;/strong&gt; 14 banche tra le quali colossi come Deutsche bank o Commerzbank, ma anche le varie Landesbank che rischiano di impensierire gli osservatori, saranno messe alla prova.&lt;br /&gt;In &lt;strong&gt;Spagna&lt;/strong&gt; finiranno altri 27 istituti sotto esame, mentre in &lt;strong&gt;Italia&lt;/strong&gt; le banche testate saranno solo 5 (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Monte dei Paschi di Siena e Ubi Banca).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chi supererà gli stress test riotterrà la fiducia dei mercati, chi invece si dimostrerà troppo fragile dovrà chiedere l’aiuto del mercato o degli azionisti per eventuali ristrutturazioni... in alternativa sarà possibile un intervento dello Stato&lt;/strong&gt; che sarà in un secondo momento accompagnato da un controllo dell’Antitrust europea e che, comunque, dovrà essere accompagnato da un credibile piano di ristrutturazione. Solo come ultima sponda gli istituti potranno ricorrere al supporto europeo e ai fondi per la stabilizzazione del sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stress test americani fecero ampio uso dei &lt;strong&gt;coefficienti di patrimonializzazione&lt;/strong&gt; usati dal Comitato di Basilea, ossia del &lt;strong&gt;tier 1 ratio&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;core tier 1 ratio&lt;/strong&gt; e di altri simili parametri. Gli stress test europei useranno gli stessi sistemi? Secondo diversi osservatori è possibile che queste prove creino un modello per i prossimi interventi di Basilea III.&lt;br /&gt;Potrebbe così spuntare &lt;strong&gt;il parametro della liquidità&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;che testa la dipendenza degli istituti dal mercato interbancario del credito&lt;/strong&gt;: qualcuno lo ha già ribattezzato “&lt;strong&gt;Lehman Ratio&lt;/strong&gt;”, ma di certo non spaventa le banche italiane che hanno una base di depositi più ampia della media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo qualcun altro anche il &lt;strong&gt;leverage&lt;/strong&gt; potrebbe essere preso in considerazione dai nuovi test che il &lt;strong&gt;Cebs&lt;/strong&gt; (Committee of European Banking Supervisors) ha elaborato in stretto accordo con la Commissione europea e con la Bce. Se il core tier 1 ratio misura la parte migliore del capitale (azioni, utili non distribuiti, riserve) il tier 1 ratio include anche gli strumenti ibridi di capitale come alcune obbligazioni, buoni fruttiferi o certificati di deposito.&lt;br /&gt;Un altro interrogativo riguarda &lt;strong&gt;le svalutazioni del debito sovrano compreso nei bilanci delle banche europee&lt;/strong&gt;: i forzieri degli istituti europei (e particolarmente quelli tedeschi) sono zeppi di &lt;strong&gt;titoli di stato greci, spagnoli&lt;/strong&gt;, italiani e così via: quanto dovranno essere svalutati? Le dichiarazioni di alcuni esponenti istituzionali pongono al &lt;strong&gt;17% la svalutazione dei titoli greci&lt;/strong&gt;, al &lt;strong&gt;3% quella dei titoli spagnoli&lt;/strong&gt; e allo &lt;strong&gt;0,3% quella dei titoli francesi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già al tempo degli stress test a stelle e strisce in molti dubitarono di questo metodo, che poi si dimostrò efficace. A Bruxelles e a Francoforte, che pure rappresentano mercati finanziari sulla carta più solidi, in molti sperano di ripetere il successo di Oltreoceano...&lt;br /&gt;Non resta che attendere ancora qualche ora, in fondo... è soprattutto una questione di fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). 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L’allarme sul deficit pubblico europeo e i timori per la Grecia e le banche hanno portato la moneta unica a nuovi minimi nei confronti di yen, dollaro, franco svizzero e sterlina e... per tutta risposta... l’Europa ha bruciato 145 miliardi di euro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre prosegue l’allarme deficit pubblico per Eruolandia, lo spettro della &lt;strong&gt;recessione&lt;/strong&gt; coinvolge inaspettatamente &lt;strong&gt;l’economia cinese&lt;/strong&gt;, che ad aprile ha segnato un rialzo dello 0,3%. Troppo poco secondo gli investitori, che hanno buttato a mare i titoli delle materie prime, data la posizione dominante della domanda cinese, che da sola divora il &lt;strong&gt;45% della produzione mondiale di metalli.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al di là dell’Atlantico, invece, &lt;strong&gt;Wall Street&lt;/strong&gt; ha incassato il vero e proprio &lt;strong&gt;crollo della fiducia dei consumatori&lt;/strong&gt;, scesa da quota 63,3 a 52,9, ben 10 punti sotto alle attese degli analisti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si è creata così in poche ore una &lt;strong&gt;miscela esplosiva&lt;/strong&gt;, che ha colpito senza distinzione tutti i listini e i settori azionari, in primis le banche, affiancate da auto e materie prime. Sul fronte del credito ha pesato il &lt;strong&gt;clima di attesa sugli stress-test della Bce&lt;/strong&gt; che, secondo il Wsj, avrebbe deciso di ampliare la platea degli istituti interessati, portandola a 70/120 banche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le autorità americane spargono ottimismo cercando di smorzare i timori.... Proprio la situazione europea e le conseguenze che questa potrebbe avere sugli Stati Uniti sono state uno dei temi dell’incontro fra Obama e Bernanke. L'idea condivisa è che l’economia si sta rafforzando, che siamo in ripresa trainata dal settore manifatturiero: si è passati dal perdere 750.000 posti di lavoro al mese (8 milioni di posti di lavoro persi negli ultimi due anni) a creare occupazione per cinque mesi consecutivi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La crescita dell’occupazione nel settore privato è ovviamente molto importante per la fiducia dei consumatori e per l’economia nel suo complesso...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’incontro fra Obama e Bernanke è avvenuto dopo la conclusione del G20, vertice durante il quale i grandi si sono impegnati a &lt;strong&gt;dimezzare i propri deficit entro il 2013 e a stabilizzare il debito entro il 2016.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo alla finestra...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: LaStampa.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5342291216119937015?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5342291216119937015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2010/06/giornata-nera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5342291216119937015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5342291216119937015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2010/06/giornata-nera.html' title='Giornata nera...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/TCuWI1E83UI/AAAAAAAAAiY/mQly_kMtX6g/s72-c/FilBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-1626424959525918578</id><published>2010-05-06T12:43:00.003+02:00</published><updated>2010-05-06T16:27:13.094+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/S-LQoZPNM3I/AAAAAAAAAiQ/K7_MT1XNr2k/s1600/FilBlog+-+CossettiFilippo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468162289969214322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 80px; CURSOR: hand; HEIGHT: 80px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/S-LQoZPNM3I/AAAAAAAAAiQ/K7_MT1XNr2k/s320/FilBlog+-+CossettiFilippo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A momenti disperati, misure disperate. Dopo mesi di costosi rinvii, la zona euro ha partorito un colossale pacchetto di aiuti per la Grecia. Coinvolgendo il Fmi (Fondo Monetario Internazionale), ha ottenuto un po' di risorse in più e un programma migliore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma funzionerà? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per alcuni importanti aspetti, il programma è molto simile di quello che l'ha preceduto (e che non prevedeva l'intervento del Fondo). Spazzato il campo dalla fantasia di una modesta contrazione dell'economia per quest'anno seguita dal ritorno a una crescita costante, il nuovo programma apparentemente prende in considerazione l'idea di un calo complessivo del Pil di circa l'8 per cento. Inoltre, il vecchio piano si basava sull'idea che la Grecia fosse in grado di ridurre il disavanzo a meno del 3% del Pil per la fine del 2012, mentre il nuovo piano fissa questo traguardo per il 2014.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono altri due aspetti degni di nota: il primo è che non ci sarà &lt;strong&gt;nessuna ristrutturazione del debito&lt;/strong&gt;, e il secondo che &lt;strong&gt;la Bce sospenderà per la Grecia il requisito del rating minimo&lt;/strong&gt; necessario per poter usare i titoli di stato nelle sue operazioni di liquidità, offrendo in questo modo un salvagente alle vulnerabili banche greche. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La Grecia, ormai, non ha più la possibilità di accedere ai mercati, dunque l'alternativa a questo pacchetto di aiuti&lt;/strong&gt; (a prescindere dalla sua applicabilità) &lt;strong&gt;sarebbe il&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;default&lt;/strong&gt;. Il paese in quel caso non pagherebbe più gli interessi sul debito, ma dovrebbe risanare immediatamente il suo disavanzo primario (cioè il disavanzo prima degli interessi sul debito) del 9-10% del Pil, attraverso un risanamento molto più brutale di quello che attualmente Atene ha accettato di sostenere. Inoltre, con un default il sistema bancario crollerebbe. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dubbi:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;1. &lt;em&gt;Si fa fatica a pensare che la Grecia possa evitare la &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ristrutturazione del debito.&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Presumiamo che l'interesse medio sul debito a lungo termine si mantenga su livelli non superiori a quelli attuali (5%): in questo caso Atene dovrebbe avere un'eccedenza primaria pari al 4,5% del Pil, con entrate pari al 7,5% destinate al pagamento degli interessi. I cittadini greci sopporteranno stancamente questo fardello anno dopo anno? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;2. &lt;em&gt;Un secondo problema è che anche le nuove &lt;strong&gt;previsioni dell'Fmi&lt;/strong&gt; a me sembrano ottimistiche&lt;/em&gt;. Considerando gli enormi tagli alla spesa programmati e l'assenza di compensazioni sul fronte del cambio o della politica monetaria, la Grecia probabilmente entrerà in una recessione prolungata. La riforma strutturale risolverà la questione? Difficile, a meno di non produrre un calo enorme del costo unitario del lavoro nominale, perché la Grecia avrà bisogno di un prolungato incremento delle esportazioni per compensare la stretta di bilancio. Inoltre, se i salari nominali caleranno, il fardello del debito diventerebbe peggiore del previsto. Alla Grecia si chiede di fare quello che l'America Latina fece negli anni 80, dando inizio al &lt;em&gt;decennio perduto&lt;/em&gt; di cui beneficiarono i creditori esteri. E considerando che ora i creditori vengono pagati per andarsene, chi li sostituirà? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo piano di salvataggio probabilmebnte non basterà per far tornare la Grecia sul mercato, a condizioni accettabili, nel giro di pochi anni. Serviranno altri soldi se non si vuole prendere in considerazione, poco saggiamente, la via della ristrutturazione del debito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per gli altri membri della zona euro, il programma previene, nell'immediato, il rischio di uno scossone a sistemi finanziari già fragili: &lt;strong&gt;ufficialmente è un salvataggio della Grecia, ma in realtà è un salvataggio delle banche.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non è affatto chiaro però se tutto questo potrà aiutare&lt;strong&gt; altri paesi membri attualmente nel mirino&lt;/strong&gt;. Gli investitori potrebbero facilmente giungere alla conclusione che, viste le proporzioni del pacchetto di aiuti che è stato necessario varare per la minuscola Grecia e le enormi difficoltà incontrate nel giungere a un accordo, sarà molto difficile varare altri interventi del genere. Altri membri dell'euro potrebbero finire abbandonati a se stessi. Nessuno è in condizioni drammatiche come la Grecia e nessuno ha dato prova di altrettanta disonestà. Ma ce ne sono parecchi oberati da un deficit insostenibile e da un debito pubblico in rapida crescita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La storia, insomma, non è finita...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per la zona euro, ci sono &lt;strong&gt;due&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;insegnamenti&lt;/strong&gt; chiari da trarre. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il &lt;strong&gt;primo&lt;/strong&gt; è che ha una scelta netta di fronte a sé: o consente che uno stato vada in default, per quanto caotica possa essere questa eventualità... o crea un'unione reale, con una forte disciplina e fondi sufficienti per ammortizzare i programmi di risanamento da applicare nelle economie in grave difficoltà (Buiter raccomanda un Fondo monetario europeo da 2mila miliardi di euro). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il &lt;strong&gt;secondo&lt;/strong&gt; è che un aggiustamento nella zona euro non può funzionare senza aggiustamenti compensativi nei paesi del nocciolo duro. Se la zona euro è disposta a vivere con una domanda complessiva vicina a livelli di stagnazione, si trasformerà un fuoco incrociato di disinflazioni competitive a danno degli altri stati, facendo affidamento sempre di più ai mercati mondiali come valvola di sfogo per le eccedenze. Un esito che piacerebbe a pochi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Le crisi in corso confermano che chi vedeva l'euro come un'avventura ad alto rischio aveva ragione.&lt;/strong&gt; Questi scossoni erano prevedibili. Anche il timore che mettere insieme paesi tanto diversi avrebbe fatto crescere le tensioni, invece di ridurle, sembra confermato: basta guardare l'impennata dell'antieuropeismo in Germania. &lt;strong&gt;Ma ora che l'euro è stato creato va assolutamente fatto funzionare! &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo sforzo per salvare la Grecia è solo l'inizio della storia. C'è ancora moltissimo da fare, per reagire alla crisi nell'immediato e per riformare la zona euro tutta in un futuro non troppo lontano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). 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Al momento è assolutamente poco chiaro che cosa accadrebbe se uno dei paesi della zona euro dovesse essere incapace di rifinanziare il proprio debito. Si spera in un salvataggio in extremis... ma, come gia detto, la decisione non sembra scontata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi, salvataggio... da parte di chi? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La zoppicante Unione Europea o il FMI (Fondo Monetario Internazionale)?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'unione Europea non si trova nella condizione di poter fornire aiuti d'emergenza in maniera efficace, al contrario il Fmi ha l'esperienza, il personale e gli strumenti per potersene occupare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutto vero, ma... i sostenitori di un salvataggio in extremis guidato dall'Fmi a ragion veduta ignorano il catastrofico segnale che ciò farebbe giungere ai mercati finanziari, in relazione alla direzione verso la quale si avvierà la zona euro. &lt;strong&gt;Dimostrerebbe che la zona euro è incapace&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;di risolvere i suoi stessi problemi&lt;/strong&gt;, al punto da poter perdere tale e tanta credibilità che gli investitori inizierebbero a trattarla non più come un'unione monetaria, ma come un sistema di tassi di cambio fissi con un orizzonte temporaneo definito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Molto meglio sarebbe se la zona euro riuscisse a risolvere da sola i suoi problemi. Ciò imporrebbe una strategia che vada oltre quanto prescritto dal patto di crescita e di stabilità della Ue. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il problema è uno solo: il patto in questione comprende procedure dettagliate inerenti a ciò che accade quando un governo non riesce a conformarsi ai desideri degli altri membri, ma non va oltre la sanzione massima prevista, una semplice ammenda. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Qual è però lo scopo di dare un'ammenda a uno stato insolvente? Infierire...?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In definitiva resterebbe l'insolvenza, alla quale si sommerebbe il dilagare di tale situazione. Perché dunque l'establishment politico europeo non lavora attivamente per definire solide politiche anticrisi? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al momento, in assenza di un qualsiasi struttura, la minaccia di un default è trasmessa automaticamente dal primo paese vulnerabile a quello successivo. La settimana scorsa il mercato azionario ha fatto registrare un calo più consistente a Madrid e a Lisbona che ad Atene... E non dimentichiamo che altri paesi europei potrebbero essere altrettanto vulnerabili: l'Austria potrebbe ancora essere prosciugata dalla sua crisi bancaria, il Belgio ha un livello molto più alto d'indebitamento rispetto a Spagna e/o Portogallo e un settore finanziario fortemente dissestato dalla crisi globale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A mano a mano che le preoccupazioni si propagano verso Nord, seri investitori potrebbero essere tentati di scommettere ingenti capitali su una scissione della zona euro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al summit speciale sull'economia, i leader dell'Unione Europea dovrebbero far convergere la loro attenzione sulla crisi, piuttosto che dibattere di vaghe riforme di microeconomia: l'Unione Europea deve inviare un segnale urgente e inequivocabile della sua determinazione a individuare e mettere a punto una solida linea politica anticrisi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non occorre che questa politica sia varata questa settimana stessa, ma il summit deve in ogni caso lanciare un chiaro segnale al mondo: la zona euro si occuperà e risolverà direttamente i propri problemi!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Sole 24 Ore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-8510575791224531706?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/8510575791224531706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2010/02/in-attesa-del-summit.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8510575791224531706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8510575791224531706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2010/02/in-attesa-del-summit.html' title='In attesa del Summit...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/S3L_seHiHYI/AAAAAAAAAh4/77T7AsTEUOE/s72-c/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5702701073704877295</id><published>2009-12-30T20:50:00.006+01:00</published><updated>2009-12-30T20:56:01.098+01:00</updated><title type='text'>The Great Stabilisation</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SzuvlX1Gm8I/AAAAAAAAAhA/pduTqRwoFes/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421119633057291202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 203px; CURSOR: hand; HEIGHT: 151px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SzuvlX1Gm8I/AAAAAAAAAhA/pduTqRwoFes/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;IT HAS become known as the “Great Recession”, the year in which the global economy suffered its deepest slump since the second world war. But an equally apt name would be the “Great Stabilisation”. For 2009 was extraordinary not just for how output fell, but for how a catastrophe was averted.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Twelve months ago, the panic sown by the bankruptcy of Lehman Brothers had pushed financial markets close to collapse. Global economic activity, from industrial production to foreign trade, was falling faster than in the early 1930s. This time, though, the decline was stemmed within months. Big emerging economies accelerated first and fastest. China’s output, which stalled but never fell, was growing by an annualised rate of some 17% in the second quarter. By mid-year the world’s big, rich economies (with the exception of Britain and Spain) had started to expand again. Only a few laggards, such as Latvia and Ireland, are now likely still to be in recession.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There has been a lot of collateral damage. Average unemployment across the OECD is almost 9%. In America, where the recession began much earlier, the jobless rate has doubled to 10%. In some places years of progress in poverty reduction have been undone as the poorest have been hit by the double whammy of weak economies and still-high food prices. But thanks to the resilience of big, populous economies such as China, India and Indonesia, the emerging world overall fared no worse in this downturn than in the 1991 recession. For many people on the planet, the Great Recession was not all that great.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;That outcome was not inevitable. It was the result of the biggest, broadest and fastest government response in history. Teetering banks were wrapped in a multi-trillion-dollar cocoon of public cash and guarantees. Central banks slashed interest rates; the big ones dramatically expanded their balance-sheets. Governments worldwide embraced fiscal stimulus with gusto. This extraordinary activism helped to stem panic, prop up the financial system and counter the collapse in private demand. Despite claims to the contrary, the Great Recession could have been a Depression without it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stable but frail&lt;br /&gt;So much for the good news. The bad news is that today’s stability, however welcome, is worryingly fragile, both because global demand is still dependent on government support and because public largesse has papered over old problems while creating new sources of volatility. Property prices are still falling in more places than they are rising, and, as this week’s nationalisation of Austria’s Hypo Group shows, banking stresses still persist. Apparent signs of success, such as American megabanks repaying public capital early (see article), make it easy to forget that the recovery still depends on government support. Strip out the temporary effects of firms’ restocking, and much of the rebound in global demand is thanks to the public purse, from the officially induced investment surge in China to stimulus-prompted spending in America. That is revving recovery in big emerging economies, while only staving off a relapse into recession in much of the rich world.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This divergence will persist. Demand in the rich world will remain weak, especially in countries with over-indebted households and broken banking systems. For all the talk of deleveraging, American households’ debt, relative to their income, is only slightly below its peak and some 30% above its level a decade ago. British and Spanish households have adjusted even less, so the odds of prolonged weakness in private spending are even greater. And as their public-debt burden rises, rich-world governments will find it increasingly difficult to borrow still more to compensate. The contrast with better-run emerging economies will sharpen. Investors are already worried about Greece defaulting (see article), but other members of the euro zone are also at risk. Even Britain and America could face sharply higher borrowing costs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Big emerging economies face the opposite problem: the spectre of asset bubbles and other distortions as governments choose, or are forced, to keep financial conditions too loose for too long. China is a worry, thanks to the scale and composition of its stimulus. Liquidity is alarmingly abundant and the government’s refusal to allow the yuan to appreciate is hampering the economy’s shift towards consumption (see article). But loose monetary policy in the rich world makes it hard for emerging economies to tighten even if they want to, since that would suck in even more speculative foreign capital.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walking a fine line&lt;br /&gt;Whether the world economy moves smoothly from the Great Stabilisation to a sustainable recovery depends on how well these divergent challenges are met. Some of the remedies are obvious. A stronger yuan would accelerate the rebalancing of China’s economy while reducing the pressure on other emerging markets. Credible plans for medium-term fiscal cuts would reduce the risk of rising long-term interest rates in the rich world. But there are genuine trade-offs. Fiscal tightening now could kill the rich world’s recovery. And the monetary stance that makes sense for America’s domestic economy will add to the problems facing the emerging world.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;That is why policymakers face huge technical difficulties in getting the exit strategies right. Worse, they must do so against a darkening political backdrop. As Britain’s tax on bank bonuses shows, fiscal policy in the rich world risks being driven by rising public fury at bankers and bail-outs. In America the independence of the Federal Reserve is under threat from Congress. And the politics of high unemployment means trade spats are becoming a bigger risk, especially with China.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Add all this up, and what do you get? Pessimists expect all kinds of shocks in 2010, from sovereign-debt crises (a Greek default?) to reckless protectionism (American tariffs against China’s “unfair” currency, say). More likely is a plethora of lesser problems, from sudden surges in bond yields (Britain before the election), to short-sighted fiscal decisions (a financial-transactions tax) to strikes over pay cuts (British Airways is a portent, see article). Small beer compared with the cataclysm of a year ago—but enough to temper the holiday cheer. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;BUON 2010!!!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Fil &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte: The Economist&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5702701073704877295?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5702701073704877295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/12/great-stabilisation.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5702701073704877295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5702701073704877295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/12/great-stabilisation.html' title='The Great Stabilisation'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SzuvlX1Gm8I/AAAAAAAAAhA/pduTqRwoFes/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-1811781936753922110</id><published>2009-12-21T20:34:00.002+01:00</published><updated>2009-12-21T20:49:27.900+01:00</updated><title type='text'>Parte la moratoria dei mutui: incrociamo le dita</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/Sy_RGJ_3wcI/AAAAAAAAAgw/K4gMvwzO8YA/s1600-h/FilBlog++Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417778780443230658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 116px; CURSOR: hand; HEIGHT: 116px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/Sy_RGJ_3wcI/AAAAAAAAAgw/K4gMvwzO8YA/s320/FilBlog++Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'accordo c'è. Dal 1 febbraio è possibile non pagare il mutuo per la prima casa. E' la cosiddetta &lt;strong&gt;moratoria&lt;/strong&gt;, cioé &lt;strong&gt;la possibilità di chiedere una sospensione fino a un anno delle rate&lt;/strong&gt;. Per le banche, si legge nel comunicato dell'associazione bancaria italiana presieduta da Corrado Faissola, questa misura "è unica nel mercato europeo dei mutui e rappresenta una soluzione analoga a quella attivata per le Pmi". Una misura fortemente voluta dal Ministro dell'Economia e delle Finanze (Mef), Giulio Tremonti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco cosa prevede l'accordo: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;chi è in difficoltà perché ha perso il lavoro, è in cassa integrazione o per pre-morienza del capo famiglia può richiedere alla propria banca di sospendere il pagamento delle rate per almeno 12 mesi, anche se ha già accumulato ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi, cioè per una rata semestrale. &lt;strong&gt;La sospensione si applica per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale, nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui.&lt;/strong&gt; Si può richiedere la sospensione del rimborso a partire dal 1 febbraio 2010, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 in poi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Non è ancora chiaro se aderiranno tutte le banche.&lt;/strong&gt; In ogni modo Abi fa sapere che una lista delle banche aderenti sarà pubblicata nel suo sito internet (www.abi.it), dove sarà anche possibile "scaricare" il facsimile del modulo di richiesta di sospensione da parte del cliente, distribuito anche presso le filiali delle banche aderenti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Abi e le associazioni dei consumatori firmatarie hanno previsto di &lt;strong&gt;monitorare l'andamento dell'iniziativa&lt;/strong&gt; nel corso del 2010, almeno ogni sei mesi, per avere un quadro aggiornato e attualizzato della situazione. Ad esempio, c'è da controllare che le banche non innalzino insormontabili barriere all'applicazione dell'accordo, con la scusa che i mutui sono stati cartolarizzati. Altroconsumo, inoltre, non ha firmato, perché aveva chiesto di potere sospendere anche le rate per prestiti personali e il credito al consumo. Mentre un'altra associazione, l'Adusbef, non aderisce perché ritiene che il sistema previsto dalle banche acuirà "la restituzione di interessi anatocistici con un appesantimento delle rate che dovranno comunque essere pagate". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci si augura che questa iniziativa, che ha comportato molte ore di trattative, non si riveli una delusione come è accaduto con il famoso &lt;strong&gt;tetto del 4%&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://www.osservatoriofinanziario.com/of/newslarge.asp?id=668"&gt;Leggi qui&lt;/a&gt;) e ancora prima con il primo &lt;strong&gt;accordo Abi-Mef&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://blog.mutuiaconfronto.com/2008/10/lultimo-video.html"&gt;Leggi qui&lt;/a&gt;), quello che prevedeva di creare un secondo "mutuo", cioé un conto aggiuntivo dove si andava ad accumulare il debito residuo in caso di diminuzione dell'importo della rata mensile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche la &lt;strong&gt;rinegoziazione&lt;/strong&gt;, inoltre, si è sta rivelando in alcune banche difficile e anche onerosa, un'occasione per aumentare gli spread, le spese e anche la percentuale applicata all'ipoteca, dal 150 al 200 per cento e oltre. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Tutte iniziative che avevano generato molte aspettative, ma hanno aiutato molto poco le famiglie in difficoltà&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le premesse per ulteriori &lt;strong&gt;problemi&lt;/strong&gt; sembrano esserci: infatti &lt;strong&gt;non c'è nessuna clausola che calmieri il tasso applicato al debito residuo&lt;/strong&gt; che si andrà ad accumulare su quello del mutuo. Dove arriverà, quindi, l'ammontare aggiuntivo per gli interessi sospesi da pagare alla banca, fin dalla prima rata successiva alla fine della sospensione? Nell'accordo non è previsto nessun limite, lasciando alla singola banca la decisione sulle modalità di rientro per il cliente. Un rischio elevato per le famiglie che potrebbero non riuscire a pagare il debito o essere costrette a pagarlo per una intera vita o anche due lasciando il debito ai figli. Famiglie che oggi si trovano sovra sovradebitate e fortemente insolventi. Chi ha un mutuo spesso ha anche sottoscritto debiti per pagare una rata oppure ne ha chiesto un altro per coprire le spese condominiali salite negli ultimi anni del 90% soprattutto nelle grandi città.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è comunque da segnalare che sono già numerose le banche che, di loro iniziativa (dal 2008), hanno iniziato campagne "salva famiglie" (&lt;a href="http://www.osservatoriofinanziario.com/of/newslarge.asp?id=685"&gt;Leggi qui&lt;/a&gt;). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: osservatoriofinanziario.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-1811781936753922110?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/1811781936753922110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/12/parte-la-moratoria-dei-mutui-incrociamo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1811781936753922110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1811781936753922110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/12/parte-la-moratoria-dei-mutui-incrociamo.html' title='Parte la moratoria dei mutui: incrociamo le dita'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/Sy_RGJ_3wcI/AAAAAAAAAgw/K4gMvwzO8YA/s72-c/FilBlog++Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-6621864652617611307</id><published>2009-12-11T19:36:00.003+01:00</published><updated>2009-12-12T13:54:28.641+01:00</updated><title type='text'>Europa, Wall Street teme la bancarotta</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SyKVza5jEUI/AAAAAAAAAgI/z9p6UEEXG5c/s1600-h/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414054412679319874" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 143px; CURSOR: hand; HEIGHT: 107px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SyKVza5jEUI/AAAAAAAAAgI/z9p6UEEXG5c/s320/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Wall Street Journal svela che nel mondo degli &lt;strong&gt;hedge funds&lt;/strong&gt;, i fondi ad alto rischio e alto profitto, un gruppo di Paesi dell’Unione europea è chiamato piigs, termine spregiativo ispirato da pigs, maiali... che rappresenta l’acronimo di &lt;strong&gt;Portogallo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Irlanda&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Italia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Grecia&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Spagna&lt;/strong&gt;, i Paesi con i maggiori debiti e deficit di bilancio della Unione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il giornale riferisce che gli hedge funds stanno facendo incetta di &lt;strong&gt;credit default swaps&lt;/strong&gt; (derivati che funzionano come assicurazioni contro la bancarotta dei piigs) nella speranza di venderli con ingenti guadagni nel 2010 quando, a loro giudizio, le difficoltà dei cinque Paesi cresceranno. E nota che varie agenzie hanno ridotto il rating della Grecia al minimo, e definito negativo quello del Portogallo e della Spagna.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Secondo il Wall Street Journal, l’assedio degli hedge funds ai piigs è iniziato un anno fa e si è accentuato alla &lt;strong&gt;bancarotta dell’Islanda prima e alla crisi del Dubai poi&lt;/strong&gt;. Il giornale nomina alcuni fondi che scommettono contro di loro: il Balestra capital, l’Hyman capital partners, il North asset managment e il Pivot capital managment. Nel 2009, precisa, le loro aspettative sono andate deluse, ma adesso tutti pensano che i titoli dei piigs o delle loro borse scenderanno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dalle dichiarazioni fatte dai fondi al Wall Street Journal, &lt;strong&gt;dei cinque Paesi la Grecia è nella posizione peggiore, l’Italia, in leggera ripresa, nella posizione relativamente migliore&lt;/strong&gt;. Più esposti dei piigs appaiono comunque alcuni Paesi dell’est europeo - il giornale cita Ungheria e Polonia - e i Paesi baltici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La crisi degli ultimi due anni ha evidenziato la fragilità di molte economie europee: a Wall Street non si escludono problemi neppure per l’Inghilterra e per l’America, il cui debito potrebbe arrivare nel 2010 rispettivamente al 90 e al 98% circa del prodotto interno lordo. A parere degli esperti, è possibile che gli hedge funds si sbaglino, perché l’Unione europea è tenuta ad aiutare i Paesi più a rischio. Ma il pericolo è che nel frattempo a causa di questi fondi si scateni sui mercati una corsa al ribasso dei loro titoli, come accadde alle grandi banche un anno fa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La difesa migliore, ammoniscono gli esperti, è che i governi prendano provvedimenti per la ripresa economica da un lato e per la riduzione del debito e del deficit dall’altro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Stiamo alla finestra, e vediamo se la scelta degli hedge funds si rivelerà esatta... ovviamente tifando contro!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: WS Journal&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-6621864652617611307?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/6621864652617611307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/12/europa-wall-street-teme-la-bancarotta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6621864652617611307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6621864652617611307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/12/europa-wall-street-teme-la-bancarotta.html' title='Europa, Wall Street teme la bancarotta'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SyKVza5jEUI/AAAAAAAAAgI/z9p6UEEXG5c/s72-c/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3821333025614401723</id><published>2009-07-20T21:11:00.004+02:00</published><updated>2009-07-20T21:22:36.671+02:00</updated><title type='text'>Ripresa: si o no?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SmTDZ2uBG_I/AAAAAAAAAfo/xVRB6WeP0lE/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360624305430404082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 108px; CURSOR: hand; HEIGHT: 103px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SmTDZ2uBG_I/AAAAAAAAAfo/xVRB6WeP0lE/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La situazione resta ancora molto incerta e potrebbe giustificare l’interruzione del trend positivo avviato dai mercati azionari dallo scorso marzo: il Fondo monetario stesso ha sì affermato che siamo in una fase di uscita dalla recessione, ma ha aggiunto che la stabilizzazione non sarà uniforme, la ripresa sarà lenta e le politiche governative dovranno continuare a dare sostegno all’economia.&lt;br /&gt;Il nervosismo degli operatori è palpabile: la possibilità che il governo statunitense abbia allo studio una nuova manovra di sostegno all’economia, ventilata nei giorni scorsi, ha rafforzato l’impressione che la ripresa sia ancora lontana e che comunque sia estremamente fragile e non ha certamente sostenuto i listini azionari.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’idea che la ripresa possa allontanarsi nel tempo ed assumere un passo più lento di quanto ipotizzato fino a qualche settimana fa è rispecchiata anche dall’andamento delle quotazioni delle materie prime che nelle scorse sedute hanno rintracciato dai massimi delle settimane precedenti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La pausa dei mercati nel prezzare una ripresa non sembra tuttavia essere accompagnata da maggiori preoccupazioni sullo stato generale del sistema, facendo pensare più ad una pausa di riflessione che non ad una vera e propria inversione di tendenza: gli indicatori sul credito, infatti, pur trovandosi su livelli superiori rispetto ai minimi dei mesi scorsi, si mantengono entro il range laterale impostato fino dallo scorso aprile.&lt;br /&gt;Riguardo alle Banche centrali, non vi sono novità da segnalare, se non la delusione del mercato davanti al rinvio, da parte della Banca d’Inghilterra, dell’eventuale ampliamento del piano di acquisto di asset sul mercato secondario rispetto agli attuali 125 miliardi di sterline.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La Banca centrale europea ha avviato il piano di acquisto di 60 miliardi di covered bond, da attuarsi sia sul mercato primario che sul secondario, e mantiene ferma la politica dei tassi ufficiali; con le operazioni di finanziamento alle tesorerie, tuttavia, sta informalmente seguendo una politica molto vicina a quella dei “tassi zero” che sembra piacere così poco al Presidente Trichet, almeno per quanto riguarda il livello dei tassi ufficiali: i tassi di mercato si collocano infatti ben al di sotto dell’1,0% del tasso repo, che normalmente ha la funzione di “tasso di riferimento”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa settimana verranno pubblicate le minute della Federal Reserve relative all’incontro che si è tenuto il 24 giugno scorso; vi è in calendario anche l’incontro della Banca del Giappone: il consenso di mercato si attende la conferma dell’attuale tasso target allo 0,10%. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo è proseguito il lento calo dei tassi interbancari, reso inevitabile dall’elevata liquidità immessa nel sistema dalla Banca centrale europea che, come già accennato, rende tasso di riferimento non tanto la repo Bce, come avviene quando il sistema opera condizioni “normali”, quanto il tasso di remunerazione del deposito presso l’Istituto centrale, attualmente allo 0,25%&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’ipotesi di una invariabilità delle politiche monetarie, che resteranno ancora a lungo estremamente accomodanti, unita ad un maggior pessimismo riguardo alla ripresa, hanno spinto nuovamente al ribasso i rendimenti sui titoli di Stato, dopo la risalita dello scorso giugno dovuta in primo luogo alle speranze sull’economia accese dal dato sulla disoccupazione statunitense.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Comunque, nel frattempo, i mercati sembrano ripartire.... anticipando una possibile, decisiva, inversione di tendenza... pronta aad estendersi anche al settore reale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3821333025614401723?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3821333025614401723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/07/la-situazione-resta-ancora-molto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3821333025614401723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3821333025614401723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/07/la-situazione-resta-ancora-molto.html' title='Ripresa: si o no?'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SmTDZ2uBG_I/AAAAAAAAAfo/xVRB6WeP0lE/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5220092796847520664</id><published>2009-06-16T12:47:00.006+02:00</published><updated>2009-06-16T14:12:25.436+02:00</updated><title type='text'>E dopo la crisi...?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SjeJOEJu9rI/AAAAAAAAAfA/vI5o8oQESw0/s1600-h/filblog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347893957251495602" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SjeJOEJu9rI/AAAAAAAAAfA/vI5o8oQESw0/s320/filblog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;...“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. La selva è davvero oscura: quest’anno il &lt;strong&gt;Pil&lt;/strong&gt; (Prodotto interno lordo) mondiale si ridurrà dell’1,3 %; del 2,8 % negli Stati Uniti e del 4,2 % nell’area euro, del 4,4 % in Italia (il 5 %secondo BankItalia). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il &lt;strong&gt;tasso di disoccupazione&lt;/strong&gt;, nell’area euro, salirà sopra il 10 % nel 2010: la peggior crisi dagli anni trenta. Perché si sia persa la “diritta via” è ancora dibattuto...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sappiamo ormai tutto sui meccanismi della crisi finanziaria e della bolla del debito. Capiamo meno come vi si sia potuti arrivare...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- incapacità dei controllori?&lt;/div&gt;- esuberanza irrazionale dei mercati?&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- cecità dei cantori del libero mercato? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non sappiamo neppure quando qualche raggio di luce illuminerà la selva, se già alla fine del 2009, nel 2010 o ancora più lontano nel tempo. Per ora, gli unici segnali di conforto sono che&lt;strong&gt; la velocità di caduta del prodotto è diminuita e che le borse hanno un po’ recuperato&lt;/strong&gt;, aiutate dall’inondazione di liquidità prodotta dalle banche centrali. Ma i prezzi delle materie prime e del petrolio sono in deciso rialzo, probabilmente per le strozzature presenti dal lato dell’offerta, e questo potrebbe frenare la ripresa prima ancora che si consolidi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse, è però utile gettare uno sguardo un po’ più lontano nel tempo, anche per capire quali possibilità abbia un paese come il nostro, che oltre a essere uno dei più colpiti dal fallout della crisi, è anche quello che ha di meno beneficiato della crescita che l’ha preceduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FATTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, nonostante che il dibattito si sia quasi esclusivamente concentrato sulla crisi finanziaria, all’origine della stessa c’è soprattutto una situazione di perdurante &lt;strong&gt;squilibrio internazionale&lt;/strong&gt;, alimentato dagli Stati Uniti e dagli altri paesi che impiegano più risorse di quante ne producano, e della Cina e di alti paesi, petroliferi, ma non solo, che producono più risorse di quante ne impieghino. La bolla finanziaria aveva reso conveniente (e perciò possibile) il continuo afflusso di risorse dai paesi in surplus ai paesi in deficit, sotto la forma di capitali in cerca di rendimenti e, perciò, la perpetuazione degli squilibri mondiali. Con ciò era stata anche resa possibile una continua crescita della domanda mondiale, trainata dagli Usa, che, a sua volta, aveva consentito la crescita trainata dalle esportazioni di tanti paesi, asiatici ma anche europei, a cominciare dalla Germania. La crescita del valore della ricchezza finanziaria e del credito ha permesso l’espansione della domanda Usa, nonostante che gran parte dei redditi da lavoro siano rimasti costanti in termini reali per molti anni e la distribuzione del reddito sia divenuta sempre più squilibrata. Un fenomeno del genere si era verificato anche negli anni precedenti alla Grande Depressione, almeno negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per contrastare la crisi, &lt;strong&gt;gli&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Usa&lt;/strong&gt;, che hanno pochi stabilizzatori automatici, hanno fatto ricorso a massicce dosi di stimolo fiscale discrezionale, il 2 %del Pil, al netto di quanto speso per i salvataggi bancari: il crollo della ricchezza finanziaria e il credit crunch minacciavano infatti di far crollare la domanda interna, che non poteva essere alimentata dallo smobilizzo di risparmi privati, ormai da tempo inesistenti presso il ceto medio e le classi popolari. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;In Europa&lt;/strong&gt;, lo stimolo fiscale discrezionale è stato complessivamente più contenuto; il Fondo monetario internazionale lo ha di recente giudicato “nel complesso adeguato”, ma in Italia è stato quasi nullo: lo 0,2 % del Pil nel 2009. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;In Cina&lt;/strong&gt; è stato annunciato uno stimolo di dimensioni simili a quello Usa: 2 % del Pil nel 2009 e nel 2010. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma è difficile sapere in che misura la spesa effettiva corrisponderà agli annunci. Come effetto di questi interventi e della recessione, disavanzi e debiti pubblici cresceranno in tutti i paesi, e in quelli avanzati in particolare, fino a un livello massimo del rapporto debito su Pil del 140 % nel 2010, secondo le stime dell’Fmi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Nel marasma, una buona notizia per noi è che il differenziale tra l’Italia e i paesi europei “virtuosi” si va riducendo: mentre prima della crisi si prevedeva per il 2009 un differenziale di 40 punti tra Italia e Germania, ora si prevede un differenziale di “soli” 30 punti&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Comunque abbastanza per frenare l’azione di stimolo fiscale “unilaterale” del nostro governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;SCENARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 - Visto che la crisi è dovuta a&lt;strong&gt; squilibri internazionali&lt;/strong&gt;, è probabile che il processo di aggiustamento spinga verso una loro &lt;strong&gt;riduzione&lt;/strong&gt;. La domanda privata interna Usa si ridurrà e, con essa, le importazioni (la domanda pubblica, ammesso che compensi quella privata, dovrebbe essere meno import-intensive). Se verrà a mancare il traino Usa, sembra anche poco sensato contare sulla Cina per riavviare un modello fondato sulle esportazioni. Il Pil cinese è ancora troppo piccolo per trainare e non c’è alcuna garanzia che la Cina abbandoni, lei per prima, la via dell’export-led (forte crescita basata sulle esportazioni), che finora le è servito egregiamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 - I &lt;strong&gt;paesi europei&lt;/strong&gt;, presi singolarmente, sono troppo indebitati o troppo piccoli per potersi avventurare nel finanziamento in disavanzo di un volume di spesa pubblica aggiuntiva sufficiente a sostenere la domanda aggregata. Inoltre, c’è un problema di free-riding: un’espansione in un singolo paese, in un’economia fortemente integrata come quella europea, finisce per avvantaggiare soprattutto i partner commerciali, così disincentivando l’espansione stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 - Non è impossibile che gli &lt;strong&gt;Stati Uniti&lt;/strong&gt; scelgano la via di un’&lt;strong&gt;inflazione controllata&lt;/strong&gt; per bruciare un po’ di debito e di liquidità accumulati in questi anni. Un po’ di svalutazione del dollaro serve a riequilibrare almeno parzialmente i conti con l’estero. Ma gli Usa non possono permettersi un’eccessiva svalutazione della loro moneta se devono, come devono, continuare ad attrarre capitali dall’estero per finanziare i loro debiti interni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In &lt;strong&gt;Europa&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;la via dell’inflazione sembra comunque sbarrata dalla Bce e dalla tradizionale avversione tedesca&lt;/strong&gt;; ma questo, a sua volta, impedisce una più coraggiosa politica di indebitamento da parte dei singoli stati membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 - Non sembrano riscuotere grande consenso, né in Italia né in altri paesi europei, quelle manovre “intertemporali” che sarebbero capaci di dare credibilità al consolidamento della finanza pubblica nel medio periodo, a fronte di un più robusto stimolo fiscale oggi. Le raccomandazioni dell’Fmi e del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi vanno in quella direzione, ma rischiano di rimanere inascoltate. Sebbene i periodi di crisi siano quelli in cui sarebbe più necessario e utile fare le riforme “strutturali”, sembra che proprio in questi periodi governi nazionali siano più timorosi del solito e, perciò, incapaci di vincere le resistenze delle corporazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 - &lt;strong&gt;La crisi avrebbe potuto essere l’occasione per una politica più forte da parte dell’Unione Europea. Ma ciò non è avvenuto.&lt;/strong&gt; Anche l’idea di una regolazione comune dei mercati finanziari stenta a farsi strada, nonostante le pressanti raccomandazioni degli organismi finanziari internazionali, mentre forme varie di protezionismo mascherato emergono in molti settori. L’idea stessa di mercato unico europeo è ora in difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: World Economic Outlook&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5220092796847520664?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5220092796847520664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/06/e-dopo-la-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5220092796847520664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5220092796847520664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/06/e-dopo-la-crisi.html' title='E dopo la crisi...?'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SjeJOEJu9rI/AAAAAAAAAfA/vI5o8oQESw0/s72-c/filblog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5540769187099581861</id><published>2009-05-06T19:43:00.009+02:00</published><updated>2009-05-06T20:12:37.742+02:00</updated><title type='text'>La sfida delle PMI</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SgHS6PLSVJI/AAAAAAAAAeo/2HuMDFNWjF4/s1600-h/FilBlog+Cossetti+Filippo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332775331731494034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 82px; CURSOR: hand; HEIGHT: 82px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SgHS6PLSVJI/AAAAAAAAAeo/2HuMDFNWjF4/s200/FilBlog+Cossetti+Filippo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; Le piccole e medie imprese italiane (PMI) sfidano la gelata dei listini. La stagione dei collocamenti in borsa sembra voler chiudere uno dei periodi più negativi a livello mondiale e &lt;strong&gt;in Italia si parte del basso&lt;/strong&gt;: due nuove matricole, &lt;strong&gt;Ikf&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Neurosoft&lt;/strong&gt;, debuttano all´&lt;strong&gt;Aim Italia&lt;/strong&gt;, il listino "junior" nato per replicare l´esperienza positiva fatta a Londra.&lt;br /&gt;L´Aim originale (quello inglese), grazie a &lt;strong&gt;regole più semplici&lt;/strong&gt; e a &lt;strong&gt;banche specializzate&lt;/strong&gt; che fungono da intermediari e garanti (detti &lt;em&gt;Nomad&lt;/em&gt;), ha raccolto in 14 anni 1500 "microcapitalizzate".&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ikf&lt;/strong&gt; è una holding d´investimento e consulenza che &lt;strong&gt;si aspetta dal mercato 10 milioni di euro.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Neurosoft&lt;/strong&gt; invece è una software company greca che ha molti clienti in Italia specie tra le società che gestiscono scommesse sportive e giochi.&lt;br /&gt;Primi passi di un listino partito da noi nel periodo più negativo, ma che guida il cambio di tendenza. «&lt;strong&gt;Si sta riscontrando un forte interesse delle Pmi&lt;/strong&gt; - spiega Luca Peyrano, il responsabile del mercato primario di Borsa Italiana - &lt;strong&gt;in particolare all´interno di quei settori in cui il Made in Italy ha dimostrato di essere vincente&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Il settore delle &lt;strong&gt;energie alternative&lt;/strong&gt;, che vede per esempio il fiorire di numerosi parchi eolici nel Sud Italia; il settore della &lt;strong&gt;nautica&lt;/strong&gt; che malgrado sia in difficoltà a livello globale in Italia si sta dimostrando particolarmente vivace, poi l´&lt;strong&gt;arredamento e la meccanica&lt;/strong&gt;».&lt;br /&gt;Un´ulteriore spinta la dà &lt;strong&gt;il mondo bancario&lt;/strong&gt; che finora assorbiva la totalità delle richieste di capitali e che &lt;strong&gt;ora ha interesse a traghettare questa domanda verso il mercato&lt;/strong&gt;: lo dimostra l´iscrizione all´Aim di una decina di Nomad in meno di tre mesi: &lt;strong&gt;Hvb (Unicredit), Mps Finance, Intermonte, Banca Akros, Finnat, Unipol Merchant, Equita Sim e Centrobanca&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;E i grandi?&lt;br /&gt;Per vedere Ipo (Offerta Pubblica Iniziale) che superino le decine di milioni di euro e interrompere un digiuno di matricole che dura dal luglio scorso si dovrà aspettare almeno la seconda parte dell´anno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La tendenza a livello mondiale è quella di una lievissima ripresa&lt;/strong&gt;: uno studio Ernst &amp;amp; Young calcola che nel primo trimestre 2009 un totale di 50 nuovi collocamenti ha generato a livello mondiale un valore di appena 1,4 miliardi di dollari. Solo due operazioni hanno generato oltre 100 milioni di dollari. &lt;strong&gt;In Italia, della decina di imprese che hanno interrotto iter avviati, molte hanno ripreso in mano i dossier &lt;/strong&gt;con i loro sponsor e global coordinator.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Esaote&lt;/strong&gt;, società genovese di apparecchiature biomedicali posseduta da un gruppo di banche e fondi di private equity, non è la sola che torna alla finestra, con lei ci sono sicuramente la casa di moda &lt;strong&gt;Ferragamo&lt;/strong&gt; e la società di cosmetici &lt;strong&gt;Intercos&lt;/strong&gt;. Persino lo Stato potrebbe partecipare al ritorno delle matricole: Piazza Affari rimane il punto di approdo di &lt;strong&gt;Fincantieri&lt;/strong&gt; che ha dovuto chiedere un aumento di capitale a &lt;strong&gt;Fintecna&lt;/strong&gt; un anno dopo aver abbandonato un contrastato progetto di quotazione. Anche la &lt;strong&gt;Sace&lt;/strong&gt;, compagnia di assicurazione internazionale pubblica, ha accarezzato a lungo l´idea dell´Ipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi ci sono i giganti da nove zeri:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prada&lt;/strong&gt; ha fallito l´appuntamento l´estate scorsa e ora sta rinegoziando il debito con le banche. &lt;strong&gt;Enel Green Power&lt;/strong&gt; è alla caccia di soci per una cifra vicina ai 3 miliardi, impossibile da trovare senza dare loro la prospettiva di una sicura quotazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C´è chi ha chiuso definitivamente la porta: la famiglia di pastai De Cecco&lt;/strong&gt;, per esempio, che si è espressa formalmente in assemblea, &lt;strong&gt;mentre per i pneumatici Pirelli è stato direttamente Marco Tronchetti Provera a definire non più attuale l´ipotesi&lt;/strong&gt;. Infine i cantieri navali &lt;strong&gt;Ferretti&lt;/strong&gt; hanno pagato con il default il mancato ritorno sul listino (era delistata nel 2003).&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Primi segnali di ripresa...&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5540769187099581861?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5540769187099581861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/05/la-sfida-delle-pmi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5540769187099581861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5540769187099581861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/05/la-sfida-delle-pmi.html' title='La sfida delle PMI'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SgHS6PLSVJI/AAAAAAAAAeo/2HuMDFNWjF4/s72-c/FilBlog+Cossetti+Filippo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-8474967577251318898</id><published>2009-04-18T18:45:00.007+02:00</published><updated>2009-04-18T19:05:18.981+02:00</updated><title type='text'>Il conto corrente è caro? Come spendere meno...</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SeoEalxliII/AAAAAAAAAdQ/BJhYHMaFkZg/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326074364182235266" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 87px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SeoEalxliII/AAAAAAAAAdQ/BJhYHMaFkZg/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tra canone annuo, commissioni per le operazioni fuori plafond, spese per prelievi Bancomat, bonifici, domiciliazioni delle bollette, invio dell’estratto conto e delle comunicazioni di legge, oltre all’eventuale dossier titoli e alle altre voci cui s’aggiunge pure l’imposta di bollo, &lt;strong&gt;i costi di gestione di un conto corrente in Italia sono i più alti d’Europa&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Restano tali sebbene calati in media del 24% negli ultimi tre anni, come segnala il consorzio PattiChiari, e nonostante la legge Bersani abbia eliminato le spese di chiusura. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scelte ponderate con il&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;confronto&lt;/strong&gt; tra le varie proposte e un&lt;strong&gt; uso accorto&lt;/strong&gt; del conto corrente &lt;strong&gt;possono più che dimezzare l’esborso&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Innanzitutto facendo chiarezza su ciò che serve: è inutile aprire un conto dal canone elevato in ragione di &lt;strong&gt;servizi accessori&lt;/strong&gt; che ben difficilmente si useranno, come pure sottoscriverne uno a canone ridotto, ma che offre un limitato numero di operazioni gratuite, quando si prevede di superare il tetto e pur sapendo che può costare caro. Chi non vuole cambiare banca o conto corrente può attivare &lt;strong&gt;l’home banking, un’opzione spesso gratuita&lt;/strong&gt; e che si lega a commissioni più basse. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secondo Eurisko, operando attraverso internet o col telefono al posto del tradizionale sportello di filiale, il costo medio annuo di un conto corrente di base può ridursi da 105,9 a 68,9 euro, con risparmi compresi tra il 28% per la famiglia tipo e il 43% per il pensionato «evoluto». &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se non basta, meglio guardarsi attorno, cominciando magari dal sito di PattiChiari dove è possibile confrontare caratteristiche e costi di centinaia di conti correnti proposti da oltre 150 banche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I conti online vincono il confronto della convenienza.&lt;/strong&gt; Spesso il canone mensile è azzerato, le commissioni per i singoli servizi sono più basse anche di 2 o 3 euro, di norma i bonifici e le ricariche telefoniche sono gratuite così come i canoni di carte di credito e debito, senza contare che le operazioni possono essere fatte comodamente da casa o dall’ufficio; anche il deposito titoli è più economico e il trading online costa meno.&lt;br /&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;I conti «light»&lt;/strong&gt; proposti allo sportello possono fare al caso di chi opera pochissimo (...ma attenzione a non superare la soglia gratuita dei movimenti!). In generale, la famiglia media che usa il conto con una quindicina di operazioni al mese, abbandonando la filiale per il web può risparmiare oltre il 50%. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella classifica dei conti online stilata da Of-Osservatorio Finanziario in base a criteri di convenienza e sicurezza, compaiono sul podio &lt;strong&gt;IwBank, davanti a Banc@perta e all’home banking di Mps, seguite dall’online di Raiffeisen, Sella e da Websella&lt;/strong&gt;; poi, nell’ordine, Unicredit, Banca Infinita, Fineco, Webank e Mediolanum. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A maggior ragione &lt;strong&gt;con i tassi ai minimi, il conto corrente non rappresenta più uno strumento di gestione dei propri risparmi&lt;/strong&gt;, quindi è bene lasciare in giacenza solo quanto serve per il ménage mensile, cercando di far fruttare i risparmi altrove. Può essere utile, in un periodo come quello attuale, parcheggiarli in un&lt;strong&gt; conto di deposito &lt;/strong&gt;(che spesso viene abbinato a conti correnti sia tradizionali che online).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le alternative sono numerose: si va da &lt;strong&gt;Rendimax&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Conto&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Arancio&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;IwPower&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;SemprePiù Rendimento&lt;/strong&gt; della Popolare di Vicenza, passando per &lt;strong&gt;CheBanca&lt;/strong&gt;! di Mediobanca, &lt;strong&gt;Time Deposit&lt;/strong&gt; Santander e &lt;strong&gt;Conto Extra&lt;/strong&gt; di Sparkasse Italia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non lasciatevi impressionare da punti esclamativi e nomi altisonanti! Comunque, cercando bene, si possono trovare conti deposito con tassi attivi netti anche oltre il 2,5%, la gratuità dei movimenti e l’abbuono dell’imposta di bollo (34,2 euro annui). Niente non è...!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;br /&gt;Ulteriori sforbiciate alle spese si ottengono con un uso accorto delle opzioni e &lt;strong&gt;sfruttando i servizi gratuiti&lt;/strong&gt;. Così, è meglio ricevere &lt;strong&gt;l’estratto conto e il dossier titoli per email&lt;/strong&gt; o consultarlo sul web, o comunque limitarne l’invio una o due volte l’anno. Tutta la documentazione in arrivo dalla banca va conservata, poiché fa fede in caso di contestazione; allo sportello, è bene &lt;strong&gt;provare periodicamente a ricontrattare le condizioni&lt;/strong&gt;. Meglio, poi, domiciliare le bollette, &lt;strong&gt;usare il Bancomat per i prelievi al posto della carta di credito&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;eseguendoli agli sportelli della propria banca&lt;/strong&gt; per evitare le commissioni applicate dalle altre, e, infine, &lt;strong&gt;cercare di non andare in rosso&lt;/strong&gt;: anche per pochi giorni, interessi passivi e penali di scoperto sono un salasso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per ulteriori info, sapete come contattarmi...!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-8474967577251318898?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/8474967577251318898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/04/il-conto-corrente-e-caro-selezionando-i.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8474967577251318898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8474967577251318898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/04/il-conto-corrente-e-caro-selezionando-i.html' title='Il conto corrente è caro? Come spendere meno...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SeoEalxliII/AAAAAAAAAdQ/BJhYHMaFkZg/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5372870731572354383</id><published>2009-04-03T20:18:00.008+02:00</published><updated>2009-04-03T20:58:59.035+02:00</updated><title type='text'>Mutui: euribor sempre più giù e le rate si adeguano.</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SdZVCpwfJkI/AAAAAAAAAc4/4K3dWF52FE0/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320533513842140738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 246px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SdZVCpwfJkI/AAAAAAAAAc4/4K3dWF52FE0/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Banca Centrale Europea ha sorpreso i mercati finanziari, che avevano scommesso su un taglio di 50 punti base, proponendo un taglio di soli 25 centesimi di punto, lasciando tuttavia aperta la porta a nuove riduzioni del costo del denaro. Sono state citate anche misure non convenzionali di politica monetaria (il &lt;strong&gt;Quantitative Easing&lt;/strong&gt; già adottato da altri Istituti Centrali insegna), quali&lt;br /&gt;possibili, da decidere comunque durante il prossimo meeting del direttivo.&lt;br /&gt;La Bce sembra dunque aver preferito mantenere un atteggiamento di cautela, preparando i mercati ad un possibile nuovo intervento il prossimo maggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I commenti del presidente Trichet hanno lasciato intendere che i tassi potrebbero scendere ancora “in maniera molto misurata”, mentre per quanto riguarda l’inflazione europea, ha cercato di tranquillizzare gli investitori spiegando che esiste la possibilità di arrivare vicino allo zero (se non di superarlo a ribasso), ma che tale evenienza non deve essere confusa con la deflazione. Disinflazione e deflazione sono infatti due concetti ben diversi (rallentamento dell’inflazione il primo, diminuzione del livello generale dei prezzi il secondo). Secondo il numero uno della Bce, le aspettative inflazionistiche a lungo periodo sono coerenti con l’obiettivo di stabilità dei prezzi e i rischi connessi alla crescita sembrano essere “ampiamente bilanciati”.&lt;br /&gt;Infine, la domanda mondiale, e come essa quella dell’area euro, probabilmente cominceranno a recuperare in maniera graduale nel corso del 2010.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Beh, facciamo due conti...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'Euribor ai minimi storici inizierà presto a farsi sentire significativamente anche sui mutui variabili già stipulati e &lt;strong&gt;indicizzati ai tassi medi trimestrali&lt;/strong&gt;, quelli che - a dispetto della continua riduzione del costo del denaro – finora hanno fatto fatica ad adeguarsi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con la chiusura di marzo (e del primo trimestre 2009) molte banche adeguano i parametri sui quali vengono calcolate le nuove rate (da aprile in poi). Ragionando in termini di tassi, nel primo trimestre l'Euribor 3 mesi (base 360) ha registrato una media del 2,01% contro il 4,21% del trimestre ottobre-dicembre e il 4,98% (picco storico nell'era dell'euro) raggiunto fra giugno e settembre. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In soldoni?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;...&lt;strong&gt;la rata di aprile di un finanziamento da 100mila euro indicizzato appunto ai tassi registrati nei primi tre mesi del 2009&lt;/strong&gt; (+1% di spread, il "ricarico" applicato dalle banche) &lt;strong&gt;potrà risultare meno cara in media del 20%&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;rispetto ai pagamenti effettuati lo scorso autunno &lt;/strong&gt;(vedi tabella). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ancora più basse sono in teoria le rate dei prestiti legati alla media mensile dell'Euribor, un parametro che però ha già permesso nei mesi precedenti un più rapido adeguamento al ribasso degli importi da versare (e che in generale rende la rata più volatile anche in caso di picchi al rialzo).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il discorso, naturalmente, può anche essere visto in un'ottica diametralmente opposta&lt;/strong&gt;: chi stipula in questo momento un mutuo a tasso variabile deve mettere in conto che i tassi non resteranno su questi livelli in eterno e valutare bene la scelta soprattutto sulla base del proprio reddito disponibile. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarà interessante calcolare quale sarà l'eventuale rincaro di un finanziamento variabile acceso adesso... nel caso i tassi dovessero tornare sui livelli di ottobre. &lt;strong&gt;Se il valore della rata teorica vi spaventa, allora è forse meglio ripiegare sulla sicurezza del tasso fisso&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ah... Sui nuovi mutui occorre considerare che le banche hanno rivisto sensibilmente al rialzo gli spread, annullando in parte i benefici derivanti dal calo dei tassi di interesse!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Occhio! ;o)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5372870731572354383?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5372870731572354383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/04/mutui-euribor-sempre-piu-giu-e-le-rate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5372870731572354383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5372870731572354383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/04/mutui-euribor-sempre-piu-giu-e-le-rate.html' title='Mutui: euribor sempre più giù e le rate si adeguano.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SdZVCpwfJkI/AAAAAAAAAc4/4K3dWF52FE0/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2650312470805137640</id><published>2009-03-25T20:10:00.007+01:00</published><updated>2009-03-25T20:33:56.217+01:00</updated><title type='text'>Cos’è una bad bank?</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;Con questo termine si fa riferimento alla "suddivisione" in due di una banca... nella sua parte “buona” (&lt;strong&gt;good bank&lt;/strong&gt;) e in quella “cattiva” (&lt;strong&gt;bad bank&lt;/strong&gt;). La banca buona si occuperà di tutte le parti sane dell’attività di credito, mentre la parte cattiva comprenderà tutte le attività cosiddette “tossiche”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di una terminologia relativamente nuova, recentemente tornata in auge con il progetto del &lt;strong&gt;piano Paulson&lt;/strong&gt; contro la crisi, proposto negli Usa il 19 settembre scorso, il quale prevedeva inizialmente che lo Stato acquistasse i titoli tossici detenuti dalle banche. L’amministrazione &lt;strong&gt;Obama &lt;/strong&gt;ha rilanciato invece l’idea della creazione di una banca ad hoc (bad bank per l’appunto) con il compito di alleggerire istituti e le società finanziarie da titoli pesanti e difficili da smaltire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora non si è deciso se si tratterà di un intervento che verrà effettuato attraverso la creazione di un fondo apposito del Governo, o se ogni banca dovrà creare la propria bad bank che poi andrà quotata separatamente. Ogni azionista potrebbe, ad esempio, ricevere due azioni di cui una facente riferimento alla banca buona e un'altra a quella cattiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché una bad bank?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’obiettivo della creazione di una bad bank è quello di depurare gli istituti finanziari dalle perdite derivanti da derivati e attività tossiche&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cosa si intende per attività tossiche o asset tossici?&lt;br /&gt;Si fanno rientrare in questa categoria di &lt;strong&gt;attività i titoli legati ai mutui subprime e tutti i prodotti e investimenti iscritti in bilancio nell'attivo patrimoniale con un elevato valore nominale, ma che hanno un valore di mercato prossimo allo zero&lt;/strong&gt;. Si tratta per lo più dei cosiddetti titoli spazzatura, tanto che l’operazione Usa è stata ribattezzata da alcuni &lt;strong&gt;“cash for trash”.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto valgono queste attività?&lt;br /&gt;Secondo &lt;strong&gt;recenti stime si aggirerebbero sui 9.700 miliardi di dollari negli Usa e 1.300 miliardi di euro in Europa.&lt;/strong&gt; Il condizionale, comunque, è d'obbligo dato che le attività tossiche sono difficili da stimare anche perché spesso vengono scambiate in mercati poco liquidi e sono soggette a valutazioni diverse anche nei bilanci delle diverse banche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come eliminarle?&lt;br /&gt;La bad bank, abbiamo detto, rappresenta una soluzione per liberare la banca dai titoli tossici che rappresentano un peso nella "pancia" degli istituti. Con la bad bank questi titoli vengono trasferiti a una nuova società in modo da poter lasciare la banca libera di funzionare regolarmente.&lt;br /&gt;Una volta isolati i titoli nella bad bank viene effettuata una "scissione" azionaria: potrà essere utilizzata la forma di sottoscrizione di azioni privilegiate da parte del governo, oppure quella di azioni ordinarie che potranno essere vendute sul mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quello che la bad bank dovrà fare successivamente è liquidare questi titoli attendendo che, una volte migliorate le condizioni del mercato, diminuisca la differenza tra il valore di mercato degli asset e quello nominale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/ScqF1i9CgMI/AAAAAAAAAcA/Z5bVS2cgh_U/s1600-h/FilBlog+Cossetti+Filippo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317209465026674882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 381px; CURSOR: hand; HEIGHT: 415px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/ScqF1i9CgMI/AAAAAAAAAcA/Z5bVS2cgh_U/s400/FilBlog+Cossetti+Filippo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.... dunque attendere che i “cash for trash” tornino ad essere dei titoli realmente appetibili sul mercato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’ammontare elevatissimo di queste attività rende però &lt;strong&gt;necessario l’intervento da parte degli Stati&lt;/strong&gt;, unici candidati a fornire fondi per l’acquisto dei titoli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Meglio le ricapitalizzazioni o le bad bank?&lt;br /&gt;Con entrambe le operazioni si agisce sul grado di rapporto attivo/patrimonio (leverage). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel primo caso però si opera sul numeratore, sottraendo dall’attivo gli asset tossici e alleggerendolo quindi di attività fortemente svalutate, mentre nel secondo si rafforza il denominatore aumentando il capitale.Tuttavia, con la ricapitalizzazione, o sottoscrivendo obbligazioni, lo Stato opera come un investitore godendo di diritti patrimoniali e di gestione, andando anche a toccare interessi di management e azionisti, mentre con la seconda strada non incide direttamente sull’attività di impresa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). 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In soli tre giorni &lt;strong&gt;Unicredit&lt;/strong&gt; ha guadagnato il &lt;strong&gt;26%&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Intesa Sanpaolo il 33%,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Banco Popolare il 32%&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Monte dei Paschi il 18%&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Banca popolare di Milano il 19%, Ubi il 25%&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questi tre giorni le banche italiane hanno fatto meglio dell'indice di settore europeo, salito del 12%. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Motivo? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli analisti scommettono sull'effetto positivo dei Tremonti Bond&lt;strong&gt;, obbligazioni che verranno emesse dalle banche e sottoscritte dal Tesoro. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;L'obiettivo dei Tremonti Bond è migliorare la &lt;strong&gt;solidità&lt;/strong&gt; del nostro sistema bancario portando il &lt;strong&gt;Core Tier 1&lt;/strong&gt; (indice di solidità patrimoniale) delle aziende di credito quotate in Borsa a un livello compreso fra il 7 e il 7,5%.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In particolare,&lt;strong&gt; gli istituti che faranno richiesta potranno emettere obbligazioni pagando un tasso di interesse del 7,5% nei primi quattro anni, tasso che poi salirà all'8,5%.&lt;/strong&gt; L'importo massimo dei bond che ogni banca potrà emettere non potrà superare il 2% delle attività ponderate per il rischio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'iter per l'emissione dei Tremonti Bond prevede che il cda della banca inoltri una richiesta ufficiale alla Banca d'Italia e al Tesoro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'effetto di queste obbligazioni sui bilanci delle banche va misurato caso per caso.&lt;/strong&gt; Secondo gli analisti, l'istituto che ha più fame di Tremonti Bond è Unicredit che potrebbe emetterne per circa 4 miliardi di euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nelle casse del gruppo dovrebbero arrivare altri 3,5 miliardi dal governo di Vienna che sta studiando un aiuto simile a quello varato dal governo italiano per Bank of Austria, la controllata di Unicredit a cui fanno capo tutte le attività nell'Europa Centro-orientale. In tutto, il gruppo guidato da Alessandro Profumo potrà beneficiare di un'iniezione di capitali freschi per 7,5 miliardi. Secondo gli analisti, l'effetto sarà un innalzamento del Core Tier 1 dal 6,4% stimato per fine 2008 al 7,5%.&lt;br /&gt;Intesa Sanpaolo secondo gli analisti necessita di nuove risorse per circa 3 miliardi di euro. L'indice di solidità patrimoniale (Core Tier 1) dovrebbe passare dal 6,4% stimato per fine 2008 al 7,3%.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A rompere per prima gli indugi e formalizzare la richiesta per 1,45 miliardi di bond è stato ieri il Banco Popolare .&lt;/strong&gt; L'importo è in linea con le attese degli analisti e poco sotto la cifra massima utilizzabile dall'istituto. Con questa iniezione di capitale il gruppo dovrebbe rafforzare il Core Tier 1 dal 5,5% attuale al 6,6%. Nonostante il miglioramento, il risultato è sempre un valore al di sotto di quello medio del mercato. Il gruppo ha annunciato di avere allo studio diverse opzioni sul futuro della partecipata Italease (30% del capitale), e questo potrebbe comportare effetti significativi sulla solidità della banca. Tra le altre &lt;strong&gt;Popolari&lt;/strong&gt;, la Milano dovrebbe chiedere emissioni per circa 550 milioni di euro, per migliorare l'indice di solidità patrimoniale dal 5,9% stimato a fine 2008 al 7,2%. Dello stesso beneficio dovrebbe godere &lt;strong&gt;Ubi Banca&lt;/strong&gt; : l'istituto bergamasco-bresciano non ha ancora dato indicazioni sull'ammontare che verrà chiesto, ma gli analisti stimano emissioni per un valore vicino a 800 milioni di euro: una cifra che consentirebbe al Core Tier 1 di salire dal 6,7% di fine 2008 al 7,4%. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nonostante il balzo delle quotazioni di Borsa, gli analisti rimangono scettici sul fatto che i Tremonti Bond basteranno a risolvere tutti i problemi delle nostre banche...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Staremo a vedere...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). 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Chi negli anni aveva registrato una crescita record e continuava a prevedere ricavi e profitti in aumento a due cifre, adesso viene rimesso in discussione. Viceversa, quelle società che pur non registrando crescite esponenziali hanno sempre preservato i loro flussi di cassa mantenendo un basso livello di indebitamento, sono tornate di moda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Geox&lt;/strong&gt;, che dopo essere entrata nel 2007 a far parte dell´indice principale di Piazza Affari e aver vissuto un exploit borsistico unico, adesso è stata raggiunta dalla più vecchia tra le società italiane di abbigliamento, ovvero &lt;strong&gt;Benetton&lt;/strong&gt;. Le due aziende venete che si rivolgono allo stesso segmento di mercato ma con prodotti diversi, hanno quasi eguagliato il loro valore di Borsa, proprio perché adesso gli investitori hanno qualche riserva sulla capacità del gruppo guidato da Mario Moretti Polegato di continuare a correre come negli scorsi anni, mentre invece tornano a riscoprire i flussi di cassa, gli immobili, la rete di franchising e la diversificazione della società presieduta da Luciano Benetton.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, sempre guardando alle aziende che orbitano intorno a Benetton e alla galassia di Edizione Holding, &lt;strong&gt;Autogrill&lt;/strong&gt; vale oggi meno dell´azienda di abbigliamento. E pensare che la società di ristorazione è sempre stata giudicata in casa Benetton come uno dei migliori investimenti mai fatti. La sfortuna di Autogrill è stata infatti quella di aver rilevato le attività degli aeroporti di Londra di World Duty Free poco prima dello scoppio della crisi più nera che ha mai colpito la City e che ha portato la sterlina ai minimi di sempre nei confronti dell´euro. Tuttavia secondo gli analisti, Autogrill avrà la forza di trasformare quello che adesso appare come un fattore di rischio in un´eccellente opportunità. Solo che in questa fase gli investitori preferiscono guardare al breve termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando al made in Italy, &lt;strong&gt;le distanze tra Bulgari e Tod´s si sono annullate&lt;/strong&gt;, tanto che agli inizi di febbraio il gruppo guidato da Diego Della Valle ha perfino superato per qualche seduta lo storico gioielliere romano in termini di capitalizzazione. Ed è abbastanza singolare il fatto che un´azienda come Bulgari, che è alla quarta generazione, si sia fatta fare le scarpe in Borsa da un gruppo che ha ricavi e profitti inferiori. Ma, a differenza del gruppo romano, Tod´s ha circa 60 milioni di cassa e soprattutto ha rispettato le promesse fatte per il 2008 chiudendo con ricavi in aumento del 7,7% (rispetto al meno 1,5% incassato da Bulgari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo Benetton, che non ha i margini né di Tod´s, né tantomeno di Bulgari, le ha superate entrambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che è successo nella moda, è capitato anche nell´industria e ancor di più nel settore finanziario. Nel cemento e nei materiali di costruzione &lt;strong&gt;Buzzi&lt;/strong&gt; si è presa la rivincita contro il leader nazionale &lt;strong&gt;Italcementi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, nello stessa filiera di imprese sono avvenuti &lt;strong&gt;ribaltamenti anomali&lt;/strong&gt;: basti pensare che la controllante &lt;strong&gt;Camfin&lt;/strong&gt; vale ormai tanto quanto la minore delle partecipazioni di Pirelli, che è il suo braccio immobiliare Pirelli Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mondo delle banche e delle assicurazioni questi divari sono ancora più evidenti. Basti pensare che &lt;strong&gt;Unicredit&lt;/strong&gt;, l´unica banca italiana che è riuscita a distinguersi a livello internazionale, ha pagato pesantemente l´espansione in Germania (ma anche quella a livello nazionale con Capitalia), facendosi largamente sorpassare dalla prima banca italiana &lt;strong&gt;Intesa Sanpaolo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lo stesso è capitato nelle assicurazioni, dove &lt;strong&gt;Unipol&lt;/strong&gt;, per il fatto di avere ancora in pancia la liquidità raccolta per il mancato acquisto della Bnl e per il suo profilo di gestione molto conservativo, ha superato il leader dei danni &lt;strong&gt;Fondiaria Sai&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In alcuni casi &lt;strong&gt;la crisi ha ridisegnato i campioni di Borsa&lt;/strong&gt; anche perché nel momento in cui il mercato stava profondamente cambiando, il management di queste aziende non ha saputo anticipare per tempo la tempesta finanziaria che si è abbattuta pesantemente anche sull´economia reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in altri casi, anche un buon management non ha potuto far niente per preservare i risultati della sua azienda. È il caso di Sergio Marchionne in &lt;strong&gt;Fiat&lt;/strong&gt;. Sorprende però che l´elevetica &lt;strong&gt;Sgs&lt;/strong&gt;, leader della certificazione e gruppo che ha reso famoso Marchionne nel mondo, ora valga di più del colosso dell´auto. (&lt;strong&gt;Ifil&lt;/strong&gt; che possiede sia il 15% di Sgs sia il 30,4% del Lingotto, sta infatti ricevendo maggiori soddisfazioni dalla società quotata a Zurigo che dalla Fiat, nonostante l´accordo con Crysler...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non possiamo neanche dire "cose di altri tempi...!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-2929930323222670064?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/2929930323222670064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/02/la-nuova-geografia-del-potere-dopo-lo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2929930323222670064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2929930323222670064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/02/la-nuova-geografia-del-potere-dopo-lo.html' title='La nuova geografia del potere dopo lo tsunami in Piazza Affari'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SZ8KbzX2FGI/AAAAAAAAAaY/B3l-6SOsNv8/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-6261069578570467692</id><published>2009-02-12T18:11:00.005+01:00</published><updated>2009-02-12T18:35:46.816+01:00</updated><title type='text'>Arrivano i mutui post-crisi.</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SZRYsC1LIDI/AAAAAAAAAZw/Q_b8hChyxw8/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301960175019302962" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 139px; CURSOR: hand; HEIGHT: 129px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SZRYsC1LIDI/AAAAAAAAAZw/Q_b8hChyxw8/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo &lt;strong&gt;BPM, MPS, Ing Direct, BancoPosta, Banco Popolare, Veneto Banca, Banca Sella, Intesa Sanpaolo e Unicredit&lt;/strong&gt;, anche &lt;strong&gt;Barclays&lt;/strong&gt; ha lanciato un nuovo mutuo agganciato al tasso Bce, anzi due...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Accanto al tasso variabile “classico”, la banca inglese propone un mutuo BCE a tasso variabile e rata costante, entrambi con spread (ricarico della banca sul cliente) tra l’1,44 e l’1,95%. L’applicazione di spread più vantaggiosi è proporzionale alla sottoscrizione da parte del cliente di altri prodotti della Banca: esso potrà quindi scendere fino all’1,44% solo per i clienti che, contestualmente al mutuo, scelgono di acquistare conti correnti, prodotti di investimento e/o assicurativi con marchio Barclays. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche per &lt;strong&gt;MPS&lt;/strong&gt; ci sono delle novità: un nuovo mutuo, una nuova polizza, e, soprattutto, un’&lt;strong&gt;operazione per i mutuatari in difficoltà. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vediamole...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quattro le iniziative sul tavolo...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si comincia dalla sospensione della rata del mutuo per i clienti in difficoltà (fino a 12 mesi): l’operazione abbraccia un bacino potenziale di circa 100mila famiglie anche se solo una parte di queste potrà effettivamente interrompere i pagamenti. L'iniziativa è infatti destinata ai clienti che hanno maturato un &lt;strong&gt;rapporto rata/reddito critico &lt;/strong&gt;(oltre il 60%), verranno privilegiati i clienti che hanno perso il lavoro, sono in cassa integrazione, o hanno minori e/o anziani a carico, ma anche coloro che hanno alcune rate arretrate”. Il tutto escludendo escludendo... udite udite... la presenza di un irrigidimento delle condizioni di accesso al credito (mmmh...!) Per chi ha alcune rate in arretrato, inoltre, la sospensione comporterà la cancellazione &lt;strong&gt;delle segnalazioni&lt;/strong&gt; di mancato pagamento nelle centrali rischi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A partire dal mese di maggio, la possibilità di interrompere pro tempore i pagamenti verrà estesa anche ai clienti di &lt;strong&gt;Consum.it&lt;/strong&gt;, la società finanziaria del Gruppo specializzata nel credito al consumo: chi è in regola con i pagamenti da almeno 12 mesi, oppure presenta una sola rata in arretrato, potrà sospendere la rata per un periodo massimo di 6 mesi, oppure ridurne l’importo, spalmando il debito residuo su un numero maggiore di mensilità (il piano di rimborso può essere allungato di 24 mesi), mentre l’opzione di sospensione o modifica della rata può essere esercitata fino a 3 volte nel corso della via del finanziamento e senza alcun costo a carico del cliente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La terza novità riguarda il &lt;strong&gt;lancio di un nuovo mutuo a tasso variabile, MPS Protezione&lt;/strong&gt;, che prevede un tetto massimo (cap) del 5,5%; una soluzione adatta ai clienti che intendono proteggersi da eventuali futuri rialzi di tasso, fenomeno di cui i consumatori hanno purtroppo già fatto esperienza nel recente passato (anche perché, non dimentichiamolo, non di rado mal consigliati dalle stesse banche!). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi i tassi sono ai minimi: l’Euribor a tre mesi, ovvero il parametro a cui è agganciata la maggior parte dei mutui a tasso variabile, è sceso sotto quota 2%, il livello minimo dal primo aprile 2004. Probabilmente scenderanno ancora ma non c’è dubbio che, terminata la fase recessiva dell’economia, i tassi torneranno a salire. Il mutuo con cap rappresenta una protezione contro il rischio di rialzi eccessivi anche se costa un po’ di più: per un mutuo di durata ventennale, MPS Protezione prevede uno spread di 1,85 punti percentuali, contro l’1,65 del mutuo a tasso variabile senza cap. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’offerta prevede, in abbinamento al mutuo Protezione, la nuova polizza Mutuo Sicuro Plus: protegge il cliente da eventi che potrebbero compromettere la possibilità di far fronte alla rata del mutuo, come infortuni o perdita di impiego. Quanto costa l’assicurazione? Il prezzo corrisponde all’importo di una rata e viene spalmato lungo tutta la durata del finanziamento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La quarta iniziativa concerne il recepimento anticipato di una parte della direttiva Europea sul credito ai consumatori approvata lo scorso aprile. In conformità a quanto previsto dalla Direttiva 2008/48/CE, i clienti potranno esercitare, entro 14 giorni, il d&lt;strong&gt;iritto di recesso su un prestito erogato.&lt;/strong&gt; Saranno inoltre ridotte le penali di estinzione anticipata dall’1 allo 0,5%, nel caso in cui l’importo residuo sia pari o inferiore a 12 mensilità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sembrano belle notizie, anche se non parlerei di novità... e soprattutto... ci voleva una crisi come quella attuale per arrivare a delle condizioni "accettabili" per i clienti!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voi che ne dite?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-6261069578570467692?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/6261069578570467692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/02/arrivano-i-mutui-post-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6261069578570467692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6261069578570467692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/02/arrivano-i-mutui-post-crisi.html' title='Arrivano i mutui post-crisi.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SZRYsC1LIDI/AAAAAAAAAZw/Q_b8hChyxw8/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-6327567832054634467</id><published>2009-02-03T12:11:00.008+01:00</published><updated>2009-02-04T00:45:18.862+01:00</updated><title type='text'>Il sogno Irlandese...</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SYjKSz0PpnI/AAAAAAAAAZI/5uiCBvcwoP8/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298707386097182322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 113px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SYjKSz0PpnI/AAAAAAAAAZI/5uiCBvcwoP8/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi direte: e ora, cosa c'entra l'Irlanda?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, è una riflessione che voglio fare con voi lettori di FilBlog...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Irlanda, considerata fino a poco fa la “tigre celtica” con un’economia in forte crescita, si trova ora ad affrontare non solo l’aumento della disoccupazione ma la crisi del settore bancario, il crollo delle esportazioni, il calo delle entrate fiscali e un’impennata del deficit di bilancio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un crollo del 10% del Pil tra il 2008 e il 2010: queste le fosche previsioni per l’economia irlandese fatte dal primo ministro irlandese Brian Cowen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa del duplice effetto della crisi finanziaria globale e della crisi del settore edilizio e immobiliare domestico, il Paese «sta affrontando un declino di dimensioni senza precedenti ha dichiarato Cowen in Parlamento. «L’economia ha subìto una contrazione del 2% nel 2008, è stata duramente colpita e si prevede un crollo del 10% del Pil tra il 2008 e il 2010».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di una brusca revisione delle stime ufficiali: fino alla settimana scorsa il Governo prevedeva un calo dell’1,4% del Pil e la Banca centrale parlava di un declino limitato all’1 %.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il premier irlandese, la crisi potrebbe costare 100mila posti di lavoro quest’anno e nel 2009, pari al 5% del totale. Banche, imprese edilizie e negozi continuano a licenziare persone, mentre Dell, il numero due mondiale dei computer, ha da poco annunciato il taglio di 1.900 dipendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il deficit potrebbe salire al 12% del Pil entro cinque anni, quattro volte la soglia consentita dalla Ue, se non ci sarà una drastica riduzione della spesa pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Governo però ha una «strategia chiara» per affrontare la crisi, ha assicurato Cowen... ed ha programmato risparmi di 2 miliardi di euro nel 2009 e di altri 15 miliardi entro il 2013 tra tagli alla spesa e nuove tasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...Speriamo bene, io "faccio il tifo" per questo Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... L'Irlanda non e' solo Guinness (anche se e' buonissima) ma e' anche viaggi e tradizione, posti bellissimi, tecnologia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista sociale e' uno dei paesi piu' giovani d'Europa: arrivano ragazzi e ragazze da tutte le parti del mondo e quando si esce di sera si respira proprio una bella aria giovanile e di festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno fino ad ora...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...Scenari fiabeschi, con colline sempreverdi e pecore che pascolano beate e tranquille... a due passi dalle imponenti mega-sedi delle maggiori società mondiali!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...Che storia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia che, spero, finisca bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Fil &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-6327567832054634467?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/6327567832054634467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/02/il-sogno-irlandese.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6327567832054634467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6327567832054634467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/02/il-sogno-irlandese.html' title='Il sogno Irlandese...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SYjKSz0PpnI/AAAAAAAAAZI/5uiCBvcwoP8/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-7084000752566972376</id><published>2009-01-27T16:49:00.007+01:00</published><updated>2009-01-27T18:22:47.998+01:00</updated><title type='text'>Euro o non Euro...?</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SX8tKtiKwBI/AAAAAAAAAYI/9j3IzKGr5gc/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296001348855840786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 102px; CURSOR: hand; HEIGHT: 93px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SX8tKtiKwBI/AAAAAAAAAYI/9j3IzKGr5gc/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quella che nel 2007 è iniziata come la crisi dei subprime, nel 2008 si è trasformata nella crisi globale del credito, nel 2009 è diventata la crisi dell’euro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E c’è chi ora prende in seria considerazione &lt;strong&gt;l’ipotesi che un membro dell’area euro&lt;/strong&gt;, la Grecia per esempio (ma qualcuno vocifera "Italia") &lt;strong&gt;, possa ripudiare il proprio debito. &lt;/strong&gt;Un evento che non solo danneggerebbe direttamente i bilanci delle singole banche, ma distruggerebbe la fiducia nell’intero sistema bancario e finanziario del paese. &lt;strong&gt;Nell’impossibilità di ottenere prestiti e di fronte agli immensi costi di ricapitalizzazione delle banche, il paese dovrebbe stampare moneta, ma per farlo dovrebbe abbandonare l’euro e reintrodurre la vecchia moneta nazionale. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ma, è uno scenario possibile? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo, che alla Grecia sia concesso di ripudiare il debito, è tutto da vedere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un’alternativa esiste...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Consiste nella riduzione della spesa pubblica, nel taglio dei salari e in aiuti finanziari al governo senza soldi in cassa da parte dell’Unione Europea e del Fondo monetario internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certo, sarebbe una alternativa assai dolorosa... ma forse &lt;strong&gt;l'unica&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Contro i tagli al bilancio e la riduzione dei salari, infatti, ci sarebbero dimostrazioni di piazza, i politici perderebbero consensi e i governi cadrebbero. E all’interno dell’Unione Europea non mancherebbero le resistenze a offrire aiuti finanziari agli Stati membri più problematici.... alla fine, però, tutti ingoierebbero il rospo e andrebbero avanti (proprio come ha fatto il Congresso americano che prima ha tentato il “gran rifiuto”, ma poi ha approvato il piano di salvataggio per le banche da 700 miliardi di dollari, mentre all’orizzonte si profilava il disastro). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certo è che... se la crisi attuale ci ha insegnato qualcosa ...è che non si dovrebbe mai sottovalutare l’abilità dei politici di fare la cosa sbagliata!&lt;br /&gt;Ma anche il più cieco dei politici può vedere che cosa è in ballo oggi: &lt;strong&gt;gli investitori fuggirebbero in massa dalle banche e dai mercati del paese che prendesse in considerazione l’ipotesi di abbandonare l’euro.&lt;/strong&gt; Per quanto grave la crisi, i politici si renderanno pur conto che il tentativo di sganciarsi dall’euro, la renderebbe solo peggiore!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Altra lezione della crisi è che gli shock finanziari possono diffondersi in modo imprevedibile.&lt;br /&gt;Nessuno sa se il default della Grecia darebbe luogo a un crollo dei prezzi dei titoli di Stato irlandesi o italiani, facendo precipitare quei paesi in una piena crisi di debito pubblico e di sistema bancario.&lt;br /&gt;...Ma nessuno vuole scoprirlo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così, alla fine, l’Unione Europea dovrà superare la sua avversione ai salvataggi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...Dunque, l’area euro resterà unita perché la decisione di entrare a farne parte è sostanzialmente irreversibile: uscirne è impossibile senza dar luogo alla più grave crisi finanziaria che si possa immaginare, un rischio che nessun governo può permettersi di correre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Ma allora entrare nell’euro è stato un errore fin dall’inizio?&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Gli argomenti di chi era contrario all’unione monetaria si fondavano sull’esistenza di crisi asimmetriche: gli shock negativi che colpiscono alcuni paesi, e non altri, sono di gran lunga prevalenti e dunque era imprudente rinchiudere tutti in un’unica politica monetaria.&lt;br /&gt;E in parte, quello cui stiamo assistendo oggi è un chiaro shock finanziario asimmetrico. Paesi come la Grecia con problemi di debito e di deficit sono stati ora individuati dagli investitori che scappano da qualsiasi cosa emani il minimo sentore di rischio. Così come i paesi con le bolle immobiliari più pronunciate, l’Irlanda e la Spagna per esempio, soffrono la recessione più grave, ora che le bolle si sgonfiano e i problemi si diffondono all’intero sistema finanziario.&lt;br /&gt;Sono gli spread sui loro titoli di Stato (differenza di rendimento tra titoli equivalenti appartenenti alla stessa area) a essere schizzati verso l’alto, è là che la produzione è caduta di più ed è là che la necessità di tagli ai salari è più acuta.&lt;br /&gt;L’unico mistero è perché gli investitori abbiamo impiegato così tanto tempo ad accorgersi di questi problemi, perché non abbiano individuato questi paesi sei mesi o un anno fa?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma... Più passano i giorni e più è chiaro che &lt;strong&gt;il vero grande problema è lo shock economico&lt;/strong&gt; negativo che colpisce l’intera area euro:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;i diversi paesi dell’area possono aver sofferto in modo diverso le turbolenze finanziarie, ma ora sperimentano tutti allo stesso modo le turbolenze economiche: tutti affrontano un crollo della crescita.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Germania, che pensava di essere immune alla crisi economica, vede ora crollare le esportazioni. E vede crescere la disoccupazione, che può essere finora contenuta, ma è la punta dell’iceberg, e non c’è più alcun dubbio sulla quantità di ghiaccio che sta sotto la superficie.&lt;br /&gt;Questo&lt;strong&gt; shock è simmetrico&lt;/strong&gt;: interessa tutti i membri dell’area euro. E ciò significa che è appropriata una risposta comune di politica monetaria. Aumenteranno le pressioni sulla Bce perché riduca a zero i tassi di interesse, aumenti l’offerta monetaria e permetta al tasso di cambio dell’euro di indebolirsi. (Una parte dell’aggiustamento, quest’ultima, che già inizia a verificarsi, senza che ci sia stato alcun intervento della Bce). Ora che la recessione e la deflazione (inflazione+disoccupazione) incombono sull’area euro, questa è la risposta su cui tutti i membri dovrebbero trovarsi d’accordo e che può essere accompagnata da stimoli fiscali. E tanto meglio se sono i paesi con posizioni di bilancio relativamente più forti, come la Germania, ad applicarli in misura più ampia: il risultato sarà un aiuto dall’esterno, più che necessario, ai loro vicini più pesantemente indebitati e senza un soldo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Cosa dovrebbe fare la BCE? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, l’assunzione necessaria di tutto ciò è che i politici facciano la cosa giusta. La &lt;strong&gt;Bce&lt;/strong&gt; dovrà abbandonare la sua &lt;strong&gt;ossessione per l’inflazione&lt;/strong&gt;, ridurre a zero (o quasi...) i tassi e ampliare l’offerta di moneta. La &lt;strong&gt;Germania&lt;/strong&gt; dovrà liberarsi della fobia del deficit e applicare quello stimolo di bilancio di cui il paese, e tutta l’area euro, ha così disperatamente bisogno. Dopo aver a lungo opposto un ostinato rifiuto, entrambe si muovono ora nella giusta direzione, ma non c’è tempo da perdere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se il 2008 è stato l’anno dello shock finanziario asimmetrico, il 2009 è l’anno dello shock economico simmetrico.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E proprio come quello appena passato è stato l’anno che più ha messo a rischio l’euro, questo può essere l’anno della sua salvezza.&lt;br /&gt;Perché ciò accada, però, i politici devono agire... e dimostrare che "l'Unione" c'è esiste davvero...!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Fil &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.voxeu.com/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). 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Dove trovare investimenti remunerativi e sicuri?</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SXWz-ZHc83I/AAAAAAAAAXg/TBmzwyOurvw/s1600-h/FilBlog+Cossetti+Filippo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293334821519291250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 80px; CURSOR: hand; HEIGHT: 107px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SXWz-ZHc83I/AAAAAAAAAXg/TBmzwyOurvw/s320/FilBlog+Cossetti+Filippo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per gli analisti in arrivo nuovi tagli: ecco le mosse per giocare d’anticipo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì scorso, con un taglio di 50 centesimi, la Bce ha portato i tassi di riferimento al 2%... il minimo storico assoluto dalla nascita della divisa comune europea. E non sembra sia finita quì: gli analisti sono pronti a scommettere su altre sforbiciate che potrebbero portare il costo del denaro all’1,50% già all’inizio della primavera prossima.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I risparmiatori dovranno abituarsi a convivere - per un periodo non breve - con questo scenario di tassi ai minimi... ed imparare a valutare sempre meglio le alternative: quando i rendimenti sono così bassi, diventa più difficile fare scelte di investimento appropriate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vediamo...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per il brevissimo termine — conti di deposito online e operazioni di pronti contro termine — rappresentano una buona "prima linea" per difendere il capitale investito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel comparto del reddito fisso, invece, sono soprattutto le obbligazioni societarie a suscitare interesse, e, in minor misura, le emissioni governative a più lungo termine (10 anni). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quanto alle Borse... in tempi "normali" escono avvantaggiate da una riduzione dei tassi, ma il taglio di questi giorni è praticamente ininfluente, viste le aspettative di un forte calo degli utili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Più nel dettaglio...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A fronte di una netta discesa dell’inflazione — crollata al 2,2% in Italia in dicembre — la cedola dei conti di deposito vincolati si conferma interessante. Sia il rendimento netto offerto da Chebanca! (3,14%) che il netto di Conto Arancio (2,55%) sono decisamente al di sopra di questa soglia. Non tengono il passo del costo della vita, invece, i rendimenti dei Bot a 12 mesi che hanno toccato un netto di appena l’1,3%. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se invece l'orizzonte temporale si allunga, lo scenario migliora in relazione ai titoli di Stato. Grazie all’ampliarsi del differenziale con il bund tedesco (titoli di stato tedeschi), i Btp italiani a 10 anni riescono ancora a offrire una remunerazione discreta, pari al 3,92% netto (4,46% lordo). Il Bund, ricercatissimo a causa dalla corsa alla sicurezza che caratterizza i mercati in questa fase, paga invece una cedola di appena il 2,89% lordo (2,54 netto). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Buone opportunità si possono incontrare anche nel segmento delle obbligazioni societarie, specie fra i titoli bancari a breve, che pagano una cedola di almeno 2 punti percentuali superiore ai titoli governativi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In epoca di glaciazione dei tassi, torna a brillare anche la stella dell’oro, un bene rifugio che non rende nulla, ma che quando i rendimenti si avvicinano allo zero diventa interessante proprio perché gli investimenti suoi concorrenti perdono di attrattiva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quanto all’ immobiliare, vero epicentro di questa crisi, il taglio dei tassi, può risultare utile a frenare la caduta dei prezzi e a rendere le oscillazioni meno violente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Beh, possiamo accontentarci... in attesa di tempi migliori!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-9046071358227497713?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/9046071358227497713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/dopo-i-tagli-della-bce-dove-trovare.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/9046071358227497713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/9046071358227497713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/dopo-i-tagli-della-bce-dove-trovare.html' title='Dopo i tagli della Bce... Dove trovare investimenti remunerativi e sicuri?'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SXWz-ZHc83I/AAAAAAAAAXg/TBmzwyOurvw/s72-c/FilBlog+Cossetti+Filippo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3031919108454458014</id><published>2009-01-15T22:11:00.010+01:00</published><updated>2009-01-16T05:03:50.362+01:00</updated><title type='text'>Il quadro economico...</title><content type='html'>&lt;div id="cse-search-results"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;  var googleSearchIframeName = "cse-search-results";&lt;br /&gt;  var googleSearchFormName = "cse-search-box";&lt;br /&gt;  var googleSearchFrameWidth = 550;&lt;br /&gt;  var googleSearchDomain = "www.google.it";&lt;br /&gt;  var googleSearchPath = "/cse";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://www.google.com/afsonline/show_afs_search.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SW-w5SkEeDI/AAAAAAAAAXI/HtQPlpNB9tI/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291642585465780274" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 112px; CURSOR: hand; HEIGHT: 78px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SW-w5SkEeDI/AAAAAAAAAXI/HtQPlpNB9tI/s200/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nuovo consistente taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea: &lt;strong&gt;0,5 punti&lt;/strong&gt; in meno, come auspicato da molti analisti... dunque, il principale livello di riferimento sul &lt;strong&gt;costo del denaro scende al 2%&lt;/strong&gt;. I tassi tornano così ai livelli di fine 2005 ...prima che la Bce avviasse la consistente manovra restrittiva (aumento dei tassi) culminata col 4,25% dello scorso luglio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scende il costo del denaro... bene, direte voi! Finanziarsi costa meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari fosse così semplice... anche se si favorisce indirettamente chi è in cerca di un mutuo ad un tasso conveniente, l'obiettivo è quello di incentivare gli investimenti del settore industriale agevolando, attraverso i tagli, l'accesso al credito e la&lt;strong&gt; ripresa economica&lt;/strong&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gia, l'economia... Vediamo qual'è la situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque... il &lt;strong&gt;quadro economico&lt;/strong&gt; dell’area euro non fa che aggravarsi, di ieri il rapporto di una &lt;strong&gt;nuova pesante contrazione per la produzione industriale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’economia dell’&lt;strong&gt;area euro&lt;/strong&gt; sta accusando un "significativo rallentamento" prevalentemente causato dall’aggravarsi dei mesi scorsi della &lt;strong&gt;crisi finanziaria&lt;/strong&gt; e la Banca centrale europea si attende che sia la domanda interna che la domanda estera ne risultino nettamente indebolite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque giù i consumi interni e giù anche l'export, da sempre cavallo di battaglia della nostra Italia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una notizia positiva? ...La debolezza economica ha favorito un netto &lt;strong&gt;rientro dell’inflazione&lt;/strong&gt; (proprio oggi Eurostat ha confermato che a dicembre è rientrata all’1,6%) e proprio questo calmieramento, ha aggiunto Trichet, è stato determinante per la decisione di oggi di tagliare nuovamente i tassi di interesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo benefico "effetto collaterale" è poca cosa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Usa Negli Stati Uniti la &lt;strong&gt;Federal Reserve&lt;/strong&gt; (la Banca Centarle Americana) ha attuato una politica di riduzione dei tassi &lt;strong&gt;aggressiva&lt;/strong&gt;, fino ad azzerarli quasi del tutto: da alcune settimane mantiene una forchetta di fluttuazione simbolica &lt;strong&gt;tra zero e 0,25&lt;/strong&gt; punti (ora, finanziarsi... non costa praticamente nulla!). La scorsa settimana si è nuovamente mossa la &lt;strong&gt;Banca d’Inghilterra &lt;/strong&gt;con un taglio da mezzo punto che ha portato i tassi per la sterlina all’&lt;strong&gt;1,5%&lt;/strong&gt;, segnando un nuovo minimo sugli oltre tre secoli di storia di questa istituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo alla frutta? No... c'è tempo per peggiorare ancora...!&lt;br /&gt;Infatti il Fondo monetario internazionale (FMI) si attende "un ulteriore peggioramento della crisi in atto" in Europa nell’ambito di "una &lt;strong&gt;recessione globale prolungata e che si sta intensificando&lt;/strong&gt;... stimando che un’eventuale ripresa per l’economia europea non è attesa fino alla fine del 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su col morale, ci riprenderemo!&lt;br /&gt;Su col morale, ci riprenderemo? (non è un errore di battitura...voi cosa ne pensate?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: aspetto vostri commenti e, se vi è piaciuto il post, inviatelo a persone interessate (letterina in basso). Potete iscrivervi alla mailing list - ed essere così aggiornati su nuovi post - inviando una mail (con scritto "FilBlog" ) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;&lt;strong&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3031919108454458014?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3031919108454458014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/il-quadro-economico.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3031919108454458014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3031919108454458014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/il-quadro-economico.html' title='Il quadro economico...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SW-w5SkEeDI/AAAAAAAAAXI/HtQPlpNB9tI/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5070116062140367928</id><published>2009-01-12T17:44:00.017+01:00</published><updated>2009-01-15T23:23:36.950+01:00</updated><title type='text'>Il mercato del lavoro in tempo di crisi: precariato in aumento per gli under 35.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWuDUFvTc1I/AAAAAAAAAWg/mQj9AtHZi4k/s1600-h/Filblog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290466568437986130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 99px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWuDUFvTc1I/AAAAAAAAAWg/mQj9AtHZi4k/s320/Filblog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;IL mercato del lavoro in tempo di crisi... &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pronti? Via! (...tenetevi forte!)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stando alle rilevazione dei sindacati, la cassa integrazione sarebbe cresciuta del 25% la scorsa estate: i posti di lavoro a rischio, nei prossimi due anni, sono &lt;strong&gt;900 mila solo nell'industria&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Compresi commercio e servizi, potrebbero arrivare a un milione e mezzo!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati hanno un peso specifico non indifferente se rapportati ai 17 milioni di lavoratori dipendenti. &lt;strong&gt;A soffrire maggiormente &lt;/strong&gt;le ripercussioni della crisi economica però saranno le categorie di lavoratori a tempo determinato come &lt;strong&gt;apprendisti, collaboratori, somministrati, interinali: &lt;/strong&gt;si tratta di un vero e proprio&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;esercito di tre milioni di precari.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eh si, non sono belle notizie!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per chi vuole capire però il problema, e reagire nel modo più opportuno (chiudete le finestre se siete ai piani alti...) ecco alcuni "noiosissimi" numeri (un pò meno noiosi per i diretti interessati)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Precariato in cifre&lt;/strong&gt;:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I numeri non sono facili da mettere insieme.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel caso degli &lt;strong&gt;interinali&lt;/strong&gt; (oggi si chiamano somministrati), &lt;strong&gt;Ebitemp&lt;/strong&gt;, l'ente bilaterale per il lavoro temporaneo, calcola che il &lt;strong&gt;personale gestito&lt;/strong&gt; dalle agenzie del lavoro in affitto sia in netto calo (del 7,6% nella seconda parte del 2008) ma soprattattutto sono scese di &lt;strong&gt;oltre il 21%&lt;/strong&gt; le &lt;strong&gt;richieste&lt;/strong&gt; di personale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ok, l'avevamo detto di essere in crisi... il vero problema è che si stima che solo &lt;strong&gt;metà&lt;/strong&gt; degli interinali abbia &lt;strong&gt;qualche forma di "protezione"&lt;/strong&gt;, quando resta senza lavoro... questa percentuale scende &lt;strong&gt;sotto il 40%&lt;/strong&gt; per il milione e mezzo di lavoratori a tempo determinato! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quindi... oltre &lt;strong&gt;600 mila dipendenti a contratto&lt;/strong&gt; rischia di restare in mezzo alla strada! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo stesso vale per &lt;strong&gt;mezzo milione di cococò.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In totale, si tratterebbe di &lt;strong&gt;un milione di persone&lt;/strong&gt;, su cui l’onda d’urto della crisi rischia di schiantarsi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per molti lavoratori precari dicembre ha rappresentato un vero e proprio spauracchio (considerato che a fine anno, per motivi burocratici, viene a scadenza il 40% in più dei contratti, rispetto agli altri mesi). Si attendono i dati ufficiali, ma secondo alcune stime il 31 dicembre, oltre &lt;strong&gt;300 mila precari&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sui 3 milioni totali&lt;/strong&gt;, si sono trovati di fronte al rinnovo contrattuale: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;193 mila tempi determinati, &lt;/div&gt;&lt;div&gt;10 mila apprendisti, &lt;/div&gt;&lt;div&gt;16 mila interinali, &lt;/div&gt;&lt;div&gt;64 mila cococò. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In tempi normali, l'84% degli interinali e il 50% dei collaboratori coordinati ottiene automaticamente il rinnovo. Di questi tempi, però, un interinale potrebbe aspettare fino a &lt;strong&gt;9 mesi&lt;/strong&gt; per trovare un nuovo posto, mentre un cococò anche &lt;strong&gt;19 mesi...!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La crisi è giovane&lt;/strong&gt;, nel senso che colpirà duramente le giovani generazioni: iterinali sui trent’anni o poco più con un affitto da pagare e scarse prospettive di crescita professionale potrebbero essere dunque le prime vittime di una crisi intersettoriale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Secondo i dati Istat i&lt;strong&gt; lavoratori dipendenti a carattere temporaneo sono cresciuti, negli ultimi quattro anni, da 1 milione 900 mila a quasi due milioni e mezzo: oltre la metà&lt;/strong&gt; di questo aumento è dovuto agli &lt;strong&gt;under 35&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Poi c'è poco meno di mezzo milione di cococò, formalmente lavoratori indipendenti, ma, lo dice anche l'Istat, in concreto dipendenti a tutti gli effetti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Tre milioni di precari: sei su dieci hanno meno di 35 anni! &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Beh, le notizie non sono proprio incoraggianti... ma, a mio parere, non catastrofiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente il fatto che 6 precari su 10 sia under 35 è il primo segnale "interpretabile" in modo positivo: è più facile per un giovene cambiare stile di vita ed "adeguarsi" alla nuova flessibilita del mercato del lavoro... perlomeno rispetto alle generazioni meno giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stare fermi a lamentarsi serve a poco... è finita l'era del lavoro fisso, sicuro, per tutta la vita... Guardarsi intorno, uscire dalla vecchia logica e cercare &lt;a href="http://fil-pnl.blogspot.com/2008/12/le-credenze-produttive.html"&gt;opportunità&lt;/a&gt; è -a mio avviso - la ricetta&lt;br /&gt;migliore...&lt;br /&gt;In crisi ci siamo, e prima reagiamo, prima finirà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma gli aspetti da affrontare sono moltissimi.... aspetto vostri commenti!&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Bye!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;PS: se vi è piaciuto il post inviatelo a persone interessate (&lt;em&gt;letterina in basso&lt;/em&gt;) e... perchè no, iscrivetevi alla mailing list inviando una mail vuota (o con un vostro commento) a &lt;a href="mailto:cossettifilippo@yahoo.it"&gt;cossettifilippo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5070116062140367928?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5070116062140367928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/il-mercato-del-lavoro-al-tempo-della.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5070116062140367928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5070116062140367928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/il-mercato-del-lavoro-al-tempo-della.html' title='Il mercato del lavoro in tempo di crisi: precariato in aumento per gli under 35.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWuDUFvTc1I/AAAAAAAAAWg/mQj9AtHZi4k/s72-c/Filblog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-7789263534151576064</id><published>2009-01-06T20:05:00.012+01:00</published><updated>2009-01-12T22:18:30.273+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='surroga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mutuo'/><title type='text'>Mutui: la surroga (seconda parte)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWaF8x1W57I/AAAAAAAAAVg/FViZvN8OHHk/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289062091609008050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 77px; CURSOR: hand; HEIGHT: 116px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWaF8x1W57I/AAAAAAAAAVg/FViZvN8OHHk/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come detto... La differenza tra scegliere un mutuo a tasso fisso o variabile è notevole: se accendere oggi un mutuo a tasso variablie significa accettare che i tassi possano un domani tornare a salire, scegliere un tasso fisso vuol dire continuare a pagare per tutta la durata del mutuo un a rata con un tasso di tutto rispetto (visti i livelli attuali) senza la paura di non riuscire a far quadrare i conti a fine mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la surroga?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo un esempio reale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Surrogare un mutuo a tasso fisso con un mutuo al &lt;strong&gt;4%&lt;/strong&gt; significa &lt;strong&gt;risparmiare&lt;/strong&gt;, rispetto a un &lt;strong&gt;finanziamento a&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;venti anni&lt;/em&gt; acceso tra il 2004 e il 2008&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;dai 42 ai 112 euro al mese&lt;/strong&gt; per una durata pari a quella residua;&lt;strong&gt; su un prestito &lt;em&gt;trentennale&lt;/em&gt; il guadagno varia da 55 a 126 euro. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sono numeri che fanno pensare a un imminente boom delle surroghe, ma prima di fare il passo occorre valutare bene alcuni aspetti.&lt;br /&gt;Il primo aspetto da considerare è il tasso che si sta pagando: &lt;strong&gt;se va dal 6% in su l'operazione sarà certamente vantaggiosa&lt;/strong&gt; e farà risparmiare una considerevole somma.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sotto il 5,5% invece va valutata con attenzione, soprattutto se si pensa di puntare al variabile&lt;/strong&gt; che, come l'esperienza degli ultimi anni ha insegnato, diventa un arma a doppio taglio quando, come adesso, si parte dai minimi. Questo perchè è fuori da ogni dubbio che i tassi inizieranno la risalita, occorre solo attendere più o meno tempo. E se la scelta del mutuo non è stata fatta considerando le reali capacità di reddito e di far fronte a eventuali aumenti, ci si potrebbe trovare un domani con una rata impossibile da gestire (...se si pensa al mutuo a tasso variabile, infatti, è sempre consigliabile verificare se si possa sostenere in caso di impennata del costo del denaro un aumento della rata anche del 40%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La surroga rimane comunque una pratica che richiede &lt;strong&gt;tempo e pazienza&lt;/strong&gt;... Perchè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sprattutto perchè alcune banche pur di non lasciare andare il cliente, cercano di &lt;strong&gt;scoraggiarlo&lt;/strong&gt; e tirare per le lunghe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di dare il via alla procedura vale la pena &lt;strong&gt;chiedere alla propria banca se è disposta a rinegoziare le condizioni del proprio mutuo&lt;/strong&gt;: chiedere un abbassamento del tasso, dello spread, il passaggio da variabile a fisso o il cambio della durata del mutuo sono &lt;strong&gt;variazioni che, se la banca vuole, possono essere accordate in modo gratuito e senza l'intervento del notaio (se la banca vuole...).&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso &lt;strong&gt;prima di accettare o firmare&lt;/strong&gt; contratti, è sempre consigliabile non fidarsi delle parole del funzionario di banca, ma &lt;strong&gt;pretendere che tutto sia messo per iscritto&lt;/strong&gt;, in modo da poter riflettere con calma e magari confrontare con proposte di altre banche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè diffidare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inchiesta di Altroconsumo*, trasmessa all'Authority il 18 aprile scorso, aveva documentato la &lt;strong&gt;mancata attuazione della portabilità gratuita dei mutui da parte del 95% degli operatori bancari&lt;/strong&gt;. In cambio, gli istituti offrivano&lt;strong&gt; soluzioni più&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;onerose, come la sostituzione del mutuo, o surrogazione con spese sempre a carico dei consumatori&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in Italia sono circa 3,5 milioni le famiglie con un mutuo ipotecario: di queste, il 60% ha un mutuo a tasso variabile, pari a circa 2 milioni e 100mila famiglie. In questi casi la mancata applicazione della surroga a costo zero per il consumatore immobilizza il mercato dell'offerta dei mutui, cancellando le opportunità di risparmio per i mutuatari che volessero porre rimedio ad una situazione economica difficile: la mancata applicazione della surroga del mutuo, oltre ad essere una scorrettezza che danneggia direttamente il mutuatario, ostacola fortemente un mercato che stenta ad aprirsi alla reale concorrenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domande, dubbi, chiarimenti? ...Aspetto vostri commenti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*Altroconsumo interviene al Tar della regione Lazio, affiancandosi all'Antitrust contro ventitré istituti bancari per aver ostacolato la portabilità del mutuo. L'indagine, partita dall'associazione indipendente dei consumatori e conclusa con il provvedimento sanzionatorio dell Antitrust per pratiche commerciali scorrette, ha portato le stesse banche a impugnare la sanzione dell'Autorità garante di 9 milioni 680 mila euro ed avviare il ricorso al TAR.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-7789263534151576064?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/7789263534151576064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/mutui-la-surroga-seconda-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7789263534151576064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7789263534151576064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/mutui-la-surroga-seconda-parte.html' title='Mutui: la surroga (seconda parte)'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWaF8x1W57I/AAAAAAAAAVg/FViZvN8OHHk/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-457346338366415965</id><published>2009-01-06T18:53:00.019+01:00</published><updated>2009-01-09T00:08:18.916+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Portabilità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='surroga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IRS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Euribor'/><title type='text'>Mutui: la portabilità</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWOhZhGsXuI/AAAAAAAAAUI/hxjah0sWMjg/s1600-h/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288247847218339554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 114px; CURSOR: hand; HEIGHT: 116px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWOhZhGsXuI/AAAAAAAAAUI/hxjah0sWMjg/s320/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Parliamo di mutui gia in essere e, visto l'attuale andamento dei tassi, dell'eventualità di passare da una tipologia all'altra... La scelta è soggettiva e dipende dalla propria "sensazione" su quello che sarà l'andamento futuro dei tassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali alternative?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Passare da un mutuo a tasso variabile a uno a tasso fisso&lt;/strong&gt;: si ha la certezza di una rata costante... a fronte di condizioni leggermente superiori rispetto a quelle del tasso variabile;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Passare da un tasso fisso a uno variabile&lt;/strong&gt;: per sfruttare gli attuali livelli dei tassi di mercato... ma temendo eventuali (possibili?)rialzi futuri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come cambiare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può farlo con la stessa banca&lt;strong&gt; con cui si ha il mutuo in corso&lt;/strong&gt;, se l’istituto di credito lo&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;consente: ma nella maggior parte dei casi non è possibile, se non accendendo un nuovo mutuo, con relativi costi notarili.&lt;br /&gt;Altrimenti si può&lt;strong&gt; passare a un’altra banca&lt;/strong&gt;, che offre un tasso fisso più conveniente, e stipulare un nuovo mutuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prima però occorre estinguere il mutuo precedente&lt;/strong&gt;: se è stato stipulato &lt;strong&gt;prima del primo febbraio 2007 &lt;/strong&gt;si deve pagare una penale, che può raggiungere al massimo lo 0,50% dell’importo residuo, mentre per l’estinzione dei mutui stipulati &lt;strong&gt;dopo il 2 febbraio 2007&lt;/strong&gt; non si paga alcuna penale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quì? ...Per fortuna &lt;strong&gt;no&lt;/strong&gt;! Esiste un'altra via...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La soluzione più conveniente&lt;/strong&gt;, a giudizio degli esperti, è la &lt;strong&gt;SURROGA&lt;/strong&gt;, ossia il &lt;strong&gt;trasferimento&lt;/strong&gt; del vecchio mutuo a una nuova banca, con nuove condizioni e &lt;strong&gt;a costo zero!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un’opportunità conveniente anche per chi ha già un mutuo a tasso fisso, stipulato però quando i tassi erano molto più elevati: &lt;/strong&gt;quindi, se si è ancora nella prima metà dei pagamenti, può valere la pena di &lt;strong&gt;cambiarlo con un mutuo sempre a tasso fisso ma alle migliori condizioni attuali.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In origine la portabilità del mutuo, detta anche surroga, venne pensata per consentire alle famiglie indebitate con un mutuo a tasso variabile di cambiare mutuo passando magari ad un mutuo a tasso fisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservando l'evoluzione del settore mutui però, ci troviamo oggi davanti ad uno scenario in certi casi diversi: infatti sempre più spesso, soprattutto alla luce del recente &lt;strong&gt;decreto anticrisi del governo&lt;/strong&gt;, sono le famiglie con un mutuo a tasso fisso a voler cambiare e cercare una via per risparmiare sulla rata mensile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte di queste famiglie, che hanno sottoscritto un mutuo a tasso fisso negli anni passati, si trovano a dover pagare rate calcolate con un tasso del&lt;strong&gt; 6 o del 7%&lt;/strong&gt;, quando oggi la media di mercato è molto inferiore, anche &lt;strong&gt;sotto il 5%.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A voler &lt;strong&gt;capire le motivazioni&lt;/strong&gt;, basta osservare i tassi di riferimento per i mutui a tasso fisso, l'&lt;strong&gt;&lt;a href="http://mutuionline.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/guidaestrumenti/osservatorio.asp"&gt;IRS&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (Tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso) in questi giorni è ai livelli più bassi dal 2001. Ovviamente anche &lt;a href="http://mutuionline.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/guidaestrumenti/osservatorio.asp"&gt;l'&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://mutuionline.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/guidaestrumenti/osservatorio.asp"&gt;Euribor&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;(indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, è in discesa) e probabilmente nei prossimi mesi raggiungerà la soglia del 2,50%, in linea col tasso della BCE (Banca Centrale Europea).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce degli ultimi tagli dei tassi, da parte della Banca Centrale Europea, da gennaio 2009 i tassi di mercato saranno di gran lunga inferiori rispetto al tetto del 4% ipotizzato dal Governo nel decreto legge n.185 dello scorso 29 novembre, l'ormai famoso decreto anticrisi. In questa prospettiva &lt;strong&gt;l'unico reale beneficio&lt;/strong&gt; per i mutuatari in crisi o in cerca di un mutuo migliore di quello sottoscritto sarebbe l'applicazione della &lt;strong&gt;surroga a costo zero&lt;/strong&gt;, passando ad esempio al tasso fisso, oggi ai livelli più bassi dal 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per oggi basta... ma continueremo la prossima volta, con qualche (utile) suggerimento per la "battaglia" da affrontare quando andrete dal vostro "banchiere di fiducia"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-457346338366415965?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/457346338366415965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/mutui-la-portabilit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/457346338366415965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/457346338366415965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/mutui-la-portabilit.html' title='Mutui: la portabilità'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SWOhZhGsXuI/AAAAAAAAAUI/hxjah0sWMjg/s72-c/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-7292480740470866159</id><published>2009-01-02T19:03:00.021+01:00</published><updated>2009-01-06T19:27:16.664+01:00</updated><title type='text'>Corsa ai BOT... e i rendimenti crollano.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SV5Xp5lXFLI/AAAAAAAAATw/JJh2tvu7EZE/s1600-h/Filblog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286759389923316914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 82px; CURSOR: hand; HEIGHT: 57px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SV5Xp5lXFLI/AAAAAAAAATw/JJh2tvu7EZE/s320/Filblog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Fuga dal rischio&lt;/strong&gt;, verso il porto sicuro dei titoli di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerati una specie in estinzione fino a non molto tempo fa, &lt;strong&gt;i Bot people stanno vivendo una seconda giovinezza&lt;/strong&gt;: sono infatti sempre di più i risparmiatori che vanno alla riscoperta del vecchio Buono del Tesoro... anche a costo di accettare rendimenti magrissimi, ben al di sotto del tasso di inflazione.&lt;br /&gt;L’ennesima conferma si è avuta con l’asta di fine anno dei Bot semestrali: &lt;strong&gt;richieste&lt;/strong&gt; per 18 miliardi a fronte di un’&lt;strong&gt;offerta&lt;/strong&gt; complessiva pari a 13 miliardi, per una remunerazione lorda inferiore al 2% (1,91%), la più bassa degli ultimi cinque anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…Quanto all’&lt;strong&gt;interesse netto, è appena dell’1,25%!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si assottiglia anche l’interesse sui &lt;strong&gt;Ctz&lt;/strong&gt; (Certificati del tesoro Zero Coupon… praticamente un Bot con scadenza più lunga) che si è attestato al 2,969% (-0,297%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il calo dei rendimenti comunque non sembra destinato a rientrare nel breve periodo. Anzi, per effetto della politica monetaria della Bce (che tuttavia potrebbe subire degli aggiustamenti nel corso dell’anno prossimo) e delle forti richieste che stanno interessando i titoli a breve, è molto probabile che nei primi mesi del 2009 si vedano sul mercato rendimenti ancora più bassi di quelli attuali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;L’esito dell’ultimo collocamento (pur non del tutto significativo perché storicamente monopolizzato in buona misura da banche e investitori istituzionali), segnala appunto una &lt;strong&gt;crescente avversione al rischio&lt;/strong&gt; legata alle turbolenze dei mercati finanziari e in particolare delle Borse, che si apprestano ad archiviare un &lt;strong&gt;2008 disastroso: Piazza Affari&lt;/strong&gt;, per esempio, &lt;strong&gt;ha bruciato&lt;/strong&gt; dall’inizio di gennaio 352 miliardi di euro, in pratica &lt;strong&gt;un miliardo di euro al giorno&lt;/strong&gt;, dimezzando di fatto il proprio valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa avversione al rischio sembra tra l’altro estendersi anche alle obbligazioni societarie, nonostante siano più remunerative rispetto ai titoli di Stato. Allo stesso modo, &lt;strong&gt;la forte richiesta di Bot a sei mesi esprime anche la volontà di non tenere i risparmi «parcheggiati» sul conto corrente&lt;/strong&gt;. Forse perché non si sono ancora del tutto dissolti i timori legati alla tenuta del nostro sistema del credito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutte cattive notizie? Per fortuna no... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per i possessori di &lt;strong&gt;mutui indicizzati&lt;/strong&gt;: l’Euribor a tre mesi (riferimento che le banche utilizzano per fissare le proprie politiche sui prestiti ipotecari) è sceso ieri al 2,973%, portandosi ai nuovi minimi dalla metà di giugno del 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-7292480740470866159?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/7292480740470866159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/corsa-ai-bot-e-i-rendimenti-crollano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7292480740470866159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7292480740470866159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2009/01/corsa-ai-bot-e-i-rendimenti-crollano.html' title='Corsa ai BOT... e i rendimenti crollano.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SV5Xp5lXFLI/AAAAAAAAATw/JJh2tvu7EZE/s72-c/Filblog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4479269718076674301</id><published>2008-12-30T21:48:00.014+01:00</published><updated>2008-12-31T12:22:59.835+01:00</updated><title type='text'>BUON 2010! (...Dimenticate il 2009!)</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVqLOTkJlPI/AAAAAAAAATI/UBSy-g6Brpg/s1600-h/Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285690190559024370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 133px; CURSOR: hand; HEIGHT: 92px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVqLOTkJlPI/AAAAAAAAATI/UBSy-g6Brpg/s320/Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eh si... finanziariamente parlando, Il 2009, sarà (a detta di molti) un anno da dimenticare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Capitolo Mutui &amp;amp; Finanziamenti: prima di tutto da gennaio dai “cataloghi prodotto” di molte banche, anche grandi e importanti, &lt;strong&gt;spariscono i mutui al 100%&lt;/strong&gt;. Sarà già un miracolo ottenerne uno al 70-75%. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo aumentano gli &lt;strong&gt;spread &lt;/strong&gt;(ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo) magari non a catalogo o nella pubblicità, ma &lt;strong&gt;nella realtà sì&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maggiorazioni&lt;/strong&gt; che tendono ad assorbire la diminuzione del tasso di rifinanziamento BCE del 2,5% e l'Euribor in discesa libera e oggi intorno a quota 3,00% dopo avere raggiunto quasi il 6% solo due mesi fa. In pratica il margine di vantaggio è di solo un punto, un punto e mezzo &lt;strong&gt;percentuale, facendo risaltare ancora una volta&lt;/strong&gt; i mutui italiani come i più cari in Europa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da dimenticare anche mutui sul lungo o lunghissimo periodo: le banche hanno problemi nell'oggi e non rischiano sul domani. Tra l'altro, le banche italiane pare non siano a rischio crack, anche se un Gruppo ci è andato vicino...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A chi toccherà nel &lt;strong&gt;2009&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2009 ci sarà spazio per nuovi interlocutori, soprattutto imprenditori edili, capaci di erogare mutui, con finanziarie o banche, insieme all'abitazione. &lt;strong&gt;Con questi interlocutori ci vogliono non due occhi aperti, ma almeno un paio in più&lt;/strong&gt;. Non sarà facile nemmeno trovare case in affitto: o meglio, sarà facile trovarle, ma sempre a prezzi ancora elevati, soprattutto nei grandi centri urbani. Ben vengano le iniziative di enti locali che offrono fondi di garanzia per giovani e giovani coppie. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chi poi vuole vendere casa, anche perché non ce la fa più a pagare il mutuo, forse dovrà attendere almeno un anno in più. L'Agenzia del Territorio ha evidenziato un calo del 13% delle vendite con previsioni fosche nei prossimi mesi, soprattutto nel &lt;strong&gt;settore residenziale&lt;/strong&gt; (-14,1%). Nelle 10 principali città e nelle rispettive province le compravendite hanno subito una consistente contrazione soprattutto nei &lt;strong&gt;comuni minori&lt;/strong&gt; (-16,7% mediamente) piuttosto che nei &lt;strong&gt;capoluoghi&lt;/strong&gt; (-8,9% mediamente). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E quindi eccoci al &lt;strong&gt;2010&lt;/strong&gt;, quando si spera che inizi una inversione di tendenza...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bisognerà attendere il 2010 per vedere realmente scendere i mutui, le bollette di gas, luce, telefono, riscaldamento e conseguentemente le spese condominiali. Se è vero che l'Autorità per l’energia ha annunciato che nel primo trimestre 2009 la spesa su base annua della famiglia tipo diminuirà di circa 25 euro per l’energia elettrica, di 11 euro per il gas naturale e di 115 euro su base annua per il Gpl per riscaldamento, i valori sono, appunto "su base annua" e il vantaggio reale si avrà alla fine dell'anno e quindi dal 2010. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Prendetevi un anno sabbatico nel 2009, se potete, non stressatevi con problemi inerenti la casa, se potete. Pensate soprattutto al lavoro, a &lt;strong&gt;tenervelo stretto&lt;/strong&gt;, se lo avete, a &lt;strong&gt;inventarlo&lt;/strong&gt; se non lo trovate. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Roubini (... conosciuto per le sue previsioni di crisi finanziaria mondiale) lo ha sempre sostenuto: &lt;em&gt;"Non investite nel mattone o nell'oro, ma nel lavoro."&lt;/em&gt; In questo nessun risparmio!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I migliori Auguri a tutti voi!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: osservatoriofinanziario.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4479269718076674301?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4479269718076674301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/buon-2010-dimenticate-il-2009.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4479269718076674301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4479269718076674301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/buon-2010-dimenticate-il-2009.html' title='BUON 2010! (...Dimenticate il 2009!)'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVqLOTkJlPI/AAAAAAAAATI/UBSy-g6Brpg/s72-c/Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-503927533397416903</id><published>2008-12-27T00:53:00.005+01:00</published><updated>2008-12-27T11:17:35.646+01:00</updated><title type='text'>Mutui, i consumatori contro le banche.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVVvU2M_qvI/AAAAAAAAASw/VhHc1YZUmo0/s1600-h/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284252141727230706" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 122px; CURSOR: hand; HEIGHT: 121px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVVvU2M_qvI/AAAAAAAAASw/VhHc1YZUmo0/s320/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il &lt;strong&gt;calo dei tassi&lt;/strong&gt; di interesse porta con sè una "dote" insperata per le famiglie italiane, un bonus che può arrivare &lt;strong&gt;fino a 3.400 euro all’anno&lt;/strong&gt;. A tanto ammonta il risparmio a vantaggio di chi ha contratto un mutuo a tasso variabile, calcolato fra il momento di massimo rialzo dell’Euribor e il valore attuale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Secondo le associazioni dei consumatori le banche non trasferiscono però sui clienti tutti i vantaggi della discesa dei tassi di interesse&lt;/strong&gt;, con l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) che ricorda invece come gli spread dei mutui in essere siano fissati dal contratto e quindi impossibili da modificare. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il &lt;strong&gt;picco&lt;/strong&gt; dell’Euribor a tre mesi è stato toccato il 9 ottobre scorso al &lt;strong&gt;5,39%&lt;/strong&gt;: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;a quei valori la &lt;em&gt;rata di un mutuo da 200.000 euro a 30 anni&lt;/em&gt; (a tasso variabile con uno &lt;em&gt;spread dell’1%&lt;/em&gt;) aveva raggiunto un massimo di &lt;em&gt;1.250 euro al mese!&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Oggi&lt;/strong&gt;, dopo 50 sedute di cali consecutivi e l’Euribor sceso al &lt;strong&gt;3,08%&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;la stessa rata vale 964 euro&lt;/em&gt;, con un risparmio di 286 euro al mese, pari a 3.432 euro l’anno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se i risparmi sono più consistenti per mutui di lunga durata ed importo elevato, non sono certo da trascurare quelli su mutui a durata e importo minori: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;per &lt;strong&gt;esempio,&lt;/strong&gt; su un finanziamento da &lt;em&gt;100.000 euro a 20 anni&lt;/em&gt; il risparmio è di "soli" 129 euro al mese (dai 739 euro di ottobre, la rata è scesa a 610 euro), pari comunque a 1.548 euro all’anno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per chi accende un &lt;strong&gt;nuovo mutuo&lt;/strong&gt;, però, rimane l’&lt;strong&gt;incognita spread&lt;/strong&gt;, ovvero la maggiorazione applicata sul tasso Euribor, che varia in maniera decisa da banca a banca. Attraverso le simulazioni di &lt;em&gt;MutuiOnLine&lt;/em&gt;, si nota come&lt;strong&gt; gli spread applicati su un mutuo da 100.000 euro a 20 anni varino da un minimo dello 0,52% ad un massimo di un +1,39%. Con una rata che di conseguenza può passare da 585 a 631 euro, con una differenza di 46 euro al mese e 552 euro in un anno.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio su questo punto che si concentrano i consumatori:«&lt;strong&gt;Le banche continuano a manovrare a proprio piacimento gli spread&lt;/strong&gt;, che adesso continuano ad aumentare» &lt;strong&gt;in modo da «conservare elevati i propri guadagni»,&lt;/strong&gt; dichiarano &lt;em&gt;Adusbef&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Federconsumatori&lt;/em&gt;, sottolineando che i risparmiatori italiani sono già costretti a «pagare sul mutuo uno 0,54% in più rispetto alla media europea». Alla fine di un mutuo di 100.000 euro a 30 anni, spiegano le sigle, «un mutuatario dovrà pagare 14.000-16.000 interessi in più». &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Comunque, gli spread sui &lt;strong&gt;mutui in circolazione&lt;/strong&gt; sono definiti dal contratto e, pertanto, &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; possono essere oggetto di variazione (se non ristrutturando il finanziamento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui &lt;strong&gt;nuovi mutui&lt;/strong&gt;, invece, l’ABI sottolinea come non sia «incoerente» che in una fase caratterizzata da elevata rischiosità come questa gli spread vengano ritoccati al rialzo: con il crollo della produzione industriale, infatti,  aumenta il &lt;em&gt;rischio di fallimento delle imprese&lt;/em&gt; e con esso anche quello associato ai &lt;em&gt;lavoratori&lt;/em&gt; impiegati nelle stesse, che possono vedere il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione o addirittura azzerato in caso di licenziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricapitolando, per i finanziamenti gia &lt;strong&gt;in essere&lt;/strong&gt;... tranquilli (…ma occhi aperti) e … per i &lt;strong&gt;nuovi&lt;/strong&gt;… provate a spuntare il tasso migliore (Euribor+Spread) valutando diverse offerte (...il bello della concorrenza!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-503927533397416903?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/503927533397416903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/mutui-i-consumatori-contro-le-banche.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/503927533397416903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/503927533397416903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/mutui-i-consumatori-contro-le-banche.html' title='Mutui, i consumatori contro le banche.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVVvU2M_qvI/AAAAAAAAASw/VhHc1YZUmo0/s72-c/FilBlog+-+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-27606407000424990</id><published>2008-12-23T11:58:00.007+01:00</published><updated>2008-12-23T12:51:14.866+01:00</updated><title type='text'>Aspettando la svolta...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVDIr5Px0GI/AAAAAAAAASg/Nh3NhMe8qOQ/s1600-h/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282943019332522082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 122px; CURSOR: hand; HEIGHT: 117px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVDIr5Px0GI/AAAAAAAAASg/Nh3NhMe8qOQ/s320/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sfere di cristallo spente, poche idee molto condivise per il 2009. Sarà perché di fronte alla spianata dei mercati azzerati dalla bufera — mica finita, i tuoni si sentono ancora — le &lt;strong&gt;opinioni&lt;/strong&gt; non possono che convergere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eccole: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;- azioni&lt;/strong&gt; nervose con rischi di ulteriori ribassi e anche di forti rally, ma il ritorno del Toro non sarà immediato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Investitori in fila per salire sulla diligenza sicura dei &lt;strong&gt;titoli di Stato più solidi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;prima che la scure dei banchieri centrali riduca al minimo i rendimenti&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Bond societari così ingiustamente depressi, tanto da meritare interesse anche da parte degli strategist azionari che li considerano outsider dell’anno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;- &lt;strong&gt;Liquidità regina per un altro po’&lt;/strong&gt;, anche nei portafogli di chi avverte che il crollo dei tassi di interesse (già a zero negli Stati Uniti) costringerà comunque il sistema a tornare verso asset più remunerativi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dove ritroveremo l’equilibrio? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il primo punto fermo — ma lo vedremo bene solo con il senno di poi — sarà &lt;strong&gt;il minimo delle Borse&lt;/strong&gt;. Quello che, secondo le statistiche storiche delle ultime recessioni, precede di tre-sei mesi il baratro finale degli utili prima della ripresa economica. E che apre la strada, si spera anche questa volta, al rientro del Toro in Borsa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quando? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non prima dell’estate, dicono i più. &lt;strong&gt;Le azioni, che in Europa prezzano oggi 7-8 volte gli utili dell’anno in corso sono in saldo &lt;/strong&gt;sì&lt;strong&gt;, ma non abbastanza&lt;/strong&gt;. Perché tutti si aspettano un ulteriore crollo dei profitti nel 2009 nell’ordine del 30%.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Su quali titoli puntano gli esperti? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Sui difensivi ad alta cedola per i prossimi mesi.&lt;/strong&gt; I money manager europei intervistati da Merrill Lynch in Europa per il consueto sondaggio mensile nel mese di dicembre dicono di avere in portafoglio un vero impegno solo su cinque settori: telecom, farmaceutici, assicurazioni, utilities, energia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma c’è anche chi pensa di dover già scegliere tra gli&lt;strong&gt; industriali sani&lt;/strong&gt;, quelli che ora soffrono per il gelo della recessione, ma che potrebbero andare forte non appena il mercato decide di anticipare la ripresa dell’economia reale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma &lt;strong&gt;l’idea condivisa più originale&lt;/strong&gt; è l’utilizzo intelligente dell'&lt;em&gt;anomalia corporate bond"&lt;/em&gt;, le obbligazioni emesse dalle società quotate e non: un terreno difficile — va detto — dove però fioriscono &lt;strong&gt;rendimenti a due cifre, a fronte di solidità che in molti casi non meriterebbero di pagare un simile premio al rischio&lt;/strong&gt;. Dunque, rendimenti elevati rispetto ai governativi privi di rischio. Chi vuole maneggiarli, però, dovrà mettere in conto un &lt;strong&gt;incremento del tasso di insolvenza&lt;/strong&gt; rispetto ai bassi livelli attuali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’incognita maggiore per il mercato obbligazionario è quella dei &lt;strong&gt;tassi&lt;/strong&gt;: oggi, scomparsa quasi all’improvviso la paura dell’inflazione, il sistema viaggia a manetta per sconfiggere la &lt;strong&gt;deflazione &lt;/strong&gt;(cioè la caduta "avvitata" dei prezzi). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dunque... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Borsa in ripresa... ma non prima dell’estate, Tassi sempre più giù, favoriti i Btp medio lunghi. I prestiti societari trovano nuovi fan (ma occhio al rischio)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-27606407000424990?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/27606407000424990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/aspettando-la-svolta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/27606407000424990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/27606407000424990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/aspettando-la-svolta.html' title='Aspettando la svolta...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SVDIr5Px0GI/AAAAAAAAASg/Nh3NhMe8qOQ/s72-c/FilBlog+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4468635345177533747</id><published>2008-12-19T15:03:00.004+01:00</published><updated>2008-12-19T15:11:03.841+01:00</updated><title type='text'>Crack Madoff  (continua)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SUurQ9YsLuI/AAAAAAAAAR4/RABP1W3uHGQ/s1600-h/crack+madoff+Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281503295866416866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 121px; CURSOR: hand; HEIGHT: 68px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SUurQ9YsLuI/AAAAAAAAAR4/RABP1W3uHGQ/s320/crack+madoff+Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bernard Madoff, ex presidente di Nasdaq, rischia di peggiorare una crisi che già è stata ribattezzata come la peggiore dal 1987. Gli hedge fund gestiti da Madoff hanno provocato perdite per oltre &lt;strong&gt;50 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;, gettando pesantissime ombre sui bilanci delle maggiori banche e facendo crollare le borse mondiali. Dopo la crisi subprime, quella delle commodities, del petrolio e del settore automotive, una nuova scure si sta abbattendo sull’economia mondiale.&lt;br /&gt;Il soggetto più coinvolto è il &lt;strong&gt;Fairfield Greenwich Group&lt;/strong&gt; (7, 52 miliardi di dollari), seguito a ruota da altre società finanziarie, fra cui il &lt;strong&gt;fondo Optimal di Santander&lt;/strong&gt;, prima banca spagnola e fra i colossi del credito europeo, con numerose filiali anche in Italia. Le perdite stimate degli spagnoli sono nell’ordine dei 2,5 miliardi di euro. Santander, che gestisce anche il mercato del credito al consumo con &lt;strong&gt;Finconsumo&lt;/strong&gt;, non ha commentato ufficialmente la notizia derivante da oltreoceano. Tutto lascia immaginare che il silenzio sia il preludio a stime ben peggiori di quelle rilasciate ai giornalisti. Infatti è il mondo degli istituti di credito quello ad accusare i colpi peggiori: &lt;strong&gt;BNP Paribas&lt;/strong&gt; valuta un’esposizione per 450 milioni di euro (tramite Natixis), Royal Bank of Scotland per oltre 440 milioni, i nipponici di &lt;strong&gt;Nomura &lt;/strong&gt;per 302 milioni, &lt;strong&gt;BBVA&lt;/strong&gt; per 300, &lt;strong&gt;Société Générale&lt;/strong&gt; per 100, la nostra &lt;strong&gt;UniCredit&lt;/strong&gt; per 75 milioni.&lt;br /&gt;Anche il colosso bancario &lt;strong&gt;HSBC&lt;/strong&gt; accusa il colpo, stimando un’esposizione per oltre un miliardo di dollari. Ma sono tante altri i soggetti implicati in un crack che riporta drammaticamente alla luce il default del &lt;strong&gt;fondo hedge Long Term Capital Management&lt;/strong&gt; (LCTM) che il 23 settembre 1998 ha fatto tremare la maggioranza della finanza mondiale. In effetti, quello che è successo con Madoff Investment ha qualcosa di molto vicino a LCTM. Entrambi i fondi hanno racimolato impressionanti quote da investitori istituzionali, esponendoli poi a speculazioni senza precedenti per rientrare delle perdite patite con la crisi del mercato immobiliare nell’agosto 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, tutti i nodi vengono al pettine, in quanto nei mesi scorsi la società Maxam ha richiesto a Madoff LLC la restituzione di un debito per 30 milioni di euro, a cui ha fatto seguito il crollo del castello di carte creato negli anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito si è pensato che fossero coinvolti solamente i grandi investitori, data la tipologia del fondo, ma secondo un’analisi più approfondita è emerso che il sistema alla base dell’hedge fund si componeva anche i piccoli risparmiatori, anch’essi a rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipotesi più accreditata è quella di un crollo sistemico degli hedge fund, secondo numerosi analisti di Bloomberg. A tal proposito, gli organismi di sorveglianza si sono mossi tempestivamente... I primi nomi celebri sono quelli di &lt;strong&gt;Aletti Gestielle Alternative&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Pioneer&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Investment&lt;/strong&gt;, primari gestori di fondi sul mercato finanziario italiano. Ma l’esposizione del nostro paese deve ancora essere quantificata, dal momento in cui l’indagine di Consob è da considerarsi informale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le farà seguito una serie di controlli a tappeto per stimare in che misura le SGR nostrane siano state coinvolte nel crack Madoff...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;To be continued...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4468635345177533747?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4468635345177533747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/crack-madoff-continua.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4468635345177533747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4468635345177533747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/crack-madoff-continua.html' title='Crack Madoff  (continua)'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SUurQ9YsLuI/AAAAAAAAAR4/RABP1W3uHGQ/s72-c/crack+madoff+Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-977077664394570703</id><published>2008-12-16T18:19:00.005+01:00</published><updated>2008-12-16T18:44:29.703+01:00</updated><title type='text'>Crack Madoff</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SUfowSQuS_I/AAAAAAAAARg/6HrYQDDjcdo/s1600-h/crack+madoff.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280445004348541938" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 96px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SUfowSQuS_I/AAAAAAAAARg/6HrYQDDjcdo/s320/crack+madoff.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per quasi 50 anni Bernard Madoff, "Bernie" per gli amici, ha gestito la sua attività di brokeraggio a New York come "family business". E come un affare di famiglia questo settantenne dall'aspetto bonario pensava di concludere la sua onorata carriera prima di consegnarsi alle autorità per quello che potrebbe rivelarsi come &lt;strong&gt;il più grande scandalo della storia di Wall Street&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;All'alba di giovedì, quando gli agenti federali sono entrati nel suo appartamento nel cuore di Manhattan per arrestarlo, Bernie ha dichiarato candidamente di non avere «spiegazioni innocenti» per giustificare un &lt;strong&gt;buco&lt;/strong&gt; che, per sua stessa ammissione, ammonta ad a&lt;strong&gt;lmeno 50 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;, (per avere un termine di paragone...cinque volte il crack di Worldcom del 2002).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La spiegazione "autentica" è quella che ha fornito lui stesso ad alcuni dei suoi più fidati collaboratori, quando, secondo l'atto di accusa depositato dalla &lt;strong&gt;Sec&lt;/strong&gt;,(la "Consob Americana") li ha chiamati a raccolta per una confessione shock: la sua attività di investment advisory era semplicemente «una gigantesca bugia» dietro la quale si nascondeva &lt;strong&gt;la più classica delle truffe, la catena di Sant'Antonio meglio conosciuta negli Usa come il «Ponzi scheme».&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Bernard Madoff Investment Securities, società di cui Madoff risulta essere l'unico titolare, faceva leva su una solida reputazione costruita a partire dal 1960 quando, Bernie, un ex bagnino di Lond Island, si era lanciato nell'attività di brokeraggio. Dieci anni dopo il business andava a gonfie vele, tant'è che la BMSI è arrivata a occupare centinaia di trader, mentre Bernard Madoff aveva saputo ritagliarsi un ruolo di spicco nella comunità finanziaria newyorkese, diventando anche &lt;strong&gt;presidente del Nasdaq&lt;/strong&gt;, il listino tecnologico di cui si vantava di aver accompagnato lo sviluppo negli anni del boom della new economy.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'attività della sua casa di brokeraggio spaziava dall'attività di negoziazione titoli, fino allo sviluppo di piattaforme elettroniche di trading per azioni e derivati, per le quali aveva avuto come partner le più prestigiose firme di Wall Street, da Goldman Sachs a Merrill Lynch. Nell'83 era sbarcato anche a Londra, diventando uno dei primi membri americani del London Stock Exchange.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma i &lt;strong&gt;guai&lt;/strong&gt; sono arrivati dopo, quando il broker, &lt;strong&gt;contando sulla sua buona reputazione&lt;/strong&gt;, decise di inventarsi un futuro nel settore degli hedge fund, ufficialmente come advisor di alto profilo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Già nel 2001 sulla stampa specializzata erano emersi i primi dubbi per questa nuova attività di Madoff... Dubbi fomentati dai concorrenti che si chiedevano come fosse possibile che lo schema di gestione di fondi dei fondi hedge inventato da Madoff non solo riuscisse a produrre r&lt;strong&gt;endimenti costanti dell'ordine del 15% all'anno&lt;/strong&gt;, ma sorprendentemente indovinasse sempre il timing degli acquisti e delle vendite, ponendosi al contempo al riparo della volatilità. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come fa?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«...Too good to be true», troppo buono per essere vero, insinuavano i detrattori! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma Madoff rispondeva di meritarsi un po' di &lt;strong&gt;credibilità&lt;/strong&gt; dopo decenni di attività sul mercato come trader: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;«...La strategia è la strategia - diceva - e i risultati sono i risultati».&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dal 2001 la consulenza per i fondi ha assunto dimensioni internazionali. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...Fino all'inizio di dicembre, quando, pressato da &lt;strong&gt;7 miliardi di riscatti&lt;/strong&gt;, Madoff ha deciso di gettare la spugna rivelando ai suoi collaboratori quello che avrebbe poi &lt;strong&gt;confessato&lt;/strong&gt; agli agenti dell'Fbi. E cioè che &lt;strong&gt;fino ad allora aveva garantito alti ritorni agli investitori utilizzando le somme versate da nuovi clienti, il Ponzi scheme appunto!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Finchè le nuove sottoscrizioni superavano le richieste di rimborso tutto è filato liscio, ma la crisi finanziaria ha fatto saltare il gioco.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In caso di condanna, Madoff rischia fino a 20 anni di carcere. Ora bisognerà vedere quale prezzo pagheranno i suoi clienti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli hedge fund gestiti da Madoff hanno provocato perdite per oltre 50 miliardi di dollari, gettando &lt;strong&gt;pesantissime ombre&lt;/strong&gt; sui bilanci delle maggiori banche e facendo tremare le borse mondiali.... Santander, HSBC, BBVA... e tante altre!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Italia, &lt;strong&gt;UniCredit&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Banca Popolare&lt;/strong&gt; hanno lasciato intendere che i propri bilanci subiranno dei notevoli ridimensionamenti, anche se in misura minore rispetto agli altri paesi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il vero problema è che attualmente è quasi impossibile effettuare delle verifiche complete delle esposizioni, dato che giungono voci nuove ogni ora, data la grande diffusione dei fondi gestiti da Madoff Investment nel mondo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un crollo che fa comprendere quanto sia ampio il mutamento di un certo modello di finanza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La fine degli hedge fund? Forse no, ma quello che è certo è che un colpo da 50 miliardi di dollari farà ridimensionare notevolmente un settore!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Sole 24Ore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-977077664394570703?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/977077664394570703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/crack-madoff.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/977077664394570703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/977077664394570703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/crack-madoff.html' title='Crack Madoff'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SUfowSQuS_I/AAAAAAAAARg/6HrYQDDjcdo/s72-c/crack+madoff.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5665010586473230100</id><published>2008-12-09T18:28:00.003+01:00</published><updated>2008-12-09T18:31:49.327+01:00</updated><title type='text'>2009: fuga da Milano?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/ST6q2Oi7ILI/AAAAAAAAAQw/plzMcYSzVAc/s1600-h/occupazione+filippo+cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277843661919035570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 91px; CURSOR: hand; HEIGHT: 70px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/ST6q2Oi7ILI/AAAAAAAAAQw/plzMcYSzVAc/s320/occupazione+filippo+cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La crisi ha colpito globalmente tutte le &lt;strong&gt;istituzioni finanziarie&lt;/strong&gt; e le conseguenze in termini occupazionali si sono fatte sentire per tutto l’anno in corso e molto probabilmente si faranno sentire anche per quello a venire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;A partire da settembre, settimana dopo settimana, la conta dei &lt;strong&gt;tagli&lt;/strong&gt; ha subito una vertiginosa impennata, che con &lt;em&gt;Citigroup&lt;/em&gt; ha aggiunto di un colpo ben 50.000 esuberi, portando a un totale di &lt;strong&gt;circa 90.000 le perdite di posti di lavoro&lt;/strong&gt; su scala mondiale. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La tendenza non sembra arrestarsi con i più recenti annunci di &lt;em&gt;Credit Suisse&lt;/em&gt; che taglierà circa il 3% del personale, ridimensionando soprattutto l’investment banking, dopo aver già tagliato 500 posti in ottobre. Misure simili ci sono state anche da parte di &lt;em&gt;UBS&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Commerzbank&lt;/em&gt;, mentre i tagli di varia entità arriveranno anche in &lt;em&gt;HSBC&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Deutsche Bank&lt;/em&gt;, che fin ora sembravano meno propense a tali mosse. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel tentativo di mantenere i bilanci in equilibrio per fronteggiare la crisi finanziaria, le banche stanno ricorrendo sempre più a &lt;strong&gt;riorganizzazioni generali&lt;/strong&gt; delle loro strutture, che oltre a &lt;strong&gt;tagli del personale&lt;/strong&gt; prevedono anche la &lt;strong&gt;chiusura di sedi e uffici&lt;/strong&gt; dove è possibile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Purtroppo, &lt;strong&gt;l’Italia&lt;/strong&gt; sembra immancabilmente presente nella lista dei paesi in cui la chiusura è certa.&lt;br /&gt;È un fenomeno cui assistiamo già da qualche mese, basti pensare a casi come quelli di &lt;em&gt;Macquarie&lt;/em&gt; e di&lt;em&gt; Kaupthing Bank&lt;/em&gt;, realtà estere che hanno completamente dismesso il business in Italia. Senza dimenticare la tedesca &lt;em&gt;Bayerische Landesbank&lt;/em&gt;, che oltre a prevedere il taglio di 5.600 posti di lavoro, chiuderà proprio la filiale di Milano, mentre quelle di New York e Londra subiranno ridimensionamenti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Diverse banche internazionali rivedranno la propria presenza in quei paesi in cui il business non è ancora riuscito a consolidarsi, a vantaggio di quelle realtà geografiche che possono garantire un maggiore contenimento del rischio ed abbassare la probabilità di default.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi, se non siamo proprio a una &lt;em&gt;fuga generalizzata da Milano&lt;/em&gt;, molto probabilmente il mercato italiano sarà in futuro curato direttamente dalle sedi centrali fuori Italia, con personale specailizzato e dedicato al nostro paese e dove forse ci saranno delle possibilità di inserimento per chi volesse ricollocare la propria esperienza del territorio nazionale all’estero. La mancanza però di sedi direttamente sul territorio potrebbe avere effetti sull’economia reale in senso generale e la preoccupazione crescente da parte delle aziende è che tutta la struttura del credito rimanga congelata e senza alternative. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Speriamo bene... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Bye! &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Fil &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: FinancialCarreer&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5665010586473230100?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5665010586473230100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/2009-fuga-da-milano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5665010586473230100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5665010586473230100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/2009-fuga-da-milano.html' title='2009: fuga da Milano?'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/ST6q2Oi7ILI/AAAAAAAAAQw/plzMcYSzVAc/s72-c/occupazione+filippo+cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-9181037941544580923</id><published>2008-12-04T20:38:00.004+01:00</published><updated>2008-12-04T20:58:11.651+01:00</updated><title type='text'>La BCE procede col  taglio dei tassi: -75 bp</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STg2J3_EjKI/AAAAAAAAAQA/9PQa7w3ZD9U/s1600-h/FilBlog!!!+Filippo+Cossetti..JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276026506739748002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 430px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STg2J3_EjKI/AAAAAAAAAQA/9PQa7w3ZD9U/s400/FilBlog!!!+Filippo+Cossetti..JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STg1h1smqmI/AAAAAAAAAP4/hALcPyNvWMg/s1600-h/FilBlog!!!+Filippo+Cossetti.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il taglio dei tassi operato dalla Banca centrale europea (Bce) è una notizia che &lt;strong&gt;in teoria&lt;/strong&gt; dovrebbe far sorridere tutte le famiglie con un mutuo a tasso variabile. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'abbassamento di 75 punti base del costo del denaro, dal 3,25% al 2,5%, può infatti comportare un sensibile risparmio: per ogni 100mila euro presi a prestito, la rata mensile si abbatterebbe in media dai 25 ai 41 euro (-2,4%/-7,9%) in base alla durata del finanziamento, con un impatto ovviamente maggiore sui prodotti più lunghi. L'effetto si somma a quelli (più o meno di doppia entità) già ottenuti grazie ai tagli dei due mesi precedenti (a inizio ottobre il tasso ufficiale era ancora al 4,25%). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella pratica, &lt;strong&gt;tuttavia&lt;/strong&gt;, le cose non stanno esattamente così, almeno non ancora: i mutui variabili indicizzati al tasso di rifinanziamento della Bce non sono ancora disponibili per i risparmiatori e i prodotti tradizionali sono invece agganciati ai tassi &lt;strong&gt;Euribor&lt;/strong&gt;. Questi ultimi sono sì in calo (&lt;strong&gt;oggi il tasso a un mese è sceso ancora al 3,33%, quello a 3 mesi al 3,67%&lt;/strong&gt;), ma si adeguano gradualmente al taglio e occorrerà quindi un po' di pazienza (settimane, forse un mese) per vedere un effetto complessivo di tale entità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il Decreto anti-crisi&lt;/strong&gt; appena varato ha chiesto alle banche di affiancare a partire dal primo gennaio 2009 mutui indicizzati al tasso Bce ai tradizionali prodotti basati sull'Euribor. In questo modo le famiglie avranno la possibilità di agganciare le rate a un valore meno volatile e (al momento) significativamente inferiore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per valutare l'effettiva convenienza occorrerà tuttavia vedere come gli istituti bancari applicheranno la norma: il precedente Bpm, che ha già presentato un mese fa l'Euromutuo agganciato al tasso Bce, non sembra essere incoraggiante. Come visto anche nel precedente post, il ricarico applicato dalla banca (spread) è di &lt;strong&gt;150 &lt;/strong&gt;punti base, quindi mediamente più elevato rispetto a quanto praticato sui prodotti Euribor (&lt;strong&gt;110&lt;/strong&gt; punti base, secondo le stime della relazione tecnica che accompagna il Decreto). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Mutuo Bce, dunque, sarebbe interessante fintanto che&lt;strong&gt; la forbice Euribor-Tasso ufficiale&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;resta elevata.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A questo punto la speranza per le famiglie con mutuo a tasso variabile e che tale differenziale si mantenga ampio... in caso contrario, magari nel lungo termine... la scelta di agganciare il mutuo al tasso BCE potrebbe risultare meno conveniente sotto l'aspetto finanziario.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Staremo a vedere...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-9181037941544580923?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/9181037941544580923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/la-bce-procede-col-taglio-dei-tassi-75.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/9181037941544580923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/9181037941544580923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/la-bce-procede-col-taglio-dei-tassi-75.html' title='La BCE procede col  taglio dei tassi: -75 bp'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STg2J3_EjKI/AAAAAAAAAQA/9PQa7w3ZD9U/s72-c/FilBlog!!!+Filippo+Cossetti..JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-8827151734514118932</id><published>2008-12-01T16:16:00.006+01:00</published><updated>2008-12-01T20:45:34.525+01:00</updated><title type='text'>Con l'Euribor il rischio si scarica sui clienti...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STQGu5Cr49I/AAAAAAAAAPA/fHKDUJYPLGM/s1600-h/Cossetti+Filippo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274848466213528530" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STQGu5Cr49I/AAAAAAAAAPA/fHKDUJYPLGM/s200/Cossetti+Filippo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STQGpuCR-wI/AAAAAAAAAO4/oF0ByplMqPM/s1600-h/Cossetti+Filippo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;L'Euribor&lt;/strong&gt;, il tasso a cui è agganciata la gran parte dei mutui a tasso variabile, sta scendendo ancora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scende si ma... non come dovrebbe! C'è qualcosa che non va: la Bce ha tagliato dello 0,75%, l'Euribor a 3 mesi è sceso dello 0,12 e quello a un mese dello 0,15. Certo, si tratta di un tasso di mercato (quello a cui le banche si scambiano il denaro tra loro), quindi non c'è niente di automatico ed è assai probabile che continuerà a scendere nel prossimo futuro. Però persino il presidente della banca centrale, Jean Claude Trichet, ha ritenuto di dover fare un &lt;strong&gt;richiamo&lt;/strong&gt; in materia: "&lt;strong&gt;Ci aspettiamo che le banche facciano il loro dovere". &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certo, le prossime rate dei mutui scenderanno, ma è assai probabile che finché non saranno del tutto passate le turbolenze della crisi finanziaria (e ci vorrà parecchio tempo, mesi se non anni) &lt;strong&gt;l'Euribor si manterrà sensibilmente al di sopra dei tassi ufficiali&lt;/strong&gt;, come lo è stato, a livelli che raramente si erano visti in passato, per tutto quest'ultimo periodo, come si può vedere dal grafico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed è corretto?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Che non sia corretto se ne sono convinti ormai anche i banchieri centrali... suggerendo di &lt;strong&gt;legare i mutui ai tassi fissati dalla banca centrale&lt;/strong&gt;, e lo ha ripetuto nel suo discorso alla Giornata del risparmio il governatore di Bankitalia Mario Draghi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;(Una banca che ha raccolto l'invito c'è già, la Banca Popolare di Milano: offrirà un mutuo indicizzato al tasso Bce maggiorato di 1,5 punti (quello che in termine tecnico si chiama &lt;strong&gt;spread di 150 punti base&lt;/strong&gt;). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Beh, lo spread è più ampio rispetto a quelli di mercato... ma è ancorato al tasso ufficiale della BCE (come vedremo più avanti, questo comporterebbe un maggior rischio per le banche e ... udite udite... minore per il cliente!)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conviene? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Adesso sì, perché &lt;strong&gt;l'Euribor come abbiamo visto è molto più alto del tasso Bce, e anche all'Euribor le banche aggiungono uno spread!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono però due osservazioni da fare: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;1) si sarebbe ancorati a un parametro più stabile, perché la Bce non cambia i tassi tutti i giorni; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;2) se qualche altra banca deciderà di fare concorrenza alla Bpm chiedendo uno spread più basso, si potrà sempre (San Bersani...) cambiare il mutuo con quello alle condizioni più favorevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma &lt;strong&gt;perché le banche utilizzano questo parametro e sono così restie a cambiarlo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A prima vista sembrerebbe un discorso semplice: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;la banca, per prestare il denaro a chi chiede il mutuo, lo "compra" a sua volta sul mercato interbancario, e lo spread non sarebbe altro che il "ricarico",&lt;/strong&gt; la remunerazione dell'operazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In realtà non è proprio così...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Perché le banche raccolgono denaro anche attraverso altre vie, ed essenzialmente due:&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;- i depositi dei correntisti;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;- l'emissione di obbligazioni &lt;/strong&gt;che vengono poi vendute sul mercato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ora... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;una delle regole auree del credito è che il debito che fa la banca a fronte del prestito che concede dovrebbe avere lo stesso ordine di durata. Ossia un prestito a lungo termine (come il mutuo) dovrebbe essere coperto con un indebitamento ad altrettanto lungo termine (...tra l'altro, questa era la scusa che le banche mettevano avanti per imporre &lt;strong&gt;forti penalizzazioni&lt;/strong&gt; in caso di estinzione anticipata dal mutuo!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, essendo stato adottato il modello della "&lt;strong&gt;banca universale&lt;/strong&gt;" la raccolta degli Istitituti du Credito non avviene in maniera specifica (per questo o per quell'obiettivo), basta che alla fine vengano rispettati determinati &lt;strong&gt;parametri globali&lt;/strong&gt; che riguardano il &lt;strong&gt;patrimonio e gli impieghi&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In sintesi... le banche, per erogare i finanziamenti:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;- utilizzano i soldi dei depositi, che sono a costo quasi zero; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;- fanno provvista sul mercato interbancario, pagando appunto il tasso Euribor che dunque varia ogni giorno in relazione alla domanda e all'offerta; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;- ...e soprattutto emettono obbligazioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora... perché l'Euribor per i mutui? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Proprio perché è il &lt;strong&gt;tasso più "ballerino&lt;/strong&gt;": le altre forme di raccolta hanno costi più stabili. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;In questo modo il rischio di mercato&lt;/strong&gt; (cioè il rischio di impennate del costo del denaro interbancario, che non è necessariamente quello che serve per finanziare i mutui, ma che comunque la banca utilizza) &lt;strong&gt;viene interamente scaricato sul cliente.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Del resto, lo stesso comportamento viene adottato per le imprese, i prestiti alle quali (sempre secondo i dati Bankitalia) sono per il 95% a tasso variabile, mentre all'estero questa quota è sensibilmente più bassa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dunque, basare i mutui sul tasso Bce significa, per la banca, assumersi un rischio maggiore&lt;/strong&gt;:&lt;strong&gt; è per questo che richiede un premio (lo spread) molto superiore,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;circa il doppio di quello ormai più diffuso sul mercato&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però, come dicevamo sopra, da una parte il debitore corre meno rischi (...e di rimanere imprevedibilmente in bolletta a causa di impennate come quelle degli ultimi tempi); e dall'altra, si può sperare che la concorrenza faccia il suo mestiere, facendo arrivare sul mercato prodotti meno cari. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aspetto vostre considerazioni!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-8827151734514118932?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/8827151734514118932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/perch-leuribor-per-i-mutui.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8827151734514118932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8827151734514118932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/12/perch-leuribor-per-i-mutui.html' title='Con l&apos;Euribor il rischio si scarica sui clienti...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/STQGu5Cr49I/AAAAAAAAAPA/fHKDUJYPLGM/s72-c/Cossetti+Filippo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5430964898022526936</id><published>2008-11-27T19:50:00.004+01:00</published><updated>2008-11-27T19:56:20.923+01:00</updated><title type='text'>Università, in decreto al Senato entrano norme "anti-baroni"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SS7tJhCcVFI/AAAAAAAAAOY/4x2NWTRcOdk/s1600-h/Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273412961440650322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 108px; CURSOR: hand; HEIGHT: 99px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SS7tJhCcVFI/AAAAAAAAAOY/4x2NWTRcOdk/s200/Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel decreto legge sulle disposizioni urgenti sulle università all'esame del Senato entrano nuove regole stringenti per l'avanzamento di carriera dei docenti universitari e sul finanziamento delle università sulla base di parametri di qualità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il decreto-legge 180, varato dal consiglio dei ministri lo scorso 6 novembre è stato licenziato oggi dalla commissione Cultura al Senato ed è all'esame dell'aula.&lt;br /&gt;Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini il provvedimento, che impone anche una linea di "tolleranza zero" verso le università con i conti in rosso, è una vera "svolta" nel sistema accademico italiano.&lt;br /&gt;"Per la prima volta le carriere dei docenti non saranno legate a scatti automatici ma - come previsto dagli emendamenti approvati in commissione - al merito e alla ricerca effettivamente svolta", ha detto il ministro in una nota.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le politiche sull'istruzione portate avanti dal governo hanno provocato forti proteste da studenti e docenti di scuole e università, che sono scesi in strada per diversi giorni con cortei e sit-in.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tra le novità negli emendamenti approvati oggi in commissione, vi è anche quella che se i docenti non procederanno nell'attività di ricerca saranno esclusi dagli scatti biennali, dalle ripartizioni dei fondi Prin per la ricerca, dalle commissioni per il reclutamento delle strutture accademiche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I docenti avranno l'obbligo di pubblicare l'elenco delle loro attività di ricerca scientifica in una apposita "anagrafe dei professori", mentre i rettori, in sede di approvazione di bilancio, dovranno pubblicare i risultati dell'attività di ricerca, della formazione e del trasferimento tecnologico all'università.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I fondi saranno destinati agli atenei in base ai meriti ed alla qualità della ricerca e della didattica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sembrano belle notizie ma... ricordiamoci che siamo in Italia! Fatta la legge... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Incrociamo le dita!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Reuters&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5430964898022526936?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5430964898022526936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/universit-in-decreto-al-senato-entrano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5430964898022526936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5430964898022526936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/universit-in-decreto-al-senato-entrano.html' title='Università, in decreto al Senato entrano norme &quot;anti-baroni&quot;'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SS7tJhCcVFI/AAAAAAAAAOY/4x2NWTRcOdk/s72-c/Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-94003391842508189</id><published>2008-11-25T10:40:00.003+01:00</published><updated>2008-11-25T17:57:34.093+01:00</updated><title type='text'>Il piano di Obama</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSvIW4WvGyI/AAAAAAAAAOI/uk1ycx5P8RY/s1600-h/cossetti+filippo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272528084177722146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 168px; CURSOR: hand; HEIGHT: 106px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSvIW4WvGyI/AAAAAAAAAOI/uk1ycx5P8RY/s200/cossetti+filippo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Senza dubbio il piano economico del neoletto presidente degli Stati Uniti Barack Obama segna un cambiamento profondo nell’approccio alla crisi dei subprime. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Finora gli interventi dall’Amministrazione Bush e del titolare del Tesoro Usa Henry Paulson hanno, infatti, puntato sul salvataggio diretto del sistema finanziario, mentre Barack Obama ha incentrato la propria campagna elettorale e il proprio programma sull’economia reale e sul consumatore statunitense. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente le due fasi sono complementari e probabilmente ugualmente necessarie, tuttavia un &lt;strong&gt;deciso cambio di prospettiva&lt;/strong&gt; fra le proposte repubblicane e quelle democratiche è innegabile... e segna, in pratica, la fine dell’era economica di Bush. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con una inversione di marcia netta il ministro dell’Economia a stelle e strisce dichiara che il piano da 700 miliardi di dollari non includerà più l’acquisto di "asset tossici", ossia di quei titoli in varia maniera collegati ai mutui subprime che Washington aveva prima deciso in qualche maniera di "coprire" o comprare direttamente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se, infatti, l’ammontare del piano Paulson rimane invariato, le destinazioni dei fondi previste sono invece cambiate profondamente. L’attenzione dello Stato si sposta &lt;strong&gt;dai giganti di Wall Street&lt;/strong&gt; all’economia reale, &lt;strong&gt;ai consumatori, ai mutuatari in difficoltà, alle famiglie americane, ai ceti medio bassi&lt;/strong&gt; e a quegli stessi mutuatati ad alto rischio – il popolo dei suprimer – che sono all’origine della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma qual è esattamente la ricetta economica di Barack Obama?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda lo stremato mercato dei mutui americani il piano democratico prevede di scongiurare il pericolo di 2 milioni di pignoramenti ai danni di famiglie e lavoratori in difficoltà che rischiano comunque di non salvare i bilanci delle banche che hanno erogato i mutui in questione. Per affrontare questo problema le misure in cantiere sono molteplici. È previsto un fondo da 10 miliardi di dollari che vada in sostegno di questi "risparmiatori a rischio", vengono annunciati degli incentivi fiscali che favoriscano maggiormente i ceti medio-bassi, sono progettati dei cambiamenti al Chapter 13 della legge sulla bancarotta che al momento sembra orientato più in favore delle società che erogano i mutui che dei mutuatari. Sono infine previste anche delle nuove norme che rendano più chiari, trasparenti e confrontabili i vari mutui presenti sul mercato per evitare che si verificano delle nuove frodi ai danni dei consumatori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli interventi promessi da Obama si allargano, però, a scenari ancora più ampi e agli stessi redditi dei ceti a rischio. Se si considera che circa &lt;strong&gt;il 70% del Pil americano deriva dai consumi delle famiglie che mostrano una flessione senza precedenti&lt;/strong&gt; e che minacciano nuovi disastri nell’ambito delle carte di credito, si comprende subito che questa nuova attenzione al popolo americano è in qualche maniera necessaria.&lt;br /&gt;Obama promette una &lt;strong&gt;politica fiscale più "equa" e crediti d’imposta da 500 dollari a lavoratore e da 1000 dollari a famiglia. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’attenzione si sposta sul lavoro e il progetto "Making Work Pay" promette la cancellazione totale delle tasse per circa 10 milioni di lavoratori degli Stati Uniti, nuovi incentivi al credito al consumo, specialmente se finalizzato all’istruzione e sostegno alle famiglie, alla maternità, ai pensionati con introiti inferiori ai 50 mila dollari annui. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il piano dell’ex senatore dell’Illinois non si ferma, però, sulla gente, ma ambisce a rilanciare l’economia tramite il duplice mezzo di un &lt;strong&gt;sostegno diretto alle imprese&lt;/strong&gt; e il lancio di un &lt;strong&gt;nuovo piano di infrastrutture pubbliche negli Stati Uniti. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In particolare Obama prevede di investire circa 150 miliardi di dollari in un piano ultradecennale a sostegno dell’industria statunitense puntando sull’ambiente, sulle energie rinnovabili e sulla creazione di nuovi posti di lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Fin qui giungono le promesse&lt;/strong&gt; economiche del nuovo presidente degli Stati Uniti che ha fatto della guerra alla crisi il cardine delle sue strategie. &lt;strong&gt;Quanto un’economia in ginocchio e un debito pubblico Usa portato dal piano Paulson oltre il 70% del Pil statunitense a una cifra con 15 zeri consentiranno di realizzare... è davvero un’incognita!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Obama si è circondato di esperti di economia fra cui membri della Sec (la Consob Usa), ex presidenti della Banca centrale americana, ex ministri dell’era Clinton e manager di prima linea (come l’amministratore delegato di Google Eric Schmidt e il presidente di Time Warner Richard Parson). &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutti pronti a partire... Obiettivo: il salvataggio dell’economia a stelle e strisce!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-94003391842508189?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/94003391842508189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-piano-di-obama.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/94003391842508189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/94003391842508189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-piano-di-obama.html' title='Il piano di Obama'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSvIW4WvGyI/AAAAAAAAAOI/uk1ycx5P8RY/s72-c/cossetti+filippo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2692105751602521233</id><published>2008-11-18T00:44:00.003+01:00</published><updated>2008-11-21T21:37:49.464+01:00</updated><title type='text'>Il decreto Gelmini (Seconda parte)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SScb6GpIvoI/AAAAAAAAANU/KWchJBCfhMM/s1600-h/Filippo+Cossetti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271212573889969794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 152px; CURSOR: hand; HEIGHT: 91px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SScb6GpIvoI/AAAAAAAAANU/KWchJBCfhMM/s200/Filippo+Cossetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;LISTE E SORTEGGI &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Su un punto, però, il decreto appare in palese contraddizione con lo spirito meritocratico che intende promuovere nelle università, premiando per la prima volta i comportamenti virtuosi (nella gestione di bilancio).&lt;br /&gt;Lo stesso articolo 1 va infatti a modificare una tantum le procedure di reclutamento del personale universitario, sostituendo alle commissioni locali elette su base nazionale delle commissioni sorteggiate da una lista unica eletta su base nazionale, per un &lt;strong&gt;numero triplo&lt;/strong&gt; dei membri richiesti.&lt;br /&gt;Si consideri a titolo esemplificativo il caso delle discipline economiche: &lt;a href="http://reclutamento.miur.it/bandi.html"&gt;http://reclutamento.miur.it/bandi.html&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tagliando corto... Complessivamente, un professore ordinario di economia politica ha &lt;strong&gt;una probabilità su quattro&lt;/strong&gt; di trovarsi a essere commissario in un concorso di prima fascia. Per i concorsi da associato, gli stessi numeri diventano &lt;strong&gt;nove decimi&lt;/strong&gt; come probabilità di essere eletto nella lista e &lt;strong&gt;tre decimi&lt;/strong&gt; come probabilità di finire commissario in un concorso di seconda fascia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sommata alla precedente, perché nulla impedisce di essere estratti in entrambe le valutazioni comparative, ogni professore ordinario ha &lt;strong&gt;più di una probabilità su due&lt;/strong&gt; di fare il commissario in qualche concorso. Ovviamente, le probabilità crescono significativamente nei casi delle discipline in cui il numero degli eleggibili è inferiore al fabbisogno delle commissioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il destino quindi dell’accademia italiana nei prossimi sei-otto mesi sembra essere quello di &lt;strong&gt;fare concorsi a caso&lt;/strong&gt;. Si obbietterà che questo non è colpa del nuovo sistema riformato, ma solo dell’eccessivo numero di concorsi banditi dalle università.&lt;br /&gt;È falso, per due motivi.&lt;br /&gt;Il primo è che a parità di numero di concorsi il fabbisogno di professori ordinari commissari è aumentato, essendo stati esclusi i professori associati da questo compito.&lt;br /&gt;Il secondo è che nel sistema che è stato abolito coesistevano incentivi, positivi o negativi, a fare il commissario. Gli &lt;strong&gt;incentivi positivi&lt;/strong&gt; nascevano dalla disponibilità di molti docenti universitari onesti, che richiesti di far parte di commissioni di docenti par loro, erano pronti, e in alcuni casi persino contenti, di partecipare alla selezione dei candidati più meritevoli. Gli &lt;strong&gt;incentivi negativi&lt;/strong&gt; nascevano dalla disponibilità di docenti interessati (o succubi) a scambiare la loro partecipazione come commissari di un concorso di cui fossero predefiniti gli esiti in cambio di favori di un qualche tipo da riscuotere in futuro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il nuovo sistema ha cancellato la possibilità di entrambi i comportamenti&lt;/strong&gt;. Il docente onesto si rifiuterà di partecipare a una commissione di valutazione, venendo a mancare la garanzia della compresenza di persone oneste a par suo. Il docente disonesto non può più offrire la sua partecipazione compiacente, in quanto ha una probabilità molto più ridotta di finire nella sede per la quale si auspicava il suo operato.&lt;br /&gt;I concorsi, ammesso e non concesso che si riescano davvero a formare le commissioni, diventeranno un vero terno al lotto, senza avere alcuna garanzia di svolgimento maggiormente meritocratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ha l’impressione che per colpire la parentopoli dell’università italiana, intento nobilissimo e pienamente condivisibile, si sia inventato un marchingegno così complicato da rendere (intenzionalmente) impossibile ogni calcolo di convenienza, non solo dal punto di vista dei commissari ma anche da quello dei candidati. Non dimentichiamo che i candidati non hanno fatto domanda ovunque, ma soltanto in un &lt;strong&gt;massimo di cinque sedi&lt;/strong&gt;, dove probabilmente ritenevano di avere qualche chance di conseguire una idoneità, sulla base di principi meritocratici. Correttezza avrebbe voluto che il nuovo sistema allargasse per loro la possibilità di presentare domande anche in altre sedi, riducendosi di fatto la probabilità di una selezione meritocratica.&lt;br /&gt;Se il ministro Gelmini non ha fiducia nell’accademia italiana, al punto che per punire una parte di comportamenti opportunistici è disposta a far saltare alla radice l’intero meccanismo di reclutamento, allora forse era meglio una soluzione proceduralmente molto meno onerosa: estrarre a sorte i vincitori da un elenco di potenziali candidati, purché questi soddisfacessero alcuni requisiti minimali: avere un dottorato, aver scritto e pubblicato qualcosa. La qualità media di questa selezione non sarebbe molto diversa da quella che il nuovo sistema sarà in grado di produrre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:#810081;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-2692105751602521233?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/2692105751602521233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-decreto-gelmini-seconda-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2692105751602521233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2692105751602521233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-decreto-gelmini-seconda-parte.html' title='Il decreto Gelmini (Seconda parte)'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SScb6GpIvoI/AAAAAAAAANU/KWchJBCfhMM/s72-c/Filippo+Cossetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5781209853006239256</id><published>2008-11-17T21:30:00.008+01:00</published><updated>2008-11-18T00:43:38.533+01:00</updated><title type='text'>Il decreto Gelmini (Prima parte)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSIAq31GgLI/AAAAAAAAAM8/1V__mwYKf5g/s1600-h/Gelmini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269775250518081714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 74px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSIAq31GgLI/AAAAAAAAAM8/1V__mwYKf5g/s200/Gelmini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Il decreto legge n. 180 del 10 novembre 2008 recante “&lt;strong&gt;Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca&lt;/strong&gt;” ha introdotto alcuni cambiamenti importanti nella normativa sulle politiche di gestione delle risorse umane.&lt;br /&gt;Cerchiamo di chiarire insieme qualche passaggio... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Lo spirito che ispira la manovra è complessivamente condivisibile, perché&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1.&lt;/strong&gt; rompe il principio del trattamento uniforme delle università&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2.&lt;/strong&gt; va incontro alle proteste studentesche che hanno caratterizzato la vita universitaria di molte sedi in queste settimane. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'articolo 1&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, disposizioni per il reclutamento nelle università e negli enti di ricerca, prevede infatti il &lt;strong&gt;blocco del reclutamento di ricercatori e docenti&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per gli atenei che superino il tetto del 90% delle spese di personale in rapporto al fondo di finanziamento ordinario&lt;/strong&gt;. Le stesse università non potranno usufruire dei fondi aggiuntivi previsti dalla Finanziaria 2007 per gli anni 2008-2009. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Viceversa&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;per le università&lt;/strong&gt; che hanno contenuto la spesa del personale &lt;strong&gt;al di sotto del limite fissato del 90% è previsto un allentamento del blocco del turn-over&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;dal 20 al 50% della spesa del personale uscito nell’anno precedente&lt;/strong&gt;, con l’ulteriore doppio vincolo che &lt;strong&gt;almeno il 60% delle risorse&lt;/strong&gt; così &lt;strong&gt;liberate sia riservato alle assunzioni di ricercatori e che al massimo il 10% delle stesse sia riservato alle assunzioni di professori ordinari.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Bene! &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;...&lt;/strong&gt;Tuttavia, in molti casi si tratta di una potenzialità più &lt;strong&gt;virtuale&lt;/strong&gt; che reale, in quanto molti atenei che attualmente soddisfano il tetto di spesa, sono in realtà molto vicini al limite, e in assenza di finanziamenti aggiuntivi a copertura degli adeguamenti obbligatori, sono esposti al rischio di superamento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il principio della differenziazione di trattamento delle università sulla base del loro comportamento pregresso ispira anche &lt;strong&gt;l’articolo 2:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;misure per la qualità del sistema universitario.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esso prevede infatti che &lt;strong&gt;una quota non inferiore al 7% del finanziamento ordinario e dei fondi straordinari venga ripartita sulla base di risultati legati alla attività didattica &lt;/strong&gt;(“qualità dei risultati dei processi formativi”), alla attività di ricerca (“qualità della ricerca scientifica”) &lt;strong&gt;e all’uso efficiente delle risorse utilizzate&lt;/strong&gt; (“la qualità, l’efficacia e l’efficienza delle sedi didattiche”).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bene!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...anche se la declinazione concreta degli indicatori che permetteranno di misurare questi aspetti è rinviata a un decreto ministeriale da emanarsi entro fine anno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il terzo articolo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, disposizioni per il diritto allo studio universitario dei capaci e dei meritevoli, &lt;strong&gt;incrementa di 65 milioni l’edilizia per residenze studentesche e di 135 milioni le borse di studio&lt;/strong&gt;, precedentemente ridotte in Finanziaria, riducendo contestualmente i fondi per le aree sottoutilizzate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Bene!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Su un punto, però, il decreto appare in palese contraddizione con lo spirito meritocratico che intende promuovere nelle università, premiando per la prima volta i comportamenti virtuosi (nella gestione di bilancio). Lo stesso articolo 1 va infatti a modificare una tantum le &lt;strong&gt;procedure di reclutamento del personale universitario&lt;/strong&gt;, sostituendo alle commissioni locali elette su base nazionale delle commissioni sorteggiate da una lista unica eletta su base nazionale, per un numero triplo dei membri richiesti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Interessati... magari entriamo nel dettaglio nel prossimo post.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E cmq, l'obiettivo di questo blog è quello di informare, capire e confrontarsi... dunque, spirito critico! Sotto a chi tocca!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A presto&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fil&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5781209853006239256?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5781209853006239256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-decreto-gelmini-prima-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5781209853006239256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5781209853006239256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-decreto-gelmini-prima-parte.html' title='Il decreto Gelmini (Prima parte)'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSIAq31GgLI/AAAAAAAAAM8/1V__mwYKf5g/s72-c/Gelmini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-1977858750520779889</id><published>2008-11-16T13:37:00.006+01:00</published><updated>2008-11-16T13:59:11.550+01:00</updated><title type='text'>G20: ok a piano azione per ridare fiducia a mercati</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSAXB-pLEmI/AAAAAAAAAMI/6sJCn5U2yf4/s1600-h/world-flags-02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269236886786478690" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 68px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSAXB-pLEmI/AAAAAAAAAMI/6sJCn5U2yf4/s200/world-flags-02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSAU6y7H8WI/AAAAAAAAAMA/Uku4iyLPL30/s1600-h/world-flags-02.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;''Un piano d'azione concreto e preciso per ristabilire la fiducia'': e' quanto hanno convenuto i paesi del &lt;strong&gt;G20&lt;/strong&gt;, che si sono dati tempo fino al 31 marzo prossimo per elaborare ''una lista iniziale delle specifiche misure da prendere , incluse le azioni prioritarie'' per rilanciare la crescita e stabilizzare i mercati. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ecco di seguito i punti principali del comunicato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PIU' COOPERAZIONE: ''Siamo determinati a rafforzare la nostra cooperazione per rilanciare la crescita mondiale e raggiungere le necessarie riforme nel sistema finanziario globale''. ''Gli sforzi'' per sostenere la crescita e stabilizzare i mercati devono proseguire'', si legge nel comunicato, dove si precisa che ''significative azioni'' per stabilizzare i mercati e sostenere l'economia sono gia' state prese. ''Ma c'e' bisogno di fare di piu' per stabilizzare i mercati e rilanciare la crescita''. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;RILANCIARE CRESCITA: ''Per affrontare il deteriormaneto delle condizioni economiche, servono politiche di ampio raggio, basate su una piu' stretta &lt;strong&gt;cooperazione economica&lt;/strong&gt;''. Per il rilancio della crescita dovremo: continuare nei nostri sforzi e assumere le azioni necessarie per stabilizzare il sistema finanziario; riconoscere l'importanza del sostegno che puo' arrivare dalle &lt;strong&gt;politiche economiche e fiscali&lt;/strong&gt;; utilizzare misure fiscali per stimolare la domanda nazionale; aiutare i paesi emergenti e in via di sviluppo e in questo contesto il ruolo del Fmi e' ''importante''; assicurare che Fmi e Banca Mondiale abbiano le risorse sufficienti; incoraggiare la Banca Mondiale e le altre banche dedite allo sviluppo a utilizzare tutta la propria capacita' per sostenere l'agenda dello sviluppo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;MERCATI FINANZIARI: Il G20 ha convenuto sulla necessita' di ''proposte concrete per la sorveglianza, la trasparenza e la regolamentazione dei mercati''. NUOVO INCONTRO: I leader del G20 si sono accordati per un nuovo incontro entro il 30 aprile al fine di verificare la messa in atto dei principi convenuti. A questo secondo vertice, che si svolgera' probabilmente a Londra, ne seguira' un terzo che, secondo quanto ha affermato il presidente francese Sarkozy, si svolgera' in Italia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PIU' PESO A PAESI EMERGENTI IN FMI: I capi di stato e di governo del G20 hanno convenuto di accrescere la rappresentativita' dei paesi in via di sviluppo sia nel Fondo Monetario Internazionale sia nella Banca Mondiale. Piu' in generale il G20 e' convenuto sulla necessita' di rivedere le strutture nate da Bretton Woods. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;CHIUDERE DOHA ROUND ENTRO ANNO: Il G20 chiede che sia raggiunto un accordo entro l'anno sul Doha Round.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Commenti...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;BUSH: Il presidente americano, al termine del G20, ha detto che gli Stati Uniti hanno rischiato di essere colpiti da una depressione ancora peggiore della Grande Depressione. ''Un incontro non puo' risolvere da solo i problemi di una crisi mondiale''. ''Questo puo' essere solo il primo passo in una serie di incontri'', ha detto ancora il presidente americano sottolineando che I leader del G20 hanno concordato di ''coordinare e modernizzare'' i loro sistemi finanziari per fronteggiare la crisi economica. Bush ha detto, parlando al termine dei lavori, che le maggiori economie del mondo ''riesamineranno le regole che governano la manipolazione dei mercati e i tentativi di frode''. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;DRAGHI: IN FUTURO FINANZA CON PIU' CAPITALE E REGOLE ''Si conferma la linea del rapporto del Fsf di aprile: il sistema finanziario del futuro dovra' avere piu' capitale e meno debito, piu' trasparenza e piu' regole''. Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Statbility Forum, Mario Draghi, commentando, a margine del vertice, le questioni delle regolamentazioni del G20.&lt;br /&gt;''Chiara divisione del lavoro fra il Financial Stability Forum e il Fondo Monetario Internazionale, secondo le linee indicate nella lettera congiunta'', ha spiegato Draghi, sottolineando la richiesta ''di allargare la composizione del Fsf per ampliare la legittimita' della raccomandazioni''. ''Si conferma la linea del rapporto del Fsf di aprile: il sistema finanziario del futuro dovra' avere piu' capitale e meno debito, piu' trasparenza e piu' regole'', aggiunge Draghi, spiegando che e' stata avanzata la richiesta ''al Fmi e al Fsf di un grande programma di lavoro, nel campo della sorveglianza per il Fmi e della regolamentazione per il Fsf. Parte di questo impegno - ha detto - e' gia' oggetto di lavoro da parte del Fsf''. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo le parole... largo ai fatti!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-1977858750520779889?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/1977858750520779889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/g20-ok-piano-azione-per-ridare-fiducia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1977858750520779889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1977858750520779889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/g20-ok-piano-azione-per-ridare-fiducia.html' title='G20: ok a piano azione per ridare fiducia a mercati'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSAXB-pLEmI/AAAAAAAAAMI/6sJCn5U2yf4/s72-c/world-flags-02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3639452001299256871</id><published>2008-11-14T17:18:00.004+01:00</published><updated>2008-11-15T12:07:08.372+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SR2nXv9BthI/AAAAAAAAAKk/HYwbvlSM-zM/s1600-h/imagesaaa.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 131px; height: 49px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SR2nXv9BthI/AAAAAAAAAKk/HYwbvlSM-zM/s320/imagesaaa.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268551165544609298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I dati confermano che l'attuale rallentamento, o recessione, non è solo un episodio congiunturale ma, almeno per l'Italia, è la continuazione di un trend negativo di crescita che ha cominciato a manifestarsi dalla metà degli anni Novanta.&lt;br /&gt;&lt;div class="sottotitolo p formatesto bottom2"&gt;&lt;p&gt;Dopo il 2000, l'incremento del Pil è trainato solo dall'aumento delle ore lavorate totali. La produttività mostra un andamento declinante nel biennio 2006-07. In contrasto con le molte illusioni sulla rinnovata capacità di innovare delle imprese italiane.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;         &lt;div class="div_testo"&gt;                   &lt;div&gt;&lt;p&gt;Con raro tempismo, in coincidenza con l’annuncio che l’economia italiana è in &lt;strong&gt;recessione&lt;/strong&gt;,&lt;a href="http://www.istat.it/"&gt; l’Istat pubblica &lt;/a&gt; ventiquattro tabelle che aggiornano le informazioni sulla crescita aggregata e settoriale dell’economia italiana fino al 2007. Alcuni dei dati più importanti sono riassunti nella tabella 1 riportata sotto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;       &lt;div class="clear"&gt; &lt;/div&gt;   &lt;/div&gt;                  &lt;div style="width: 100%;" class="immagine"&gt;      &lt;img src="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/daveri.1226598344.GIF" style="border-width: 0px; width: 455px; height: 352px;" alt="" /&gt;     &lt;/div&gt;                    &lt;p&gt;La tabella riporta dati relativi a tre periodi particolarmente significativi nell’attuale congiuntura, per l’economia italiana e per l’industria in senso stretto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella prima colonna, si trovano i dati sulla crescita del Pil, delle ore lavorate, del Pil per ora lavorata per il 2006-07, un biennio in cui la congiuntura economica positiva aveva fatto ben sperare molti.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nelle colonne (2) e (3) sono invece riportati i dati medi per periodi di tempo più lunghi, in modo da confrontare l’andamento delle variabili depurando il più possibile dall’effetto delle &lt;strong&gt;oscillazioni cicliche&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;CONFERME DAI DATI&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I dati della tabella confermano alcuni fatti noti sulla crescita economica italiana. L’attuale rallentamento o recessione non è solo un episodio congiunturale ma, almeno per l’Italia, è la continuazione di un &lt;strong&gt;trend negativo&lt;/strong&gt; di crescita che ha cominciato a manifestarsi con evidenza più o meno a partire dalla metà degli anni Novanta.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella tabella, i dati del 1992-2000 ci sembrano dati da età dell’oro: &lt;strong&gt;+2 per cento&lt;/strong&gt; di crescita del Pil e della produttività. Ma sono in realtà numeri assai più bassi di quelli registrati in Italia nei decenni precedenti. In questa luce, la ripresa 2006-2007 appare come una “ripresina”: nel 2006-07, anni in cui probabilmente l’economia italiana ha fatto meglio della “sua” media, il Pil è infatti cresciuto come nell’intero periodo 1992-2000, periodo che include anche la recessione del 1993. Vuol dire che la crescita sostenibile di lungo periodo per l’economia italiana è oggi probabilmente non lontana dall’&lt;strong&gt;1 per cento&lt;/strong&gt; annuo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La tabella ci indica anche che nel tempo è cambiata la &lt;strong&gt;natura&lt;/strong&gt; del processo di crescita dell’economia italiana. Nel 1992-2000, la crescita del Pil era uguale alla crescita della produttività del lavoro (Pil per ora lavorata), a sua volta per due terzi indotta da una crescita della &lt;strong&gt;produttività totale&lt;/strong&gt; dei fattori, cioè della rozza misura dell’efficienza che i macroeconomisti sono in grado di calcolare con i dati aggregati disponibili. Dopo il 2000, e anche nel 2006-2007, la crescita del Pil è invece solo trainata dalla crescita delle &lt;strong&gt;ore lavorate&lt;/strong&gt; totali.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infine, piuttosto sorprendentemente, il dato sull’importanza esclusiva dell’andamento delle ore lavorate per la crescita del Pil vale anche per l’industria nel suo complesso. Tutto ciò è in contrasto con molte delle osservazioni sentite negli ultimi anni sulla rinnovata &lt;strong&gt;capacità di innovare&lt;/strong&gt; delle imprese italiane nel biennio 2006-07. Se le imprese hanno ripreso a innovare, questo dovrebbe tradursi in buoni dati sull’andamento della produttività nel settore industriale. Invece, vediamo che la produttività mostra addirittura un andamento declinante nel biennio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;O i dati Istat sono gravemente sbagliati oppure la buona o eccezionale performance di qualche impresa italiana ha in questi anni nascosto problemi di non poca entità per la maggioranza delle altre. In ogni caso, temi di grande rilevanza per la politica economica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: LaVoce.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3639452001299256871?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3639452001299256871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/i-dati-confermano-che-lattuale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3639452001299256871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3639452001299256871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/i-dati-confermano-che-lattuale.html' title=''/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SR2nXv9BthI/AAAAAAAAAKk/HYwbvlSM-zM/s72-c/imagesaaa.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2124016633696354757</id><published>2008-11-12T15:07:00.003+01:00</published><updated>2008-11-12T15:20:58.681+01:00</updated><title type='text'>Crisi finanziaria: quali soluzioni?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SRrl8oIUZeI/AAAAAAAAAJM/bPgFvud5UPU/s1600-h/Draghi.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 104px; height: 104px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SRrl8oIUZeI/AAAAAAAAAJM/bPgFvud5UPU/s320/Draghi.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267775543890437602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cosa fare nell'immediato per far fronte alla crisi finanziaria, in particolare per la realtà italiana? Condivisibile il &lt;strong&gt;piano di emergenza&lt;/strong&gt; varato dai governi europei e dal governo italiano, soprattutto la scelta di articolare gli interventi per rassicurare i risparmiatori mediante&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; garanzie sui depositi&lt;/span&gt; e norme che consentano al ministero dell'Economia la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ricapitalizzazione di banche &lt;/span&gt;con inadeguatezza patrimoniale e di concedere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;garanzie alle banche&lt;/span&gt; per ottenere liquidità in situazioni di emergenza.  &lt;p&gt;LA SITUAZIONE DELL'INTERBANCARIO&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pur se si stanno già osservando degli effetti benefici (l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Euribor scende&lt;/span&gt;) è possibile che le misure adottate non siano sufficienti per riavviare alla normalità il mercato interbancario.&lt;br /&gt;L'Euribor è infatti ancora troppo elevato rispetto al tasso di rifinanziamento presso la Bce e il mal funzionamento del mercato interbancario crea ripetute &lt;strong&gt;carenze di liquidità&lt;/strong&gt; in un sottoinsieme non trascurabile di banche e eccedenze in altre. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eccedenze di liquidità&lt;/span&gt; che, per timore di default della controparte, vengono depositate presso l'eurositema anziché essere scambiate con chi ha deficienze. Di qui l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;elevato&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; spread dell'Euribor&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rispetto al tasso di rifinanziamento presso la Bce&lt;/span&gt; e la necessità di ripetuti e crescenti rifinanziamenti di importo molto elevato da parte della banca centrale, con il conseguente emergere, per gruppi significativi di banche, di carenza di titoli collaterali.&lt;br /&gt;Non si sono però ancora presentate in Italia situazioni di insolvenza come quelle osservate negli altri paesi europei, mentre il problema della deficienza di liquidità perdura e si trasmette all'economia reale tramite le restrizioni del credito e gli effetti dell'Euribor a tre mesi sui tassi bancari a breve e sui mutui a tasso variabile. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;PERCHÉ LE MISURE PRESE POTREBBERO NON ESSERE SUFFICIENTI&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le recenti misure adottate dal ministero dell'Economia con i decreti legge n. 155/08 e 157/08 potrebbero trovare un limitato utilizzo a causa della loro dichiarata applicazione in "gravi crisi di liquidità" e alla conseguente riluttanza delle banche di dichiararsi in &lt;strong&gt;grave crisi&lt;/strong&gt;. Quindi potrebbero non concorrere alla normalizzazione dell'interbancario. I&lt;/p&gt;&lt;p&gt;COSA SI PUÒ FARE?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nasce da qui la proposta forse prefigurata nel discorso del governatore della Banca d'Italia del 31 ottobre scorso, che le banche centrali nazionali modifichino le regole dell'interbancario concedendo &lt;strong&gt;garanzia diretta&lt;/strong&gt; alla controparte che offre liquidità sull'interbancario. &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Coordinando le garanzie dello Stato ai prestiti delle banche centrali nazionali, i prestiti di collaterali e la valutazione delle banche centrali nazionali sulla adeguatezza patrimoniale del sistema bancario nazionale, le banche centrali nazionali potrebbero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;assegnare adeguate linee di garanzia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ciò porterebbe a due benefici effetti: in primo luogo, a una &lt;strong&gt;normalizzazione&lt;/strong&gt; dell'interbancario riducendo gli interventi centrali. Secondariamente, si potrebbe ridurre l'attuale avversione delle banche a ricorrere agli strumenti eccezionali di &lt;strong&gt;ricapitalizzazione&lt;/strong&gt; statale perché si attenuerebbero i timori negativi sulla liquidità dell'annuncio di intervento.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il rischio è di fornire elevati incentivi di moral hazard che possono però essere limitati se questa misura è &lt;strong&gt;momentanea&lt;/strong&gt; e viene regolamentata in maniera precisa la successiva uscita dello Stato dalle banche e nel contempo viene rapidamente avviata la riforma delle regole del sistema finanziario per un ritorno ben regolato alla liberà di mercato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bye!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Lavoce.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-2124016633696354757?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/2124016633696354757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/crisi-finanziaria-quali-soluzioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2124016633696354757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2124016633696354757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/crisi-finanziaria-quali-soluzioni.html' title='Crisi finanziaria: quali soluzioni?'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SRrl8oIUZeI/AAAAAAAAAJM/bPgFvud5UPU/s72-c/Draghi.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3624318227448265915</id><published>2008-11-07T12:06:00.006+01:00</published><updated>2008-11-07T12:47:50.396+01:00</updated><title type='text'>Il sistema bancario europeo si è salvato (almeno per ora...)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SRQpHGcidTI/AAAAAAAAAJE/V0ZEFgwb1r8/s1600-h/euro.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 98px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SRQpHGcidTI/AAAAAAAAAJE/V0ZEFgwb1r8/s320/euro.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265879066269087026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;               Dunque, il sistema bancario europeo si è salvato (almeno per ora...) dal collasso grazie a un intervento concertato degli Stati membri dell’Unione Europea, deciso in un summit urgente dell’Eurogruppo, con la partecipazione del Regno Unito. &lt;div class="div_testo"&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Uno degli aspetti chiave dell’evoluzione del mercato bancario europeo dopo l’introduzione dell’euro è stata la tendenza alla concentrazione. Nella maggior parte degli Stati membri, le &lt;strong&gt;cinque banche principali&lt;/strong&gt; rappresentano oggi la quota preponderante delle attività, e questi campioni nazionali si sono evoluti in grandi gruppi bancari integrati su scala internazionale. Paradossalmente, si tratta di gruppi che sono “troppo grandi per fallire”, ma anche “troppo grandi per essere salvati” da un qualunque singolo governo nazionale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In ogni caso, se la &lt;strong&gt;capitalizzazione&lt;/strong&gt; di tutti questi istituti fosse stata adeguata, la loro crescita internazionale non avrebbe di per sé contribuito alla crisi attuale. Ma grazie alle condizioni monetarie e finanziarie favorevoli del primo decennio di vita dell’euro, i regolatori nazionali hanno consentito ai grandi gruppi bancari europei di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aumentare eccessivamente la leva finanziaria&lt;/span&gt;. Ciò ha messo in difficoltà le banche europee proprio nel momento in cui le condizioni finanziarie generali si sono improvvisamente deteriorate. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La situazione è tuttavia molto diversa da paese a paese.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I dati di seguito spiegano come le attività delle prime cinque banche inglesi rappresentino più di tre volte il Pil del Regno Unito, mentre quelle delle prime cinque italiane sono “solo” 1,3 volte il Pil del paese (questo spiega perché il governo inglese abbia insistito affinché gli altri Stati membri adottassero politiche simili alle proprie per la salvaguardia delle banche).&lt;/p&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;div class="div_testo"&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Prime cinque banche per Stato membro&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;strong&gt;Stato&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;strong&gt;   Attivi / PIL (%)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Francia&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   293&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Germania&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   165&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Italia&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   131&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Regno Unito&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   313&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: dati Bankscope.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche il grado di &lt;strong&gt;esposizione&lt;/strong&gt; immediata delle banche alle turbolenze dei mercati, che si può approssimare con l’inverso del &lt;em&gt;capitalization ratio&lt;/em&gt; (il rapporto tra capitale proprio e attività totali), cambia considerevolmente tra paesi. In &lt;strong&gt;Germania&lt;/strong&gt;, le banche sono poco capitalizzate rispetto al resto d’Europa, con solo 2,5 euro di capitale per ogni 100 euro di attivo. La capitalizzazione delle principali &lt;strong&gt;banche italiane&lt;/strong&gt; è circa il triplo: 7,4 euro per 100 di attivo.&lt;/p&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;strong&gt;Stato&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;strong&gt;    Own Equity / Attivi (%)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Francia&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   3.5&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Germania&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   2.6&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Italia&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   7.4&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Regno Unito&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   3.9&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma le differenze vanno oltre: la deregulation degli ultimi decenni ha prodotto ovunque una espansione delle attività bancarie e para-bancarie, anche se non dovunque con la stessa intensità.&lt;br /&gt;Il grafico  mostra come negli anni Settanta-Ottanta il comparto dell’&lt;strong&gt;intermediazione finanziaria&lt;/strong&gt; costituisse una piccola parte dell’economia, tra il 4 e il 5 %  anche negli Stati Uniti. Quello che si osserva in seguito è una divaricazione: la quota dell’intermediazione finanziaria sul Pil raddoppia fino a raggiunger quasi il 9 % negli Usa, mentre è stazionaria in Italia e Germania, dove rimane sempre tra il 4-5 % del Pil.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;       &lt;div style="width: 100%;" class="immagine"&gt; &lt;img src="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/gros_manzocchi.1225994045.GIF" style="border-width: 0px; width: 412px; height: 272px;" alt="" /&gt;     &lt;/div&gt;   &lt;/div&gt;     &lt;div class="div_testo"&gt;                                 &lt;div&gt;&lt;p&gt;L’intermediazione finanziaria ha potuto crescere così tanto per via della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;deregolamentazione&lt;/span&gt;, che tra l’altro ha consentito ad attori non bancari di svolgere funzioni tipicamente bancarie, spesso senza dover sopportare gli stessi vincoli regolatori. Al tempo stesso, le banche si sono dedicate ad attività diverse dal passato: di seguito vediamo come le grandi banche francesi e tedesche abbiano destinato ai prestiti una quota minore dell’attivo, mentre in Italia la quota restava attorno al 60 per cento.&lt;/p&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;strong&gt;Stato&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;&lt;strong&gt;    Prestiti / Attivi (%)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Francia&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   29&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Germania&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   23&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Italia&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   61&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="bottom"&gt;Regno Unito&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: center;" valign="bottom"&gt;   44&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: dati Bankscope.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Naturalmente, non tutta la “nuova finanza” è da rigettare: ad esempio, l’Italia è rimasta indietro nel &lt;em&gt;venture capital&lt;/em&gt;, con una raccolta di circa 2 miliardi nel 2004-06, rispetto ai 3 della Spagna, ai 5 della Francia ed ai 18 del Regno Unito (di cui nulla per la fase di start-up: si veda la tavola 2).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flussi di investimento di Private Equity (2004-2006)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;       &lt;div class="clear"&gt; &lt;/div&gt;   &lt;/div&gt;                  &lt;div style="width: 100%;" class="immagine"&gt;      &lt;img src="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/gros_manzocchi2.1225994283.GIF" style="border-width: 0px; width: 393px; height: 53px;" alt="" /&gt;     &lt;/div&gt;                    &lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fonte: European Private Equity &amp;amp; Venture Capital Association&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sistema para-bancario è finalmente emerso in questa crisi, e ha mostrato la sua rilevanza ‘quantitativa’...Ma gli eventi dell’ultimo anno mostrano che è molto &lt;strong&gt;fragile&lt;/strong&gt; .&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel prossimo futuro, il settore finanziario si dovrà progressivamente ritirare entro i confini del sistema bancario in senso stretto. E nell’ambito del sistema bancario si tornerà alle &lt;strong&gt;attività tradizionali&lt;/strong&gt;: raccolta di depositi, protetti da garanzie pubbliche, e prestiti al settore reale, ovvero imprese e famiglie. Il settore finanziario si contrarrà in alcuni paesi europei, come il Regno Unito e forse l’Irlanda, ma molto meno in altri, Italia inclusa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla prox!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;.&lt;br /&gt;Fonte: www.lavoce.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3624318227448265915?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3624318227448265915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-sistema-bancario-europeo-si-salvato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3624318227448265915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3624318227448265915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/11/il-sistema-bancario-europeo-si-salvato.html' title='Il sistema bancario europeo si è salvato (almeno per ora...)'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SRQpHGcidTI/AAAAAAAAAJE/V0ZEFgwb1r8/s72-c/euro.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4324315206966814238</id><published>2008-10-24T01:12:00.003+02:00</published><updated>2008-10-24T01:23:40.782+02:00</updated><title type='text'>La crisi Islandese...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SQEGxB_wg-I/AAAAAAAAAI0/lptmIjCYxoQ/s1600-h/iceland.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260493279164662754" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 106px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SQEGxB_wg-I/AAAAAAAAAI0/lptmIjCYxoQ/s320/iceland.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il collasso islandese&lt;/strong&gt; degli ultimi giorni non ha precedenti nella storia, almeno in tempo di pace, in quanto a rapidità e profondità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le quote delle ipoteche e di altri prestiti sono raddoppiate, i prezzi sono cresciuti più del 30%, quasi tutti i risparmi sono andati in fumo, gli stipendi sono congelati e si prevedono licenziamenti di massa. L’Islanda è la prima vittima del &lt;strong&gt;credit crunch&lt;/strong&gt;, e il suo catastrofico collasso dimostra l’importanza delle misure atte a contenere la crisi per evitare che quel che è successo nell’isola artica possa trovare spazio anche in altri paesi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli economisti sostengono che un ruolo fondamentale nel &lt;strong&gt;tracollo islandese&lt;/strong&gt; sia stato giocato dalla sua banca centrale. Il paese ha perseguito una politica monetaria basata sulla fissazione di un’inflation target, simile a quella posta in essere dalla Banca Centrale Europea. Questa strategia implica un aumento dei tassi di interesse quando l’inflazione si spinge al di sopra del target, e un taglio del costo del denaro in caso contrario. Una politica di questo tipo può risultare appropriata per le aree monetarie grandi, come l’eurozona, ma nel caso della minuscola Islanda ha prodotto risultati disastrosi perché ha alimentato enormi flussi speculativi di divise e forti incentivi all’indebitamento in divisa estera per i nuclei familiari locali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In virtù di tale processo, &lt;strong&gt;la divisa locale&lt;/strong&gt; ha subito un rapido &lt;strong&gt;apprezzamento&lt;/strong&gt;, dando agli islandesi una &lt;strong&gt;falsa illusione di ricch&lt;/strong&gt;ezza. Il risultato finale si è concretizzato in una bolla speculativa, con un tasso di cambio sempre più lontano da quello che sarebbe stato dettato dai fondamentali economici del paese, fino al momento in cui è arrivata l’inevitabile esplosione della bolla e la drammatica svalutazione della divisa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un ulteriore elemento negativo è stata la dimensione del settore finanziario. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le &lt;strong&gt;banche&lt;/strong&gt; islandesi possedevano &lt;strong&gt;attività e passività denominate in valute estere&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per un ammontare dieci volte superiore al Pil del paese&lt;/strong&gt;. In circostanze normali questo non dovrebbe costituire un problema, anche perché le banche locali presentavano ratio migliori rispetto ai diretti competitors europei ed una minore esposizione al rischio. Tuttavia, nell’ambito della crisi attuale, la solidità dei bilanci non è l’aspetto più importante. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quel che realmente importa è la garanzia implicita o esplicita che un governo può offrire alle banche per far fronte ai propri debiti e soddisfare il bisogno di liquidità. Pertanto, la dimensione dello Stato rispetto a quella del settore bancario costituisce un elemento fondamentale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La causa del collasso della corona islandese va ricercata nell’intento disperato degli speculatori di porsi in salvo in un momento di incertezza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma decisamente penalizzante è stata &lt;strong&gt;l’inadeguata risposta britannica&lt;/strong&gt; alla crisi del sistema bancario dell’isola. Il governo di Londra ha utilizzato la legislazione antiterrorista per rifarsi sugli assets delle banche islandese che godono di buona salute. Gordon Brown ha minacciato ripetutamente di confiscare tutte le attività islandesi in Gran Bretagna, senza fare distinzione tra assets statali, bancari e personali (appartenenti a persone che nulla hanno a che fare con la crisi). L’autentica tragedia è l’impatto sulle famiglie islandesi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tuttavia... la presenza di &lt;strong&gt;risorse naturali&lt;/strong&gt; e di una &lt;strong&gt;popolazione molto ben istruita&lt;/strong&gt; sono fattori che dovrebbero consentire all’Islanda di guardare al lungo termine con una certa dose di ottimismo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4324315206966814238?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4324315206966814238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/10/la-crisi-islandese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4324315206966814238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4324315206966814238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/10/la-crisi-islandese.html' title='La crisi Islandese...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SQEGxB_wg-I/AAAAAAAAAI0/lptmIjCYxoQ/s72-c/iceland.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-1234119617523818538</id><published>2008-09-17T09:11:00.002+02:00</published><updated>2008-09-17T09:41:30.641+02:00</updated><title type='text'>Due pesi e due misure...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SNC0leMxumI/AAAAAAAAAGE/lib1svzdoFc/s1600-h/lb.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SNC0leMxumI/AAAAAAAAAGE/lib1svzdoFc/s320/lb.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246892121741441634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Soldi pubblici per Fannie e Freddie e ricerca di un cavaliere bianco per Bear Stearns, mentre Lehman Brothers viene abbandonata al fallimento.&lt;br /&gt;&lt;div class="sottotitolo p formatesto bottom2"&gt;&lt;p&gt;Due pesi e due misure e un segnale contraddittorio nella ricerca di un equilibrio tra i bisogni di stabilità del sistema finanziario e i limiti all'intervento pubblico. Ma il perimetro del rischio si è drammaticamente allargato e bisogna mettere in campo nuovi strumenti per far fronte agli shock di liquidità. Soprattutto, definire criteri oggettivi per individuare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;chi &lt;/span&gt;salvare e secondo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quali &lt;/span&gt;modalità, per dare certezze al mercato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;                            &lt;div&gt;&lt;p&gt;Bisogna rassegnarsi: nonostante le polemiche sul fatto che alla fine a pagare sono i contribuenti, e che così facendo si corre il rischio di privatizzare i guadagni socializzando le perdite, &lt;strong&gt;Fannie e Freddie&lt;/strong&gt; andavano salvate: le interconnessioni con i mercati sono tali che un’insolvenza avrebbe avuto conseguenze disastrose, e non solo perché le obbligazioni sono finite nei portafogli di grandi investitori istituzionali e di molti operatori internazionali che avrebbero immediatamente sfiduciato tutto il sistema finanziario statunitense. Fannie e Freddie, infatti,  hanno anche rapporti con moltissime &lt;strong&gt;banche regionali&lt;/strong&gt; statunitensi impegnate nel settore dei mutui, e non ci si può permettere in un settore già duramente colpito dalla crisi dei subprime un effetto a catena dalle conseguenze imprevedibili, non solo sulle banche, ma anche sui mutuatari.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il segretario al Tesoro Paulson ha fatto bene quindi a intervenire, e ha fatto bene a non aspettare troppo tempo: uno dei problemi della Northern Rock, l’altro grande salvataggio degli ultimi tempi nel Regno di sua Maestà, è stata proprio l’esitazione delle autorità, accusate dalla successiva indagine parlamentare di essersi letteralmente “addormentate”, generando le ormai note e traumatiche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;file dei depositanti&lt;/span&gt; davanti agli sportelli. Probabilmente, le autorità dovranno fare un serio esame di coscienza sulle evidenti carenze nei controlli, dovute anche a un sistema di vigilanza talmente frammentato da mostrare enormi carenze.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma Fannie e Freddie rappresentano, nel panorama delle crisi, una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;novità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Finora, infatti, il salvataggio pubblico era esclusivamente riservato alle banche per tutelare i risparmiatori e per evitare la trasmissione dell’insolvenza da un istituto all’altro.  Ma Fannie e Freddie non sono banche, ma &lt;strong&gt;intermediari&lt;/strong&gt; che comprano mutui e si finanziano con l’emissione di obbligazioni: sono state salvate lo stesso perché il pericolo che dopo il primo crollassero tutti i mattoni del mercato, era reale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche &lt;strong&gt;Lehman&lt;/strong&gt; non è una banca commerciale, ma di investimento. Henry Paulson ha però deciso di non intervenire, lasciandola al suo triste destino, con un comportamento diverso da quello seguito per &lt;strong&gt;Bear Stearns&lt;/strong&gt;, dove invece si era abbondantemente foraggiato l’arrivo di un cavaliere bianco pronto a comprarsi la preda in default senza perderci troppi soldi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La ragione è semplice: non si vuole lanciare il&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pessimo messaggio&lt;/span&gt; che qualsiasi cosa succeda il salvataggio pubblico è comunque assicurato e che fallire è impossibile, altrimenti più che del pericolo di “azzardo morale” si potrebbe cominciare a parlare di libero azzardo che uccide il libero mercato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Due pesi e due misure, quindi, e un segnale contraddittorio nella ricerca di un  equilibrio tra i bisogni di stabilità del sistema finanziario e i limiti all’intervento pubblico.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come uscirne?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È fin troppo evidente la lezione delle vicende oltreoceano: il &lt;strong&gt;perimetro del rischio&lt;/strong&gt; si è drammaticamente allargato e pensare a gestire le crisi con gli strumenti classici utilizzati per le banche, come l’assicurazione ai depositi e il prestatore di ultima istanza, è ormai pia illusione.&lt;br /&gt;Bisogna inventarsi meccanismi attenti non più a singole categorie di intermediari che raccolgono risparmio tra il pubblico, ma a &lt;strong&gt;tutto il mercato&lt;/strong&gt; e mettere in campo nuovi strumenti per far fronte agli shock di liquidità. E, soprattutto, definire criteri oggettivi per individuare chi salvare e secondo quali modalità, per dare certezze al mercato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In un articolo di qualche giorno fa l’&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt; parlava di Fannie e Freddie come di un “inquietante precedente”: una volta iniziato con i mutui perché non le carte di credito e il credito al consumo? E perché allora non General Motors o la Ford?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Appunto. Bisogna tirare una linea, tracciare &lt;strong&gt;nuovi confini&lt;/strong&gt;: è questa la imprevista e difficilissima sfida che attende Autorità di vigilanza e banche centrali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fil&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: lavoce.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-1234119617523818538?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/1234119617523818538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/09/due-pesi-e-due-misure.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1234119617523818538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1234119617523818538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/09/due-pesi-e-due-misure.html' title='Due pesi e due misure...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SNC0leMxumI/AAAAAAAAAGE/lib1svzdoFc/s72-c/lb.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2346445688763755738</id><published>2008-08-08T16:52:00.005+02:00</published><updated>2008-08-08T17:04:28.940+02:00</updated><title type='text'>L’oro blu è diventato il nuovo petrolio, il business è stellare!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SJxfgT6_YQI/AAAAAAAAAF8/julqSKGY200/s1600-h/acqua.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5232161875805823234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SJxfgT6_YQI/AAAAAAAAAF8/julqSKGY200/s320/acqua.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La domanda d’&lt;strong&gt;acqua potabile&lt;/strong&gt; nel mondo è raddoppiata negli ultimi vent’anni, i consumi sono cresciuti con un tasso superiore all’aumento della popolazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Forniture, infrastrutture, ma anche &lt;strong&gt;strumenti finanziari&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;S’investe su tutto ciò che è legato alla parola «water». IShares, il fondo di Barclays, ha recentemente lanciato il primo Etf europeo di settore (iShares S&amp;amp;P Global Water). Altri Etf sono quotati a Wall Street e gli indici di riferimento rendono bene: il Palisade Water il 7%, il First Trust Ise Water il 14,5%. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un capitolo a parte meritano le acque minerali: un business nel business. Zenith International, società di consulenza, stima che nel 2011 il mondo ne berrà 250 miliardi di litri (l’Italia, già oggi, vanta la leadership nei consumi, con 360 litri procapite l’anno). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La corsa è aperta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In campo ci sono i grandi competitor, in primis Nestlè Waters, Danone, Coca-Cola, Pepsico. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La guerra è sui volumi, ma anche sul titolo di «best water», la miglior acqua da mettere a tavola. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una peculiarità sulla quale puntano in tanti, e che che vale anche una piccola follia (marketing a parte), come quella di «imbottigliare» un ghiacciaio. E’ la scommessa di Isbre Holding Corporation, una società di Montvale, nel New Jersey, che sta dando l’assalto agli scaffali americani ed europei con la «Isbre water», acqua minerale che commercializza come «la «migliore del mondo», forte delle analisi della Groundwater Analytical Inc., che l’ha attestata «purissima», in quanto caratterizzata da una minima presenza di componenti solide dissolte (4 parti per milione). Si tratta di &lt;strong&gt;acqua sub-artica&lt;/strong&gt;, che la società «pesca» da un fonte alimentata dall’Hardanger Joekulen, un ghiacciaio vecchio di 5 mila anni che si apre sull’omonimo fiordo, sulla costa occidentale della Norvegia (nella stessa zona si approvvigiona Isklar, altro marchio d’acqua d’alta gamma introdotta sul mercato inglese lo scorso aprile). L’Isbre - che in norvegese significa ghiacciaio - water viene imbottigliata e venduta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A quanto? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Su Internet &lt;strong&gt;12 bottiglie da un litro si acquistano a 19,85 dollari!!!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Qualche numero:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mercato delle bevande fuori casa segna il passo nell’estate della crisi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il bilancio dei primi 6 mesi del 2008 è negativo: -6%. Secondo un’ indagine del Consorzio Distributori Alimentari (16 mila esercizi) il calo maggiore nei consumi è al Nord, con -7,3% nel Nordovest e con -10% nel Nordest. Al Sud -4,4%, tiene il Centro con un +1,3%. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I canali più colpiti sono i bar (-7%) e i ristoranti (-6,1%); - 3,3% per i locali serali. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra i prodotti, precipitano nei bar e ristoranti gli sciroppi per cocktail (-22%), i «ready to drink» (-18,2%), gli aperitivi monodose (-10,2%), le bibite piatte (-9,3%) e le birre (-9,3%). Allarme anche per i vini: -9,3% nella ristorazione e -10,4% nei locali serali. Tiene l’acqua, che perde solo il 4%; gli energy drink crescono del 7,2%.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La domanda d’acqua potabile nel mondo è raddoppiata negli ultimi vent’anni, i consumi sono cresciuti con un tasso superiore all’aumento della popolazione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’oro blu è diventato il nuovo petrolio, il business è stellare!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-2346445688763755738?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/2346445688763755738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/08/loro-blu-diventato-il-nuovo-petrolio-il.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2346445688763755738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2346445688763755738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/08/loro-blu-diventato-il-nuovo-petrolio-il.html' title='L’oro blu è diventato il nuovo petrolio, il business è stellare!'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SJxfgT6_YQI/AAAAAAAAAF8/julqSKGY200/s72-c/acqua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-1973522797492029343</id><published>2008-07-17T15:32:00.003+02:00</published><updated>2008-07-17T15:50:14.209+02:00</updated><title type='text'>Fannie e Freddie.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_in6hL26e78Q/SH9ODHpsKOI/AAAAAAAAAF0/gDtpJl7saM0/s1600-h/ws.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_in6hL26e78Q/SH9ODHpsKOI/AAAAAAAAAF0/gDtpJl7saM0/s320/ws.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223979908273547490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fannie&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Freddie&lt;/strong&gt; sono due istituti di credito degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Vendono mutui immobiliari. Sono come &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ginger_and_Fred" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Ginger e Fred&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, ma non ballano su un set cinematografico. Danzano sul baratro del &lt;strong&gt;fallimento&lt;/strong&gt;. Le loro azioni sono crollate nel mese di luglio.&lt;br /&gt;In caso di bancarotta Fannie e Freddie lascerebbero un buco di &lt;strong&gt;5000 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;, la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;metà del debito pubblico americano&lt;/span&gt;. Dovrebbe intervenire lo Stato nazionalizzandole con un automatico aumento del costo del denaro e delle tasse(in Italia è come se fallisse contemporaneamente la maggior parte delle imprese quotate in Borsa!).&lt;br /&gt;Fannie deve rimborsare 216 miliardi di dollari entro un anno, Freddie un po’ di più, circa 291 miliardi. I soldi non ci sono. Per due motivi. Le &lt;strong&gt;rate dei mutui&lt;/strong&gt; non vengono più pagate e nessuno sottoscrive nuovi mutui.&lt;br /&gt;In sostanza il &lt;strong&gt;mercato immobiliare &lt;/strong&gt;non c’è più!&lt;br /&gt;La gente non ha più soldi e il costo del denaro è salito. Inoltre, il valore delle case è crollato e le banche sono piene di case ipotecate. Nella pancia dei bilanci delle banche ci sono ancora immobili valutati al valore precedente alla crisi dei “&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2007/08/golden_shit.html" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;subprime&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;”. Le banche non vogliono svalutare, alcune non se lo possono permettere, il loro valore azionario crollerebbe. Fannie e Freddie rappresentano uno &lt;strong&gt;tsunami finanziario&lt;/strong&gt; che in un modo o nell’altro arriverà da noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In Italia&lt;/span&gt; i prezzi degli immobili sono drogati da un cartello di società immobiliari. Il centro delle città &lt;strong&gt;non ha più scopi abitativi&lt;/strong&gt;, ma di lucro.&lt;br /&gt;Il prezzo degli appartamenti non ha alcun legame con la realtà. Le società immobiliari stanno da tempo, in uno strano silenzio dei media, perdendo il loro valore in Borsa. Da gennaio 2008 le prime nove società del settore hanno &lt;strong&gt;perso 2,4 miliardi di euro&lt;/strong&gt;, circa la metà della loro capitalizzazione. &lt;strong&gt;Pirelli Real Estate&lt;/strong&gt;, un po’ di più della media: il 57,82%. Il crollo del mercato immobiliare in parte c’è già stato, chi aveva un euro di azione a Natale, si ritrova con &lt;strong&gt;50 centesimi&lt;/strong&gt; prima delle vacanze estive.&lt;br /&gt;Il valore delle case è mantenuto alto in modo artificiale. Le grandi città sono invase da cartelli di vendita e di affitto e intanto si costruiscono sempre nuovi alloggi in periferia.&lt;br /&gt;La cosa strabiliante è che &lt;strong&gt;la crisi vera non è ancora arrivata&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti le banche a rischio fallimento sono circa 90. Una, Indy Mac, ha chiuso venerdì. Il terzo fallimento negli Stati Uniti per importanza del dopoguerra. Le &lt;strong&gt;file della gente&lt;/strong&gt; che ritirava i risparmi sono la fotografia della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Fannie e Freddie stanno arrivando...!&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: http://www.beppegrillo.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-1973522797492029343?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/1973522797492029343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/07/fannie-e-freddie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1973522797492029343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1973522797492029343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/07/fannie-e-freddie.html' title='Fannie e Freddie.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_in6hL26e78Q/SH9ODHpsKOI/AAAAAAAAAF0/gDtpJl7saM0/s72-c/ws.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-1123669624229387411</id><published>2008-07-07T14:24:00.002+02:00</published><updated>2008-07-07T14:33:29.376+02:00</updated><title type='text'>Il castello di carte Italia...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_in6hL26e78Q/SHIM7D7l2bI/AAAAAAAAAFs/L4WJS6ei6yA/s1600-h/castello.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_in6hL26e78Q/SHIM7D7l2bI/AAAAAAAAAFs/L4WJS6ei6yA/s320/castello.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220249126882892210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;castello di carte&lt;/strong&gt; Italia sta per cadere. Potrebbe avvenire in &lt;strong&gt;autunno&lt;/strong&gt;. Insieme alle foglie cadranno le carte, le imprese, i posti di lavoro. Il castello è stato costruito, una tessera alla volta, in più di vent’anni.&lt;br /&gt;L’Italia è stata spolpata dall’interno.&lt;br /&gt;Al suo posto ci sono le carte da gioco. Ora non sta più in piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I venti della recessione americana, delle truffe finanziarie, dai future ai subprime, del costo del denaro, dell’aumento del petrolio e delle materie prime stanno soffiando. Chi è in salute potrà guarire, chi ha già la &lt;strong&gt;broncopolmonite&lt;/strong&gt;, come l’Italia, finirà in ospedale o dal becchino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le imprese italiane stanno scomparendo, sono una specie in via di estinzione.&lt;br /&gt;Il sistema produttivo si sta desertificando sotto l’effetto serra dei partiti e delle lobby. &lt;strong&gt;245.843 aziende&lt;/strong&gt; hanno chiuso nel 2007. Il 22,5% delle piccole e medie aziende, che sono &lt;a href="http://www.lineaedppmi.it/01NET/HP/0,1254,5_ART_9014545193,00.html?lw=10012;1" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;sempre più a rischio&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; per il caro greggio. Le grandi aziende stanno anche peggio. Telecom Italia potrebbe licenziare &lt;a href="http://bellaciao.org/it/spip.php?article19946" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;20.000 persone&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, Alitalia &lt;a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=360:alitalia-lacrime-e-sangue-fino-ad-ottomila-esuberi&amp;amp;catid=42:appuntamenti&amp;amp;Itemid=160" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;8.000&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, la Fiat un numero a piacere. I posti a rischio sono 300.000. Le imprese che resistono sono sempre più indebitate. Sopravvivono grazie ai debiti con le banche, a fine 2007 sono arrivati a &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/07/imprese-debiti-sintesi.shtml?uuid=8bbdcb74-49a8-11dd-a982-7bc783a7745b&amp;amp;DocRulesView=Libero" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;780 miliardi di euro&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, in sette anni sono aumentati del 72,4%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani hanno gli &lt;strong&gt;stipendi più bassi &lt;/strong&gt;d’Europa, i costi per i servizi, dalla telefonia alle autostrade, mediamente più alti d’Europa. I precari sono ormai la normalità, stimati in circa sei milioni. I parlamentari hanno emolumenti più alti dei loro colleghi europei e si eleggono tra di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli industriali hanno &lt;strong&gt;privatizzato lo Stato&lt;/strong&gt; insieme ai partiti e si spartiscono i dividendi sui bisogni primari dei cittadini, dall’acqua, all’elettricità, ai rifiuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia è già in un’economia di guerra... l’emergenza è l’economia...Lo stipendio alla fine del mese. E' come una &lt;strong&gt;mongolfiera&lt;/strong&gt; che sta precipitando: isogna liberarsi di ogni peso, di ogni costo inutile. I dipendenti pubblici sono quattro milioni, più della &lt;strong&gt;popolazione dell’Irlanda&lt;/strong&gt;. Le imprese vanno liberate da uno stillicidio di tasse e di anticipi.&lt;br /&gt;I politici &lt;strong&gt;discutono del nulla&lt;/strong&gt;, ma il castello di carte cadrà e gli italiani cercheranno, come hanno sempre fatto nella Storia, i capri espiatori...&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Bye&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Fonte: http://www.beppegrillo.it/&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-1123669624229387411?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/1123669624229387411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/07/il-castello-di-carte-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1123669624229387411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1123669624229387411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/07/il-castello-di-carte-italia.html' title='Il castello di carte Italia...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_in6hL26e78Q/SHIM7D7l2bI/AAAAAAAAAFs/L4WJS6ei6yA/s72-c/castello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3266558435097097263</id><published>2008-06-25T13:10:00.002+02:00</published><updated>2008-06-25T13:49:32.467+02:00</updated><title type='text'>Crisi Subprime: to be continued...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SGIwudCKe5I/AAAAAAAAAFk/dcZlhnKRg6s/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SGIwudCKe5I/AAAAAAAAAFk/dcZlhnKRg6s/s320/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215784893074275218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrava sopita, ed era uscita dalle prime pagine dei giornali... Invece all’improvviso la tempesta dei subprime torna ad esplodere nel modo più violento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine della settimana scorsa in rapidissima successione da tutti i fronti sono arrivate notizie disastrose: mentre gli agenti dell’Fbi arrestavano in ogni angolo d’America decine di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;broker &lt;/span&gt;che avevano lucrato sui bond fabbricati con i mutui a rischio spacciandoli per pregiatissimi, la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Citigroup &lt;/span&gt;faceva sapere che per il trimestre che sta per finire dovrà contabilizzare nuove e impreviste perdite da brivido.&lt;br /&gt;Ma soprattutto, dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mercato immobiliare americano&lt;/span&gt; arriva la conferma che i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prezzi &lt;/span&gt;sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;in picchiata&lt;/span&gt;, e chissà quando si fermerà la caduta. E’ quest’ultima, in termini macroeconomici, la notizia più inquietante ... che si condisce di particolari sinistri! &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Interi quartieri,&lt;/span&gt; periferie un tempo pregiate, zone residenziali costruite con cura e addobbate con amore, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si presentano agli occhi dell’incredulo passante come uno sconcertante paesaggio di devastazione&lt;/span&gt;. Un tempo le case gli americani le bruciavano, adesso le scassano a picconate: quelle belle casettine di legno a colori pastello con la cassetta delle lettere al bordo del giardino e la bandiera a stelle e strisce sul porch (veranda), distrutte senza pietà. Quando gli veniva dato fuoco senza troppi complimenti, era per convincere un affittuario ad andarsene, come racconta Tom Wolfe nel Falò delle vanità romanzo paradigmatico sulla New York da bere degli anni ’80 oppure per incassare l’assicurazione o più spesso ancora per non pagare le tasse, che in molti Stati vengono sospese se la casa è impraticabile.&lt;br /&gt;L’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;usanza di sfigurarle a colpi di piccone, sfasciare i vetri, sfondare i muri&lt;/span&gt;, è invece più recente: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è la ritorsione contro la banca che pignora la casa perché non si è pagato il mutuo&lt;/span&gt;. Il padrone di casa sfrattato si vendica abbattendo il valore dell’immobile, e nel frattempo induce la banca a pensarci due volte prima di sfrattare l’amico parimenti in difficoltà.&lt;br /&gt;A Cleveland in Ohio, in un quartiere che si chiama Slavic Center e già evoca le scene della guerra in Bosnia, qualche giorno fa sono state contate 1.500 case in queste condizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi del mercato immobiliare è causa ed effetto insieme della crisi finanziaria che martirizza il sistema creditizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ha avviata la bolla dei subprime, i cui lati illegali stanno venendo alla luce in questi giorni con l’ondata di arresti in tutta l’America. E mentre arriva al redde rationem l’inchiesta che decine di procure hanno condotto in silenzio per tre mesi e mezzo, la crisi immobiliare si sta annodando su se stessa e vive il momento più difficile. Qualsiasi possibilità di soluzione, che pure in certi momenti era sembrata a portata di mano nelle ultime settimane, è rinviata a data da destinarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il peggio deve ancora venire», ha sentenziato giovedì scorso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Paulson&lt;/span&gt;, uno dei più scaltri gestori di hedge fund, che peraltro aveva fiutato il cattivo vento già due anni fa (con l’aiuto del suo superconsulente Alan Greenspan) e aveva scommesso al ribasso sui titoli basati sui subprime guadagnando con il suo&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; hedgefund Paulson &amp;amp; Co. &lt;/span&gt;(che oggi vale 33 miliardi) l’iperbolica somma di 6 miliardi di dollari nel solo 2007. Se ne è messi in tasca personalmente quattro, il maggior guadagno di sempre per un gestore di fondi, e questo mentre tutti gli altri perdevano e qualcuno architettava per salvarsi manovre che ora gli sono costate la galera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli ultimi dati sono scoraggianti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- I &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pignoramenti &lt;/span&gt;ordinati dalle banche per morosità sul mutuo (73.000 nel solo maggio contro i 28.548 del maggio 2007) sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aumentati &lt;/span&gt;negli ultimi 12 mesi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;del 158%&lt;/span&gt;. Ad oggi 1,3 milioni di famiglie, secondo i calcoli della Mortgage Bankers Association, sono rimaste vittima di una foreclosure dall’anno scorso.&lt;br /&gt;- I&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; prezzi delle case&lt;/span&gt; dall’aprile 2007 all’aprile 2008, stando all’indice di riferimento CaseShiller, sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;scesi del 14,1%&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;numero dei contratti di vendita&lt;/span&gt; è piombato del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;17,5%&lt;/span&gt;. In maggio, nella sola California 20mila famiglie hanno perso la loro casa, e altre 72mila sono in possesso di un documento di repossession notificatogli dalla sceriffo della contea.L’amministrazione statale guidata da Arnold Schwarzenegger è stata la prima ad approvare una misura d’emergenza: una multa fino a mille dollari al giorno contro chi per incuria non ripara i vetri o perfino trascura di tagliare l’erba del prato, che si applica a chiunque sia proprietario in quel momento, un inquilino moroso, una compagnia di mortgage, una banca. E a Providence, Rhode Island, è in discussione una norma comunale che impone una tassa del 10% sulle case vuote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dove arriverà la crisi?&lt;/span&gt; Le prospettive sono le più fosche.&lt;br /&gt;Ben oltre la discesa media, ci sono situazioni di sofferenza che sconcertano.&lt;br /&gt;A &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Palm Beach&lt;/span&gt;, in Florida, una delle comunità più opulente del mondo, celebrata da Miami Vice, i prezzi delle case sono scesi in media del 38% nell’ultimo anno. A &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Greenwich&lt;/span&gt;, Connecticut, sobborgo di lusso di New York, i prezzi scrive il sito specializzato Trulia.com sono in ribasso del 15%, e nella dorata Beverly Hills del 6%, con sfrattati di lusso come lo showman Johnny Carson (5 milioni di valore della casa) o l’excampione (e forse assassino della moglie) O.J.Simpson (4 milioni). Peggio sta andando nel molto più popolare sobborgo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wayzata&lt;/span&gt;, Minnesota, dove le case sono in ribasso del 28%, per non parlare della già ricordata città operaia di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cleveland&lt;/span&gt; oppure di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Las Vegas&lt;/span&gt;, , &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che registra cali intorno al 20% e fallimenti a catena di costruttori e immobiliaristi che proprio nella città del gioco vedevano la loro Mecca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il nome più illustre è quello di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Donald Trump&lt;/span&gt;, che non è proprio fallito ma è in perdita secca perché aveva poco brillantemente spostato i suoi interessi da New York nel Nevada. I libri in tribunale li ha invece già portati &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Harry Macklowe&lt;/span&gt;, un altro costruttore di New York celebre per aver comprato nel 2003 per 1,4 miliardi di dollari il General Motors Building sulla Fifth Avenue (angolo 59esima), uno dei simboli di Manhattan, e per averlo rivalutato fino a 2,7 miliardi (data dell’ultimo refinancing nel 2006). Ha però fatto il passo falso quando ha comprato altri sei grattacieli nel 2005, prendendo in prestito 7 miliardi di dollari che non ha saputo più restituire. A Chicago invece il tribunale l’ha conosciuto direttamente dalla parte della sbarra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tony Rezko&lt;/span&gt;, costruttore e intermediario, arrestato per bancarotta fraudolenta mettendo in forte imbarazzo Barack Obama di cui era un finanziatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il guaio è che prima che questa crisi cominciasse, nell’estate 2007, per undici anni il mercato non era andato altro che in salita, il che spiega la violenza del "botto" che sta azzerando i guadagni conseguiti in tanti anni. L’America era talmente abituata a considerare le case un mercato in perenne crescita che era nata una serie di reti televisive specializzate in questioni immobiliari. Una si chiama Tlc, che sta per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tender&amp;amp;love caring,&lt;/span&gt; la voce usata dagli immobiliaristi per indicare che la casa ha bisogno di una ripulitura (audience media: 700.000). Mandava in onda serial con titoli come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Flip that house&lt;/span&gt;, un altro gioco di parole che significa "cambiar casa in un battibaleno". Trovi un’occasione, la prendi al volo, dai pochi ritocchi e vendi all’istante, guadagno garantito.&lt;br /&gt;Niente più di tutto questo. E addio ai mutuilampo concessi via Internet senza controlli né garanzie, i prestiti "Ninja" (no income no job asset).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parziale eccezione a questo quadro disastroso è New York, anzi Manhattan.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;...ma casi isolate&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Dovunque altro ci si volti, a parte qualche raro caso isolato (vedi manhattan) il quadro è desolante.&lt;br /&gt;Per correggerlo, si muove l’amministrazione Bush, che ha rifinanziato le agenzie federali Freddie Mac e Fannie Mae per garantire i mutui ai meno abbienti. Poi ha cercato con la moral suasion di intervenire presso le banche perché siano più umane, peraltro con pochi risultati perché nel frattempo ha imposto alle banche stesse più rigidi ratio patrimonio/prestiti e gli istituti si sono rifatti sui clienti/mutuatari. Adesso sta provando ad impostare la tanto reclamata riforma dei sistemi finanziari, qualcosa di simile alla Sarbanes/Oxley che nel 2002, dopo lo scandalo Enron, riordinò la governance societaria.&lt;br /&gt;Ma è tardi: per una riforma del genere bisogna aspettare la nuova amministrazione. Solo che questa s’insedierà il 20 gennaio 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspettiamo e...  speriamo bene!&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Bye&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3266558435097097263?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3266558435097097263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/crisi-subprime-to-be-continued.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3266558435097097263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3266558435097097263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/crisi-subprime-to-be-continued.html' title='Crisi Subprime: to be continued...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SGIwudCKe5I/AAAAAAAAAFk/dcZlhnKRg6s/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2508096282061158125</id><published>2008-06-23T15:34:00.004+02:00</published><updated>2008-06-23T15:40:33.525+02:00</updated><title type='text'>Mutuo: vuoi detrarre gli interessi?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SF-mobn4_pI/AAAAAAAAAFc/ZaOxyBszvsw/s1600-h/mutuo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215070107058372242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 105px; TEXT-ALIGN: center" height="85" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SF-mobn4_pI/AAAAAAAAAFc/ZaOxyBszvsw/s200/mutuo.gif" width="136" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La documentazione da presentare nei Caf per ottenere le detrazioni sugli interessi passivi e oneri accessori dei mutui sarà molto più leggera grazie a un accordo stipulato fra Abi-Associazione bancaria italiana e Caf-Centri di assistenza fiscale.&lt;br /&gt;In un unico prospetto, comune per tutte le banche che aderiranno all'accordo, saranno indicati in otto punti i dati che renderanno più semplice il calcolo degli interessi. Tutto per agevolare l'acquisizione delle informazioni per beneficiare della detrazione di una quota degli interessi passivi e oneri accessori in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili.&lt;br /&gt;Il cliente insomma potrà chiedere alla banca per iscritto (anche tramite mail) l'attestazione che contiene le informazioni che potrà eventualmente e su richiesta inviata a casa.&lt;br /&gt;I dati contenuti nel prospetto che sarà unico per tutte le banche riguardano:&lt;br /&gt;1. la ragione sociale della banca&lt;br /&gt;2. la tipologia di finanziamento&lt;br /&gt;3. i/il nominativi/o dei/l mutuatari/io&lt;br /&gt;4. la data della stipula&lt;br /&gt;5. l'ammontare del finanziamento al momento della stipula e di tutti i costi pagati dalla banca&lt;br /&gt;6. il capitale residuo al 31 dicembre&lt;br /&gt;7. gli interessi passivi pagati nell'anno (al netto di eventuali contributi erogati da enti esterni)&lt;br /&gt;8. gli oneri accessori pagati nell'anno alla banca con un dettaglio degli oneri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non rientrano tutti i documenti che i contribuenti dovranno produrre per il calcolo della circolare 15/2005. Rimane l'obbligo di produrre quindi la documentazione che serve a dimostrare come è stato speso il mutuo erogato dall'istituto di credito (ad esempio per il rogito, atti di compravendita, imposte...).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La detrazione comunque spetta solo per l'acquisto dell'abitazione principale e le spese connesse ad essa e sarà possibile utilizzare il nuovo prospetto a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi (730/09). &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dunque, Abi e Caf hanno stipulato l'accordo: bene ... ma anche... "era ora"!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: economiaefinanza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-2508096282061158125?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/2508096282061158125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/mutuo-vuoi-detrarre-gli-interessi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2508096282061158125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2508096282061158125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/mutuo-vuoi-detrarre-gli-interessi.html' title='Mutuo: vuoi detrarre gli interessi?'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SF-mobn4_pI/AAAAAAAAAFc/ZaOxyBszvsw/s72-c/mutuo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-128721985987809560</id><published>2008-06-05T15:24:00.003+02:00</published><updated>2008-06-05T15:46:10.982+02:00</updated><title type='text'>Mediazione creditizia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SEfuACr6uFI/AAAAAAAAAFU/Ha3migkY_iE/s1600-h/mc.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SEfuACr6uFI/AAAAAAAAAFU/Ha3migkY_iE/s320/mc.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208393178565752914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quattro finanziamenti ipotecari su dieci sono concessi da intermediari&lt;div class="doc" lang="it"&gt;&lt;div class="sommario"&gt; &lt;div class="ln"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span&gt;Cresce il peso di agenti, promotori e mediatori creditizi nel mercato dei mutui immobiliari. Nonostante sia finito più volte nel mirino delle associazioni dei consumatori a causa dello scarso regime di trasparenza con cui vengono sottoscritti in alcuni casi i contratti, questo canale distributivo (alternativo al classico sportello bancario) detiene il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;37% della quota dei finanziamenti ipotecari &lt;/span&gt;(era il 35% nel 2003, fonte &lt;span id="U8016825659660lG" style="font-style: normal;"&gt;Assofin&lt;/span&gt;). Sommando a questo dato il 5% di prestiti concessi dalle banche online e il 3% intermediato online da siti specializzati, si ricava che quasi la metà dei mutuatari snobba oggi la filiale bancaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Come per un contratto stipulato direttamente in banca, anche quando ci si affida a un intermediario del credito - che può risultare utile al fine di accelerare la procedura per l’ottenimento del prestito - bisogna seguire una&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; serie di accortezze &lt;/span&gt;per evitare di pagare extra-commissioni (rispetto al 2-3% sul totale finanziato normalmente richiesto) e parcelle a fondo perduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span id="U801682565966dsD" style="font-weight: bold;"&gt;Verifica della professionalità.&lt;/span&gt; Il primo passo da compiere, quando ci si affida a un intermediario, sia esso un &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;mediatore creditizio&lt;/span&gt; (fra i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;91.964 &lt;/span&gt;iscritti all’albo dei mediatori) o un &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;agente finanziario&lt;/span&gt; (tra i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;55.156 &lt;/span&gt;iscritti nell’apposito elenco tenuto da Banca d’Italia), è di eseguire una verifica sulla professionalità del soggetto e su eventuali provvedimenti disciplinari a carico, consultabili al sito &lt;span id="U801682565966tnC" style="font-style: italic;"&gt;www.uic.it&lt;/span&gt;. (...resta il fatto che la professionalità è tutta da dimostrare perché oggi per acquisire la qualifica di intermediario finanziario è sufficiente un’autocertificazione di un diploma di scuola superiore). A tal fine si sta sollecitando il nuovo Governo ad approvare una legge che istituisca un esame di ingresso e preveda che il soggetto debba esibire garanzie patrimoniali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span id="U801682565966KBF" style="font-weight: bold;"&gt;Evitare di pagare acconti.&lt;/span&gt; Da tener d’occhio anche l’eventuale richiesta di prestazioni in anticipo, è infatti diffusa la prassi di chiedere un acconto. Sarebbe bene, invece, pagare la commissione solo dopo che la banca ha liquidato il prestito. Anche perché spesso l’acconto non è agganciato all’esito della prestazione e può andare a fondo perduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span id="U801682565966IuG" style="font-weight: bold;"&gt;I migliori intermediari.&lt;/span&gt; Nel fitto sottobosco dell’intermediazione creditizia ci sono soggetti qualificati che permettono anche di ottenere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;condizioni migliori &lt;/span&gt;rispetto a quelle praticate dallo sportello. Sarebbe opportuno prediligere gli operatori che addebitano le commissioni alle banche e non ai consumatori. Tra questi vi sono società molto serie, sia online che offline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span id="U801682565966mQF" style="font-weight: bold;"&gt;Pubblicità ingannevole&lt;/span&gt;. Un’altra regola base da seguire è evitare di rivolgersi a chi propone “prestiti lampo”, concessi nel giro di poche ore dalla richiesta. Il finanziamento viene accordato dall’istituto di credito e non dall’intermediario quindi... come fa quindi quest’ultimo a prevedere tempi così rapidi per la chiusura dell’istruttoria?.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, l'opera svolta dai mediatori creditizi, a genti e promotori finanziari è sicuramente utile se eseguita da persone qualificate ed in grado di svolgere un'attività di consulenza veramente efficace... ma questo vale per tutti i settori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un sistema dove l'offerta supera di gran lunga la domanda, dove l'arma della complessità è la strategia utilizzata per "annebbiare" la capacità decisionali dei consumatori... benvenga un buon "consulente", capace di guidare o anche solo indicare la via giusta...!&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Fil&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-128721985987809560?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/128721985987809560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/mediazione-creditizia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/128721985987809560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/128721985987809560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/mediazione-creditizia.html' title='Mediazione creditizia'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SEfuACr6uFI/AAAAAAAAAFU/Ha3migkY_iE/s72-c/mc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4901100348236831507</id><published>2008-06-03T12:36:00.003+02:00</published><updated>2008-06-03T12:54:06.981+02:00</updated><title type='text'>Situazione Alitalia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SEUfvyr6uEI/AAAAAAAAAFM/WmUbhFq8FF4/s1600-h/Ali.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207603450044135490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SEUfvyr6uEI/AAAAAAAAAFM/WmUbhFq8FF4/s320/Ali.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E così secondo il numero uno di Air France, Cyril Spinetta, per Alitalia ormai «serve l'esorcista». Può essere vero, ma ... penso valga la pena di ricordare come si sia arrivati alla situazione attuale. L'annuncio dell'intenzione di vendere la compagnia di bandiera risale al primo dicembre 2006. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A quell'epoca le casse dell'Alitalia erano ancora relativamente piene grazie ad un'iniezione di capitali (in maggioranza privati) pari ad un miliardo di euro, completata non più tardi di un anno prima grazie al cosiddetto «piano Cimoli», che aveva convinto un buon numero di investitori. Logico che un'Alitalia se pur con problemi strutturali ma adeguatamente rinforzata, presentasse una &lt;strong&gt;certa attrattiva&lt;/strong&gt;; inoltre &lt;strong&gt;l'economia internazionale andava a gonfie&lt;/strong&gt; vele e le aviolinee erano merce pregiata, basti pensare che nel corso del 2006 Lufthansa raddoppiò il proprio valore alla Borsa di Francoforte e in pochi mesi il prezzo dei titoli Iberia crebbe da 1.90 euro ad oltre 4. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Insomma, le condizioni per concludere una vendita in modo ottimale c'erano tutte&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ai numerosi interessati che si presentarono (undici, poi ridotti a cinque per la «fase due», notare: Air France non c’era) vennero però opposte &lt;strong&gt;condizioni lunari &lt;/strong&gt;e in parte indeterminate, per poi arrivare, una volta che tutti i pretendenti si furono ritirati, all'&lt;strong&gt;annullamento del bando&lt;/strong&gt; e alla fase della &lt;strong&gt;trattativa privata&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;...Ed ecco che magicamente appare Air France!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Trattativa pubblica no, privata, anzi privatissima sì. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;D'altra parte gli esorcismi non riescono bene sulla pubblica piazza: quelli semmai sono roba da santoni americani, qui da noi le cose è meglio farle ben nascosti da spesse tende. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fatto sta che dopo aver incenerito otto mesi favorevolissimi lo Stato regala all'esorcista francese quella che in gergo si chiama &lt;strong&gt;free call,&lt;/strong&gt; vale a dire un'opzione su Alitalia senza alcun vincolo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Air France&lt;/strong&gt; ovviamente usa benissimo il regalo, &lt;strong&gt;prende tempo&lt;/strong&gt; (anche perché nel frattempo i mercati stanno volgendo al brutto)&lt;strong&gt; e alla fine, complice l'esplosione del prezzo del petrolio e le borse in caduta libera propone un'offerta preliminare contenente molti punti a cui il governo aveva già detto no agli altri offerenti, quelli «veri», della gara ufficiale&lt;/strong&gt; (adesso però chissà come mai vanno bene) più altri, vessatori, in omaggio. Al momento poi di formalizzare la proposta definitiva l'offerta si è ormai mutata in una &lt;strong&gt;presa in giro&lt;/strong&gt;, con condizioni chiaramente irricevibili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Infatti dopo appena un mese dalla proposta-beffa, Air France se ne va senza nemmeno scusarsi per il disturbo e i piatti del banchetto, cortesemente offerto dai contribuenti, vengono lasciati da lavare guarda caso al nuovo esecutivo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;No, Alitalia non ha bisogno di un esorcista: &lt;strong&gt;l'Italia è lo stato turisticamente più appetibile del mondo&lt;/strong&gt;, abbiamo una posizione geografica unica, anche in uno scenario di alti costi del carburante Roma ha una posizione di hub naturale per l'intero Mediterraneo e per le aree del vicino oriente, in fermento proprio grazie al petrolio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se chi acquisterà Alitalia avrà davvero mano libera (e qui sta il difficile) potrebbe trovarsi fra le mani un tesoro!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stiamo a vedere come andranno le cose... da semplici spettatori... un pò delusi, un pò incuriositi... e anche preoccupati (per le conseguenze di eventuali soluzioni all'italiana)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La speranza è che il "decollo" riesca e (con il paracadute sempre sulle spalle) non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo all nostra compagnia di bandiera!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fil&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4901100348236831507?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4901100348236831507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/situazione-alitalia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4901100348236831507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4901100348236831507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/06/situazione-alitalia.html' title='Situazione Alitalia'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SEUfvyr6uEI/AAAAAAAAAFM/WmUbhFq8FF4/s72-c/Ali.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3436574613566298745</id><published>2008-05-30T12:28:00.003+02:00</published><updated>2008-05-30T14:04:56.886+02:00</updated><title type='text'>La situazione italiana...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SD_rdyr6uDI/AAAAAAAAAFE/chv9dZgGVyk/s1600-h/istat.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206138591318292530" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SD_rdyr6uDI/AAAAAAAAAFE/chv9dZgGVyk/s320/istat.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il 15% delle famiglie non arriva a fine mese, il 50% vive con 1.900 euro al mese&lt;/strong&gt;. Sono le famiglie in cui sono presenti figli minori e quelle composte da persone sole quelle più esposte a condizioni di disagio e più spesso in ritardo nei pagamenti. Il quadro emerge dal Rapporto annuale dell'Istat sulla situazione del Paese presentato alla Camera dei deputati. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il rapporto specifica che &lt;strong&gt;il reddito netto delle famiglie residenti in Italia nel 2005 é pari in media a 2.300 euro mensili&lt;/strong&gt;, inclusi gli effetti dei trasferimenti monetari - circa 700 euro al mese (se si includono i fitti imputati delle abitazioni - quasi 450 euro - il reddito netto mensile sale a 2.750 euro). Le famiglie in cui il principale percettore é una donna guadagnano, in media, il 27 per cento in meno rispetto alle altre. In particolare, le famiglie composte da donne anziane sole, nel 2005, hanno percepito un reddito netto medio inferiore ai 12 mila euro (995 euro mensili). Nel Paese coesistono realtà economiche e sociali solide ed avanzate, in alcuni casi di eccellenza, ma anche aree deboli e di vulnerabilità dei contesti settoriali e territoriali, delle imprese, delle famiglie, degli individui. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per rilanciare l'economia italiana sarebbero necessari «interventi energici» su &lt;strong&gt;consumi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;investimenti.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Ampia forbice fra i redditi di Nord e Sud.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Profonde e persistenti le differenze sul territorio: il reddito delle famiglie del Mezzogiorno è pari a circa tre quarti di quello delle famiglie del Centro-nord. Se nel calcolo del reddito si comprendono anche i fitti imputati, le differenze territoriali risultano addirittura maggiori. Le retribuzioni in Italia crescono decisamente meno che in altri paesi europei. In 10 anni, dal 1995 al 2006, le retribuzioni orarie reali sono aumentate infatti del 4,7% a fronte di una crescita cinque o sei volte più consistente registrata in Francia e in Svezia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Aumenta il peso dei mutui.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'onere dei mutui pesa molto sul portafoglio delle famiglie italiane. Il 13% delle famiglie sopporta gli oneri di un mutuo per l'abitazione di proprietà (erano il 12% nel 2004) e paga una rata (comprensiva degli interessi e della quota di rimborso del capitale) di 559 euro al mese. Rata che, mediamente, era di 469 euro nel 2004, con &lt;strong&gt;un'incidenza sul reddito salita dal 16,5 al 19,2 per cento&lt;/strong&gt;. Nel complesso, le spese per l'abitazione di queste famiglie "ammontano a 811 euro al mese (da 702 nel 2004), con un'incidenza sul reddito passata dal 24,7 al 27,9%". A pagare le conseguenze degli aumenti, per l'Istat, sono principalmente le coppie più giovani.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Disoccupazione in calo, ma aumentano gli inattivi.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Cala la disoccupazione, ma non aumenta significativamente il tasso di occupazione&lt;/strong&gt;: si allarga, semplicemente, l'area di inattività, spesso legato alla rinuncia a trovare un'occupazione. Secondo l'Istat nel 2007 coloro che si sono mostrati interessati a lavorare ma scoraggiati nella ricerca di un'occupazione sono stati quasi tre milioni, circa 318mila unità in più rispetto al 2004. Tra chi cerca lavoro comunque l'intensità della ricerca è maggiore a Centro nord rispetto al Sud. La ricerca del lavoro rimane prevalentemente affidata ai canali informali: conoscenti, amici e parenti cui ricorre il 76% dei disoccupati. Il ricorso ai centri per l'impiego e alle Agenzie per il lavoro riguarda circa un terzo dei disoccupati. Pochi inoltre coloro che trovano lavoro tramite i centri per l'impiego. Nel biennio 2005-07 il servizio pubblico è riuscito a collocare 95mila persone, solo il 4,1% di coloro che vi si sono rivolti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Cresce il numero degli immigrati.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cresce in maniera consistente il numero degli immigrati in Italia. Il «Rapporto annuale Istat», in base alle stime di gennaio 2008, registra la presenza di &lt;strong&gt;3,5 milioni, pari al 5,8% del totale&lt;/strong&gt; dei residenti. In crescita di 300mila unità i romeni per circa 300.000, che contribuiscono a portare alla metà del totale gli immigrati dai Paesi dell'Est europeo, sia comunitari che extracomunitari. Dopo i romeni (640.000), vengono gli albanesi (400.000), i marocchini (370.000), i cinesi (160.000) e gli ucraini (135.000). Gli stranieri residenti in Italia sono prevalentemente giovani o in età attiva: uno su cinque è minorenne, la metà ha fra i 18 e i 39 anni. Risiedono soprattutto nelle regioni dell'Italia settentrionale: il 36,3% nel Nord-Est, il 27,3% nel Nord-Ovest, il 24,8% nel Centro e l'11,6% nel Sud e nelle due Isole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Sistema delle imprese.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Negli ultimi 10 anni l'economia italiana è cresciuta meno rispetto alle maggiori economie europee. Nell'ultimo decennio la crescita del Pil in termini reali registrata nel Belpaese è in media dell'1,4% l'anno, mentre nell'Unione europea a 27 è del 2,5 per cento. La dimensione media delle imprese italiane, dove si registrano poco meno di 4 addetti, è la più bassa d'Europa anche se il lieve aumento (la media Ue a 27 è scesa a 6,5 addetti per impresa). Le performace migliori fra il 1999 e il 2005 si registrano nel settore manifatturiero, le peggiori nell'industria. Segnali di recupero dalle microimprese dell'abbigliamento, della lavorazione di minerali e della fabbricazione di radio e tv.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: ISTAT&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3436574613566298745?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3436574613566298745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/05/la-situazione-italiana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3436574613566298745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3436574613566298745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/05/la-situazione-italiana.html' title='La situazione italiana...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SD_rdyr6uDI/AAAAAAAAAFE/chv9dZgGVyk/s72-c/istat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4052544871434710861</id><published>2008-05-28T09:31:00.002+02:00</published><updated>2008-05-28T09:48:27.091+02:00</updated><title type='text'>...Le banche si sono commosse?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SD0OHyr6uAI/AAAAAAAAAEs/Jf0FmAduZVo/s1600-h/mutuo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SD0OHyr6uAI/AAAAAAAAAEs/Jf0FmAduZVo/s320/mutuo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205332271338010626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il ministero dell’Economia e l’Abi hanno raggiunto il 21 maggio un accordo sulla &lt;strong&gt;rinegoziazione dei mutui&lt;/strong&gt; a tasso variabile, che dovrà essere perfezionato in una convenzione. L’iniziativa è stata annunciata dal governo e dall’Abi con toni molto positivi, enfatizzando il fatto che le banche sarebbero disposte a farsi carico dei problemi di chi deve ripagare il mutuo sulla casa.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;QUATTRO CRITERI PER RINEGOZIARE&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Davvero le banche si sono commosse per i debitori in difficoltà? Non sembra. La bozza di accordo prevede che i mutui a tasso variabile sulla prima casa, stipulati entro il 1ºgennaio 2007, possano essere rinegoziati secondo i seguenti criteri:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(1) la rata variabile viene sostituita da un &lt;strong&gt;rata fissa&lt;/strong&gt;, calcolata in base al tasso d’interesse medio del 2006;&lt;br /&gt;(2) la differenza tra la rata prevista dal contratto originario (variabile) e quella del nuovo contratto (fissa) viene addebitata su di un nuovo conto (finanziamento accessorio), sul quale si paga un tasso pari all’interbancario + mezzo punto percentuale;&lt;br /&gt;(3) se in futuro i tassi d’interesse di mercato saliranno (o almeno non scenderanno), la durata del mutuo verrà allungata per consentire il rimborso del finanziamento accessorio;&lt;br /&gt;(4) se i tassi di mercato scenderanno, si potrà tornare all’originaria rata variabile.&lt;br /&gt;Quali saranno le conseguenze per chi aderirà alla rinegoziazione?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In sintesi: un beneficio immediato a fronte di un maggiore onere futuro. Le banche infatti non fanno &lt;strong&gt;nessuno sconto&lt;/strong&gt;, ma semplicemente consentono di &lt;strong&gt;rinviare&lt;/strong&gt; il pagamento di una parte degli interessi; si noti inoltre che sugli interessi dilazionati matureranno &lt;strong&gt;altri interessi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma vediamo in dettaglio gli effetti di ciascuno criterio di rinegoziazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La sostituzione della rata variabile con quella fissa ne determina una riduzione immediata : ciò consente al debitore un sollievo, mettendolo al riparo dal rialzo dei tassi d’interesse avvenuto negli ultimi due anni (per effetto dell’aumento dei tassi ufficiali Bce e delle tensioni sul mercato interbancario. L’effetto combinato della seconda e terza clausola è che l’onere complessivo degli interessi aumenta e viene spalmato nel tempo: quindi il debitore impiegherà più mesi/anni per “liberarsi” del mutuo.&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’effetto precedente potrà essere attenuato solo se i tassi di mercato evolveranno in modo favorevole, cioè scenderanno.        &lt;/p&gt;&lt;p&gt;CONCORRENZA VERA E PRESUNTA&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È chiaro quindi che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;solo chi è in grave difficoltà&lt;/span&gt; nel ripagare le rate correnti può avere una convenienza ad aderire alla rinegoziazione, ottenendo un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sollievo immediato&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pagando in futuro&lt;/span&gt;, s’intende).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per gli altri&lt;/span&gt; dovrebbe essere più conveniente cercare di ottenere condizioni davvero più favorevoli contrattando con altre banche e sfruttando la “&lt;strong&gt;portabilità&lt;/strong&gt;” introdotta dal decreto Bersani: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;solo dalla concorrenza tra le banche si può sperare di ottenere veri e duraturi benefici per le famiglie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Al contrario&lt;/span&gt;, l’accordo in questione sembra avere un forte impatto &lt;strong&gt;anti-concorrenziale&lt;/strong&gt;. Sul metodo è perfino inutile commentare: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si tratta di un accordo tra le banche, con la benedizione del governo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel merito&lt;/span&gt;, prevede condizioni uniformi da applicare sui mutui rinegoziati, limitando fortemente lo spazio per la concorrenza. Inoltre, l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allungamento della durata &lt;/span&gt;del mutuo può essere un veicolo per “legare” il cliente alla banca per un periodo di tempo più lungo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In conclusione, sembra quasi che l’accordo sia un modo per aggirare la portabilità dei mutui, la cui realizzazione è ostacolata dalle banche, come evidenziato dal recente avvio di un’istruttoria dell’Autorità antitrust. Esso offre infatti al cliente la possibilità di rinegoziare con la “sua” banca il mutuo, a condizioni apparentemente più favorevoli: si riduce così l’&lt;strong&gt;incentivo&lt;/strong&gt; a cercare attivamente presso altre banche condizioni veramente migliori.&lt;/p&gt;&lt;div class="sottotitolo p formatesto bottom2"&gt;&lt;p&gt;Quindi... Gli istituti di credito non fanno nessuno sconto, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;semplicemente consentono di rinviare il pagamento di una parte degli interessi&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E su quelli dilazionati matureranno altri interessi.&lt;/span&gt; Solo dalla concorrenza tra le banche si può sperare di ottenere veri e duraturi benefici per le famiglie.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;C'è ancora qualcuno che è convinto che  davvero le banche si sono commosse per i debitori in difficoltà con la rata del mutuo?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bye!!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fil&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: LAVOCE.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4052544871434710861?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4052544871434710861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/05/le-banche-si-sono-commosse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4052544871434710861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4052544871434710861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/05/le-banche-si-sono-commosse.html' title='...Le banche si sono commosse?'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SD0OHyr6uAI/AAAAAAAAAEs/Jf0FmAduZVo/s72-c/mutuo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-1833372159050994052</id><published>2008-05-09T14:33:00.004+02:00</published><updated>2008-05-09T15:24:48.207+02:00</updated><title type='text'>Laurea non più Laurea...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SCROZYnax_I/AAAAAAAAAEk/-g7czQCUYSM/s1600-h/laurea.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SCROZYnax_I/AAAAAAAAAEk/-g7czQCUYSM/s320/laurea.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198366067903875058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Appiattimento dei salari verso il basso e inadeguatezza del contratto nazionale. Aumento del gap con l'Europa sul fronte infrastrutturale. E' quanto evidenzia, tra le altre cose, il Rapporto Unioncamere 2008, presentato oggi a Roma.&lt;p&gt;La differenza di retribuzione lorda tra un impiegato diplomato o addirittura laureato e un lavoratore non qualificato con la licenza media - si rileva - è di circa 1.600 euro l'anno, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;poco più di 120 euro lordi al mese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo "appiattimento è il sintomo più evidente della scarsa attenzione al merito che caratterizza il mercato del lavoro nel nostro Paese", sottolinea Unioncamere rilevando, tra l'altro, che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i salari sono cresciuti meno che nel resto d'Europa perché più bassa è stata la crescita della produttività&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"I salari sono molto, troppo bassi e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;questo appiattimento può scoraggiare chi studia&lt;/span&gt;. E' un messaggio sbagliato", ha sottolineato il presidente di Unioncamere Andrea Mondello nel presentare il Rapporto.&lt;/p&gt; I dati non fanno certamente sorridere, al contrario dei commenti relativi agli stessi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più che di avere "studenti scoraggiati", ci dovremmo preoccupare di  creare strutture che indirizzino gli stessi in una scelta fondamentale:  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prima &lt;/span&gt;studiare significava  "sacrificare" un periodo di tempo della propria vita... con la prospettiva di recuperare il tutto (più gli interessi) grazie ad un buon lavoro che la laurea consentiva di trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Oggi &lt;/span&gt;è diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si studia quasi per routine, perchè lo fanno tutti... pur sapendo che i lavori a maggior margine di guadagno (almeno nel lungo periodo) sono proprio quelli più "umili",  che non necessitano di lauree, corsi post laurea o master... ma che che nessuno vuole fare e - per il semplice principio della domanda e dell'offerta - essendo scarsa la prima, la seconda lievita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soluzioni? Quì più che un post servirebbe un libro (o più di uno)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però la mia principale speranza è quella di un futuro con sistemi di istruzione (Superiori, Università, post-università) che aiutino a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;chiarire &lt;/span&gt;le idee ai ragazzi, piuttosto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;illuderli &lt;/span&gt;con promesse difficilmente realizzabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, il rischio è quello di veder diminuire (...precipitare?) il numero degli iscritti... e con essi qualche interesse verrà meno... ma i giovani (e anche le coscienze) ne sarebbero sicuramente riconoscenti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessi  vs  Riconoscenza.... chi vincerà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-1833372159050994052?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/1833372159050994052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/05/laurea-non-pi-laurea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1833372159050994052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/1833372159050994052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/05/laurea-non-pi-laurea.html' title='Laurea non più Laurea...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SCROZYnax_I/AAAAAAAAAEk/-g7czQCUYSM/s72-c/laurea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-6975951910040364017</id><published>2008-04-18T19:21:00.003+02:00</published><updated>2008-04-18T19:32:32.071+02:00</updated><title type='text'>Vincitori e vinti...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SAjbBmii2yI/AAAAAAAAAEc/cnriY455G5Y/s1600-h/elezioni.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SAjbBmii2yI/AAAAAAAAAEc/cnriY455G5Y/s320/elezioni.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190639391116286754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Ci vorranno mesi e molti più dati di quelli oggi disponibili per capire a fondo le ragioni del voto del 13-14 aprile. Sembra riflettere ansie diffuse, soprattutto al di fuori dei grandi centri urbani.  Chi ha vinto, ha saputo interpretarle meglio degli altri. Alla coalizione vincente spetta ora il compito difficile di rispondere alle aspettative degli elettori nell’unico modo possibile: rimuovendo i vincoli strutturali che si frappongono alla crescita della nostra economia da almeno 20 anni. Auguriamoci tutti che riesca in questo compito.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Può farcela: a differenza del governo uscente, il nuovo esecutivo avrà &lt;strong&gt;maggioranze solide&lt;/strong&gt; sia alla Camera che al Senato. Questo significa anche che non potranno essere accampate scuse in caso di insuccesso. Né sembrano esserci buchi di bilancio con cui prendersela. Al contrario, i dati sulle entrate fiscali fino a marzo documentano come stia continuando il recupero di base imponibile operato dal Governo Prodi. Il nuovo esecutivo non potrà tuttavia esimersi dal completare l’opera di risanamento, che richiede una riduzione di circa due punti del rapporto fra &lt;strong&gt;spesa pubblica&lt;/strong&gt; e Pil.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Più che i vincoli europei, conta oggi il giudizio dei mercati.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’ampliarsi dello &lt;strong&gt;spread&lt;/strong&gt; nei rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi testimonia quanto la crisi in atto sui mercati finanziari rende particolarmente vulnerabile il nostro paese a un downgrading da parte dei mercati, prima ancora che delle agenzie di rating.&lt;br /&gt;Sono tre le sfide più impegnative che attendono il primo anno della nuova maggioranza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;IL FEDERALISMO FISCALE&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La prima riguarda il federalismo fiscale. Due movimenti territoriali – la Lega Nord e il Movimento per l’autonomia di Lombardo – hanno dato un contributo fondamentale alla vittoria elettorale. Da loro dipendono le maggioranze sia alla Camera che al Senato.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;Lega&lt;/strong&gt; chiede un federalismo fiscale che non concede nulla ai trasferimenti alle regioni del Sud: nel suo programma il 90 per cento dei gettiti dei tributi erariali dovrebbe rimanere nei territori che li generano. Paradossalmente un esecutivo che ha promesso di affrontare il nodo del federalismo fiscale inaugurerà le proprie attività con l’abolizione totale dell’&lt;strong&gt;Ici&lt;/strong&gt;, l’unica vera tassa locale oggi esistente. Auguriamoci che non si continui con il federalismo all’italiana, decentramento di capacità di spesa e accentramento di prelievo, quello che ci porta oggi a destinare un quarto del bilancio dello Stato ai trasferimenti a regioni ed enti locali. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;LA LEGGE ELETTORALE&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La seconda sfida riguarda la legge elettorale. Fra un anno ci sarà il referendum. I sostenitori, sin qui nascosti, del Porcellum escono finalmente allo scoperto. La legge sta funzionando molto bene per la Lega (lo sbarramento regionale all’8 per cento sembra fatto apposta per lei). Lo stesso Berlusconi, forse sotto la pressione della Lega, si è detto pronto ad andare al referendum difendendo questa legge elettorale.&lt;br /&gt;Eppure il significato del &lt;strong&gt;referendum&lt;/strong&gt; non si è perso col voto.È una legge che non permette la selezione e il rinnovamento della classe politica: dal voto emergerà un Parlamento con un quinto di donne e solo 42 deputati con meno di 35 anni. I nuovi entranti non hanno un titolo di studio più elevato di chi era già in Parlamento. Sono 6 i condannati in via definitiva che entrano alla Camera. Vedremo, a fine legislatura, se si è davvero ridotto il numero dei gruppi parlamentari. Prima del Porcellum erano otto ed è questa, dunque, la soglia con cui confrontarsi. Il voto ci dice anche che gli italiani vogliono partecipare.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;partecipazione al voto&lt;/strong&gt; è tornata ai livelli del 2001: non c’è stata nessuna fuga dalla politica. Ma gli italiani vogliono anche tornare a esprimere preferenze, non intendono più firmare assegni in bianco ai segretari dei partiti. I sondaggi condotti dopo il voto dicono che due terzi degli italiani vogliono cambiare la legge elettorale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;RECUPERO DELL'EVASIONE&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nuovo governo non può permettersi di buttare al vento i risultati ottenuti dall'esecutivo di Prodi nel recupero di evasione fiscale. È la terza sfida decisiva che attende questo governo. Non sarà facile dare agli italiani un segnale diverso dal &lt;strong&gt;lassismo fiscale&lt;/strong&gt; con Giulio Tremonti al dicastero dell’Economia e sfatare la tradizione che vede le entrate calare, anche a parità di aliquote, durante i governi Berlusconi.&lt;br /&gt;I temi economici sono, dunque, destinati a essere decisivi nel cammino del nuovo esecutivo. Speriamo che anche la nuova opposizione li segua da vicino dopo averli colpevolmente trascurati in campagna elettorale. Incomprensibile il suo silenzio sul federalismo (su cui aveva compito facile nell’illustrare come il programma elettorale del “principale esponente dello schieramento avverso” tagliasse pesantemente i trasferimenti alle regioni più povere) e sull’immigrazione. Paradossale che il centrodestra sia riuscito a dare un segnale di svolta nelle &lt;strong&gt;politiche sugli immigrati&lt;/strong&gt; quando i flussi vengono ancora gestiti con la legge Bossi-Fini. Certo la passata legislatura ci ha messo di suo con l’&lt;strong&gt;indulto&lt;/strong&gt;, che ha incoraggiato l’immigrazione dei criminali. Non sembra casuale che gli italiani, col voto di domenica e lunedì, abbiano voluto premiare soprattutto i due partiti, Italia dei valori e Lega, che si sono opposti all’indulto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="sottotitolo p formatesto bottom2"&gt;&lt;p&gt;Dunque, c'è un netto vincitore in queste elezioni. Ha saputo, meglio di altri, interpretare ansie diffuse sul territorio, soprattutto al di fuori dei grandi centri urbani. Per rispondere alle aspettative dei propri elettori dovrà per forza di cose rimuovere i vincoli che da ormai vent'anni rallentano la crescita del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Auguriamoci tutti che ci riesca, completando anche l'opera di risanamento dei conti pubblici, indispensabile perché la turbolenza nei mercati finanziari non ci penalizzi. Ci vogliono circa due punti in meno nel rapporto fra spesa pubblica e Pil.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Federalismo fiscale, legge elettorale e recupero dell'evasione fiscale sono le tre sfide più impegnative del primo anno: al lavoro!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: LaVoce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-6975951910040364017?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/6975951910040364017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/vincitori-e-vinti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6975951910040364017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6975951910040364017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/vincitori-e-vinti.html' title='Vincitori e vinti...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SAjbBmii2yI/AAAAAAAAAEc/cnriY455G5Y/s72-c/elezioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-6586618385227220358</id><published>2008-04-13T20:18:00.006+02:00</published><updated>2008-04-23T15:11:42.359+02:00</updated><title type='text'>Il "meno peggio"...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SAJPvWii2xI/AAAAAAAAAEU/CtLmwPWzASY/s1600-h/vota.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188797395607149330" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SAJPvWii2xI/AAAAAAAAAEU/CtLmwPWzASY/s320/vota.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' un modo d dire, un pensiro, un "luogo comune" che mai come in questo periodo di elezioni sento ripetere... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Peccato! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Peccato per chi ci crede, per chi ha lottato, per chi ancora spera che il sistema politico italiano, preso come esempio (negativo, ndr) da più parti nel mondo, riesca finlmente a mantenere almeno una parte delle inumerevoli promesse fatte... come da copione!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con l'occasione, riporto un post di Beppe Grillo... Buona lettura!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il meno peggio è figlio del peggio. E’ una sua creatura. Senza il peggio non potrebbe esistere il meno peggio. Il peggio è il punto di riferimento dell’italiano, gli serve da orientamento. L’italiano cerca sempre di migliorare rispetto al peggio, il meno peggio è un salto di qualità. L’italiano sceglie il dentista meno peggio, legge il giornale meno peggio, ascolta la trasmissione televisiva meno peggio, lavora per la società meno peggio, vota per il partito meno peggio, si fa operare nell’ospedale meno peggio, mangia nel ristorante meno peggio, guida per la strada meno peggio, telefona con la compagnia meno peggio, respira l’aria meno peggio, abita nell’appartamento meno peggio, usa il notaio meno peggio, si fa seppellire dalle pompe funebri meno peggio nella tomba meno peggio.Il peggio è il miglior alibi dei meno peggio. Piuttosto del peggio è sempre meglio il meno peggio. Meglio dell’Alitalia, di Testa d’Asfalto, della Telecom Italia, della RAI può fare chiunque. Senza il peggio chi avrebbe votato D’Alema, viaggiato Air One, ascoltato Rete 4 o telefonato con Wind? Però… c’è un però: perché si deve scegliere tra il peggio e il meno peggio? Perché questo ricatto? Io non voglio una vita meno peggio. La pretendo normale, anzi la voglio bella, ottima, eccellente. Forse non ci riuscirò, ma devo, ho l’obbligo, di provarci.Il meno peggio ci ha portato l’indulto, l’inciucio, i condannati in Parlamento, gli inceneritori, la Campania-Chernobyl, Mastella ministro della Giustizia, un debito pubblico di 1630 miliardi di euro, la crescita economica più bassa d’Europa, il precariato, l’informazione imbavagliata, una legge elettorale incostituzionale, la Forleo e De Magistris trattati come dei criminali. Tutto figlio del meno peggio. Il peggio e il meno peggio sono come due fratelli siamesi. Inseparabili dalla nascita. Se uno muore, l’altro lo segue subito.Il miglior elettore dello psiconano è stata la sinistra di D’AlemaViolanteFassinoLaTorre e di Topo Gigio che, novello leader, lo invita pubblicamente a definire insieme la nuova legge elettorale escludendo gli alleati di Governo. Il miglior elettore dei diessini-diossini, ora pidini, è Testa d’Asfalto. Senza di lui come potrebbero giustificare la loro esistenza? E’ da 15 anni che il peggio è il loro cavallo di battaglia. 15 anni di continuo sprofondare dell’Italia, di decisioni mai prese contro il peggio. Ma cosa potevamo aspettarci di diverso? Peggio o meno peggio, sempre peggio è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un video interessante ed "inquietante"...? &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=nmrPgX5WUCs"&gt;Clicca quì&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-6586618385227220358?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/6586618385227220358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/il-meno-peggio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6586618385227220358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6586618385227220358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/il-meno-peggio.html' title='Il &quot;meno peggio&quot;...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SAJPvWii2xI/AAAAAAAAAEU/CtLmwPWzASY/s72-c/vota.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-5355697986340628187</id><published>2008-04-08T14:55:00.003+02:00</published><updated>2008-04-08T16:11:21.201+02:00</updated><title type='text'>Allarme Ecofin</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_ttkrZ2-FI/AAAAAAAAAEM/lAbh4txWAQo/s1600-h/ecofin.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_ttkrZ2-FI/AAAAAAAAAEM/lAbh4txWAQo/s320/ecofin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186859872741161042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I rischi nei mercati finanziari sono aumentati in misura significativa e i tassi 'forward' indicano l'aspettativa che le tensioni persisteranno minimo fino alla conclusione dell'anno.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;È sulla base di tale analisi che l'Ecofin ritiene &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prematuro parlare&lt;/span&gt; di svolta o &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di ritorno alla normalità&lt;/span&gt; nonostante la recente ventata di ottimismo raccolto dalle Borse.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quattro &lt;/span&gt;i pericoli principali secondo il Comitato economico e finanziario Ue in cui sono rappresentati i governi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Primo, la propagazione dello &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stress di liquidità&lt;/span&gt; e il livello di concentrazione nei mercati monetari e nei mercati obbligazionario ed equity.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo, l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;estensione delle perdite&lt;/span&gt; nei settori bancario e assicurativo e i livelli di adeguatezza del capitale alla luce della disponibilità e del costo di nuovo capitale e dell'impatto sui bilanci.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il terzo pericolo ha a che fare con le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;difficoltà di alcuni 'private equity' e 'hedge funds' &lt;/span&gt;con possibili effetti di contagio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il quarto proviene dall'industria assicurativa monoline (&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;compagnie assicuratrici che forniscono garanzie ad un tipo particolare di clienti: gli investitori in obbligazioni. In cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie&lt;/strong&gt;) con l'impatto sui rating e i collaterali.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al centro dell'attenzione le banche: i dati dei grandi gruppi dell'eurozona indicano che il calo del reddito, al netto delle imposte dovuto alle turbolenze, ammonterebbe a circa 22 miliardi di euro (cifra che potrebbe più che raddoppiare se si tenesse conto delle grandi istituzioni Ue extra eurozona). A febbraio l'Fmi indicava che le perdite globali ammontavano a 190 miliardi di dollari. Attualmente resta diffusa l'incertezza sulla scala e sulla distribuzione di ulteriori perdite mentre continua ad aumentare lo scarto tra le perdite stimate e quelle dichiarate.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="t2"&gt;Gli effetti di contagio nei mercati diversi da quello &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;subprime &lt;/span&gt;(proprietà co&lt;/span&gt;mmerciale, bond, credito al consumo e più recentemente assicurazioni e hedge funds) si sono intensificati e possono costituire ulteriori problemi per i bilanci. Inoltre, non può essere esclusa una potenziale insolvenza di una importante controparte nei mercati "credit default swap" e nei mercati non regolamentati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fondi assicurativi e pensione&lt;/span&gt; le esposizioni al rischio ai subprime appaiono essere piuttosto basse. Per il settore monoline i problemi emersi negli Usa possono invece continuare a costituire un rischio importante per la stabilità finanziaria nella Ue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le prospettive dell'industria che assicura i bond restano una preoccupazione dati i cambiamenti annunciati nei metodi di rating: ribassi delle valutazioni delle monoline potrebbero comportare effetti a catena nel più ampio mercato obbligazionario...&lt;/p&gt;Staremo a vedere se, nonostante il positivo andamento delle Borse nella scorsa settiamna, è effettivamete troppo presto per parlare di "ritorno alla normalità"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: MilanoFinanza&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-5355697986340628187?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/5355697986340628187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/allarme-ecofin.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5355697986340628187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/5355697986340628187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/allarme-ecofin.html' title='Allarme Ecofin'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_ttkrZ2-FI/AAAAAAAAAEM/lAbh4txWAQo/s72-c/ecofin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-302300555581748517</id><published>2008-04-03T10:28:00.004+02:00</published><updated>2008-04-03T10:40:40.869+02:00</updated><title type='text'>Statistiche false, disoccupazione vera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_SXabZ2-EI/AAAAAAAAAEE/oqX7QPp-qjM/s1600-h/dis.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_SXabZ2-EI/AAAAAAAAAEE/oqX7QPp-qjM/s320/dis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184935551298893890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’Italia ha gli &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;stipendi più bassi d’Europa&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; (fatta eccezione per qualche Paese dell’Est). Chissà da cosa dipende? Forse dalla legge della domanda e dell’offerta? E' quando c’è poco lavoro, infatti, che i salari diminuiscono. E allora l’Italia dei &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;(quasi) tutti occupati&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; e degli &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;stipendi da fame&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; come si spiega? Il &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;tasso di disoccupazione del 6,1%&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; nel 2007 è vero o è falso? Dipende… Statisticamente è vero, praticamente è falso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I politici e l’informazione devono &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;difendere la legge 30&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;.  La legge Maroni , l’ex ministro del lavoro che protegge solo i lavoratori di Malpensa nel suo feudo elettorale di Varese. Gli altri li precarizza! E' sufficiente guardarsi intorno per vedere che non c’è lavoro, per sapere che i precari aumentano, per capire che i soldi non bastano per arrivare a fine mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6,1% di disoccupazione è falso. Il &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;professor Gallegati&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; lo spiega nella sua &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;lettera&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che riporto integralmente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"In "Schiavi Moderni" &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;il legame tra flessibilità ed occupazione è dimostrato essere falso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;. Quello che dovrebbe far riflettere politici ed economisti è che la storia dimostra che quando una merce è scarsa il suo prezzo aumenta. Perchè i salari italiani sono tra i peggiori d'Europa se la disoccupazione è così bassa? I salari in Italia non sono bassi per colpa del fisco, ma per &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;un lavoro che non c’è&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ci spiega Mondragone dell'&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.isfol.it/"&gt;ISFOL&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;“In un mercato del lavoro duale (15% di occupati precari), la presenza di lavoratori &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;atipici mal pagati&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; contribuisce all'azione calmierante delle tensioni nel mercato del lavoro, alimentando un &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;esercito di riserva interno&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;, ovvero si è creato un sistema di sottomissione contrattuale di un 15% di lavoratori che altrimenti avrebbe sostenuto rivendicazioni (in primis salariali) che invece in questi anni sono state estremamente modeste e largamente inferiori a quelle dei paesi europei.” Altro che favorire l'inserimento lavorativo dei giovani!&lt;br /&gt;Statisticulation (manipolazione statistica al fine di spacciare il falso col vero), è un neologismo che Darrell Huff introdusse oltre 50 anni fa in: “&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mentire_con_le_statistiche"&gt;How to lie with statistics&lt;/a&gt;” (Come mentire con la statistica). E’ un libro pieno di esempi sul come ingannare “scientificamente” le persone: grafici di dubbia validità, figure riportate a metà, campioni viziati, risultati inaffidabili etc... Non saper leggere le statistiche è un problema di ignoranza, ma travisarne il significato per avallare interpretazioni false (è quello che stanno facendo i politici e la grancassa dell’informazione schierata) da cui far discendere decisioni di politica economica che incideranno nelle vite dei nostri figli e delle nostre è irresponsabile, e per giunta esser trattati da cretini non ci va più.&lt;br /&gt;Secondo l’ISTAT, la disoccupazione nel  2007 in  Italia ha &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;un tasso del 6,1%&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;, in calo &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;dal 6,8%&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; del 2006. Un calo, precisano i ricercatori, in realtà strettamente connesso all'aumento dell'inattività: lo scorso anno, infatti,&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; il numero di persone in cerca di occupazione è calato del 10 per cento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; rispetto a un anno prima (-167mila), in particolare al Sud, dove le donne inattive sono in crescita continua dal 2004, e nel 2007 hanno raggiunto i 4,5 milioni. Forse sarà opportuno ricordare che &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;il tasso di disoccupazione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; è misurato dal rapporto tra numero di disoccupati che cercano lavoro e numero di lavoratori attivi . Essendo una divisione, basta che il numeratore diminuisca per far calare il tasso di disoccupazione: appunto quel che succede in Italia dal 2004. Un argomento portato a supporto dell’efficacia della &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;legge 30/Maroni&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; è che, da quando è stata introdotta, il tasso di disoccupazione si è ridotto. Da noi la quota di persone che non cercano lavoro è aumentata molto di più negli ultimi anni che nel resto d´Europa. Secondo l’&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.oecd.org/home/0,2987,en_2649_201185_1_1_1_1_1,00.html"&gt;OECD&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;il rapporto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; tra chi non cerca lavoro e forze lavoro è passato &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;dal 2% del  2001&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;oltre il 6% del 2007&lt;/strong&gt;, mentre negli altri paesi europei c´è stata un´inversione di tendenza: non sorprende l’esplosione dei lavoratori che non cercano più, soprattutto giovani e donne residenti nel Sud, che trovano impiego nel lavoro nero.&lt;br /&gt;Un altro problema ignorato da politici e mass media, è che nel primo trimestre 2007 i disoccupati in Italia sono circa 1.600.000: per l’ISFOL 900.000 di questi sono precari, ovvero &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;più della metà dei disoccupati in Italia è precaria&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;. Quando un precario è disoccupato nessuno gli versa contributi per quella pensione “da fame” che si ritroverà tra qualche anno (almeno un milione di precari negli ultimi 10 anni ha lavorato con contributi che daranno pensioni sotto la minima). Il reddito netto annuo di un “permanente” è in media di 15 mila € e di un “precario” di 10 mila €. O ancora: il 12% occupati è atipico (ma tra i &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;giovani&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt; la percentuale &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;sale ad oltre il 40%&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;) e questo numero è destinato a salire in quanto ogni anno il rapporto tra “nuovi” precari e precari che si stabilizzano (diventano cioè lavoratori a tempo indeterminato) è di  2 a 1. La questione precari è destinata ad &lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;esplodere&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;: dove sono le proposte della politica? Oltre ad abolire l’&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_dei_lavoratori"&gt;articolo 18&lt;/a&gt;, si intende. Un abbraccio un po’ scoraggiato.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-302300555581748517?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/302300555581748517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/statistiche-false-disoccupazione-vera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/302300555581748517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/302300555581748517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/statistiche-false-disoccupazione-vera.html' title='Statistiche false, disoccupazione vera'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_SXabZ2-EI/AAAAAAAAAEE/oqX7QPp-qjM/s72-c/dis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-6265707823842307787</id><published>2008-04-01T16:24:00.006+02:00</published><updated>2008-04-03T10:42:10.048+02:00</updated><title type='text'>I nuovi correntisti...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_JHiLZ2-DI/AAAAAAAAAD8/bhP1os8LBX0/s1600-h/cc.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_JHiLZ2-DI/AAAAAAAAAD8/bhP1os8LBX0/s320/cc.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184284773559236658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non è vero che i conti correnti sono tutti uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono conti a costo zero (a parte il bollo di 34,20 euro l’anno)... e ci sono conti all inclusive che costano oltre 200 euro l’anno (ma offrono anche l’esclusiva carta Black o Platinum). Ci sono conti ad alto rendimento (fino al 6% in promozione, e 4% base), e conti che danno lo zero virgola.&lt;br /&gt;Come rileva il VI Rapporto sui Conti Correnti 2008 di Of-Osservatorio finanziario, oggi ogni correntista ha la possibilità di cambiare banca a costo zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La buona notizia è che l’offerta di conti online, quelli a zero spese per il correntista che predilige l’operatività via internet, è in crescita. Secondo il Rapporto i conti fai da te a canone zero oggi rappresentano il 40% del campione preso in esame, rappresentativo dell’intero sistema bancario italiano e costituito da oltre 40 banche commerciali e popolari, italiane e straniere, piccole e grandi. Era il 16% poco più di un anno fa (ottobre 2006), il 4% a fine 2005. La percentuale di conti “low cost” sale al 47,5% se consideriamo una giacenza media superiore ai 6.000 euro: alcune banche, infatti, ad esempio &lt;b&gt;Banca Mediolanum&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;BPI&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Banca Sai&lt;/b&gt;, rendono esenti le spese annuali se la giacenza è superiore ad un certo importo (rispettivamente, 6.000, 3.000 e 1.000 euro). Rispetto al mese di ottobre 2006, l’Osservatorio finanziario registra una crescita del 100% nell’offerta di conti a canone zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato è che nel 2007 il costo medio dei conti correnti è diminuito, a conferma di un trend già registrato da Of nel corso dell’anno precedente. La media delle spese di tenuta conto annuali, all’interno del campione analizzato, è scesa dai 38 euro del novembre 2006 ai 27,7 euro del gennaio 2008 (22,6 euro se si considera una giacenza media superiore ai 6.000 euro). Un dato significativo se si considera che le spese medie di tenuta conto del campione ammontavano a 98,5 euro nel giugno del 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il merito è soprattutto delle banche che negli ultimi mesi hanno lanciato nuovi conti fai da te a costo zero: tra le altre, &lt;b&gt;Unipol Banca&lt;/b&gt; (Conto Evvai), &lt;b&gt;Antonveneta&lt;/b&gt; (Conto internet), &lt;b&gt;Banca Popolare di Verona&lt;/b&gt; (Conto Specchio Online), &lt;b&gt;BPI&lt;/b&gt; (Conto Doppio Zero), &lt;b&gt;Intesa Sanpaolo&lt;/b&gt; (Zero Tondo, prima lanciato dal Sanpaolo, poi “assorbito” anche dalla rete Intesa, dopo la fusione), &lt;b&gt;Deutsche Bank&lt;/b&gt; (conto Doppio Zero), &lt;b&gt;Banca delle Marche&lt;/b&gt; (Base Zero), &lt;b&gt;Banca Popolare di Bari&lt;/b&gt; (Zero24), &lt;b&gt;Banca Sara&lt;/b&gt; (Conto Elite).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’entità del fenomeno “conti a zero spese” è tale da poter concludere che, nel 2007 è finalmente nato il mercato dei conti correnti. È vero. Anche prima c’erano le banche, e ce n’erano tante. Anche prima c’erano i conti correnti, tantissimi. Ma, a parte qualche rara eccezione, si assomigliavano tutti: costi di gestione elevati, e remunerazione vicina allo zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è successo nel 2007?&lt;br /&gt;Da un lato le ripetute denunce della Commissione Europea, che anche nel Rapporto 2007 sull’integrazione dei mercati finanziari nell’UE, pubblicato a dicembre, denunciava “i conti correnti italiani sono i più cari d’Europa”. Dall’altro lato, il primo pacchetto Bersani, che, eliminando i costi di estinzione del conto, ha avuto il merito innegabile di rendere la chiusura del rapporto con la banca un’opzione praticabile e a costo zero. Infine, l’aumento dell’offerta di conti online da parte delle banche, che anche grazie all’ “effetto Bersani”, hanno iniziato a farsi concorrenza, proponendo offerte più aggressive, a cominciare dall’abbattimento delle spese di tenuta conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il boom dei conti fai da te è anche la logica conseguenza di un ragionamento sempre più diffuso: se vale l’equazione “conto online uguale meno costi”, perché pagare di più? I clienti finalmente cominciano a “fidarsi” della banca online, e, soprattutto, ad utilizzarla. Perché hanno scoperto che il conto online non solo costa meno... molto meno, ma (in alcuni casi) fa anche guadagnare di più!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-6265707823842307787?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/6265707823842307787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/i-nuovi-correntisti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6265707823842307787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6265707823842307787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/04/i-nuovi-correntisti.html' title='I nuovi correntisti...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R_JHiLZ2-DI/AAAAAAAAAD8/bhP1os8LBX0/s72-c/cc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-6226826523202306526</id><published>2008-02-25T17:40:00.005+01:00</published><updated>2008-02-25T18:05:44.903+01:00</updated><title type='text'>Un software triestino per prevedere l'andamento dei mercati finanziari.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R8L0IPGTJWI/AAAAAAAAAD0/rqVRqqjgZRk/s1600-h/piramide.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170963744503833954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R8L0IPGTJWI/AAAAAAAAAD0/rqVRqqjgZRk/s320/piramide.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Passa per Trieste l'analisi dei mercati finanziari più innovativa «made in Italy» , che avvalendosi anche di un originale "algoritmo" d'ispirazione scientifica, prevede i movimenti dell'Euro, del dollaro, della sterlina o dello yen. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo annuncia &lt;strong&gt;Bic Sviluppo Italia Friuli Venezia Giulia&lt;/strong&gt;, che accoglie nel suo «incubatore» triestino di aziende una società &lt;strong&gt;start-up&lt;/strong&gt; che ha messo recentemente a punto un software unico di analisi dei movimenti dei mercati finanziari.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chiamata «&lt;strong&gt;Avalon Researchlabs&lt;/strong&gt;», l'azienda è stata fondata da due trentenni udinesi ed è approdata l'anno scorso a Trieste, dopo aver lavorato come spin off universitario all'incubatore della Danieli. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il team dell' azienda è composto da giovani esperti di trading e software che oltre ad essere molto motivati, hanno investito più di due anni nello sviluppo di strumenti che permettano l'elaborazione in real time dei dati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'azienda vanta già un portfolio di 10 clienti, di cui 6 lavorano al livello europeo e nei prossimi mesi mira ad avvicinare di più i potenziali clienti di Trieste e del Friuli Venezia Giulia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il primo incontro pubblico di presentazione Avalon sarà ospitato il 27 febbraio a Trieste alla sede BIC, nel convegno «GenerAzioni di Valore» , che presenterà inoltre alle imprese alcune soluzioni operative per affrontare i temi della continuità d'impresa e di passaggio generazionale. Concretamente, Avalon svolge attività di consulenza indipendente nelle gestioni dei patrimoni ovvero fornisce strategie alle società di gestione o ai Fondi comuni di investimento. Il tutto per valorizzare al meglio uno scenario internazionale che negli ultimi anni ha visto i mercati finanziari trasformati da ambiente per addetti ai lavori a «pane quotidiano» di milioni e decine di milioni di persone. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La filosofia&lt;/strong&gt; della nuova analisi «made in Trieste» che ha ispirato la realizzazione di questo nuovo software, trova le sue radici in «un cammino» di &lt;strong&gt;studi metafisici&lt;/strong&gt; e di «&lt;strong&gt;geometrica sacra&lt;/strong&gt;». &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I piani di trading sono il risultato di programmi che non hanno come base le conformazioni grafiche classiche dell'analisi tecnica ma solo regole geometriche e metafisiche; le formule sono alla base delle più antiche regole di architettura e i precetti matematici sono infatti del tutto identici a quelli che reggono alcune piramidi egiziane o la cattedrale di Chartres, situata a un centinaio di chilometri da Parigi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per il momento, essendo difficile ottenere in tempo reale dati che non siano filtrati dai trader, i risultati sono dimostrati essenzialmente su serie storiche: tali analisi appaiono estremamente promettenti. Non a caso infatti, anche la stampa specializzata di Milano e oltre 10 possibili clienti, tra i quali anche il gestore di «hedge fund milanese» sono già in contatto con l'azienda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Piani di trading risultato di programmi che hanno come base regole geometriche e metafisiche... Davvero interessante!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io sono per l'analisi tecnica ma mai chiudere la porta a queste interessanti iniziative.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;...Staremo a vedere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bye!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-6226826523202306526?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/6226826523202306526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/un-software-triestino-per-prevedere-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6226826523202306526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/6226826523202306526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/un-software-triestino-per-prevedere-i.html' title='Un software triestino per prevedere l&apos;andamento dei mercati finanziari.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R8L0IPGTJWI/AAAAAAAAAD0/rqVRqqjgZRk/s72-c/piramide.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-7737502660153732177</id><published>2008-02-22T16:52:00.003+01:00</published><updated>2008-02-22T17:30:33.103+01:00</updated><title type='text'>Sportelli  "Under 30".</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R774kPGTJVI/AAAAAAAAADs/AbDAxH2Tko8/s1600-h/giovani.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R774kPGTJVI/AAAAAAAAADs/AbDAxH2Tko8/s320/giovani.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169842723679839570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una rete di sportelli dedicati ai clienti Under 30.&lt;br /&gt;&lt;div class="articologirata"&gt;All’estero esistono già, in Italia inizia a pensarci Unicredit. Unicredit spera così di catturare la clientela più giovane, finora poco avvezza ad avvicinarsi autonomamente alla banca preferendo piuttosto appoggiarsi agli istituti dove sono clienti i genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di concreto però, al momento, c’è solo un voluminoso fascicolo che sta girando in alcuni importanti studi di architettura specializzati, invitati dal gruppo bancario a fornire un contributo di idee su come allestire gli interni dedicati ma anche su come presentarli ai potenziali clienti, in modo da «attrarli». Una delle ipotesi allo studio, ancora appena abbozzata, sarebbe quella di piazzare dei «corner» bancari nelle zone universitarie delle città. Peraltro senza prevedere nessun marchio dedicato o nessuna separazione societaria, spiega ancora chi ha potuto valutare il dossier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto di valutazione preliminare sarebbe anche l’accoglienza che questo modello, di successo in molti paesi europei, potrebbe avere nel nostro:&lt;br /&gt;-da un lato, infatti, si scontra con le dinamiche demografiche del nostro Paese, con l’accesso tardivo al mondo del lavoro e quindi all’indipendenza economica e con i bassi salari d’accesso (... l'annoso tema dei "bamboccioni"!);&lt;br /&gt;- dall’altro, secondo una ricerca commissionata dalla stessa Unicredit, il fatto che la percezione delle banche presso i potenziali clienti Under 30 non sarebbe proprio incoraggiante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui, la necessità di attirarli non solo con prodotti mirati ma anche con qualcosa in più. Proprio per capire cosa, Unicredit ha dato un mandato e fornito il voluminoso dossier ad una serie di architetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedremo come andrà  a finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, il commento che viene spontaneo è..."non sanno più cosa inventare!"&lt;br /&gt;Ma magari sarà proprio Unicredit, con i risultati, a rispondere a questo giustificato scetticismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;fonte: Espresso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-7737502660153732177?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/7737502660153732177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/sportelli-under-30.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7737502660153732177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7737502660153732177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/sportelli-under-30.html' title='Sportelli  &quot;Under 30&quot;.'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R774kPGTJVI/AAAAAAAAADs/AbDAxH2Tko8/s72-c/giovani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4405559503268420913</id><published>2008-02-20T12:34:00.005+01:00</published><updated>2008-02-20T13:05:43.262+01:00</updated><title type='text'>Il Far West dei derivati...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7wXd_GTJTI/AAAAAAAAADc/Xs7lrGzXN4s/s1600-h/derivati.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7wXd_GTJTI/AAAAAAAAADc/Xs7lrGzXN4s/s200/derivati.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169032276235986226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La bolla italiana dei derivati rischia di far &lt;strong&gt;saltare migliaia di imprese&lt;/strong&gt; in un anno di crisi economica mondiale. E in una situazione di caos nazionale, con una giustizia divisa e un sistema di controlli che gli esperti continuano a giudicare inadeguato. Le &lt;strong&gt;aziende italiane esposte con questi contratti finanziari ad altissimo rischio&lt;/strong&gt; (vere e proprie scommesse, per lo più sui tassi di cambio o d'interesse) &lt;strong&gt;sono ben 29.195 e per due terzi sono piccole o piccolissime&lt;/strong&gt;. In compenso le loro perdite hanno raggiunto i 4 miliardi e 910 milioni di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca d'Italia (contratti analizzati al giugno 2007) &lt;strong&gt;le imprese danneggiate rappresentano tutti i settori&lt;/strong&gt;, dall'edilizia ai servizi, &lt;strong&gt;tutte le regioni&lt;/strong&gt;, dal Nord-Est alla Puglia, e &lt;strong&gt;tutti gli ordini di grandezza&lt;/strong&gt;. La casistica va dalle oltre 6 mila imprese individuali o familiari con meno di un milione di affidamento bancario, fino alle 9.745 grandi aziende con migliaia di fornitori e dipendenti. Proprio &lt;strong&gt;l'eterogeneità dei settori colpiti è la prima anomalia&lt;/strong&gt;. È il segno più evidente che c'è stata una massiccia campagna di distribuzione di derivati, non focalizzati sulle specifiche esigenze di copertura del rischio del singolo cliente della banca. Senza contare che le perdite sono raddoppiate anche quando i tassi sono andati in controtendenza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;...E allora che copertura era?.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lannutti &lt;/span&gt;- ex bancario diventato paladino dei risparmiatori con la sua Adusbef - il caso italiano è il riflesso di un Far West planetario. "Le più grandi banche internazionali hanno spacciato derivati per importi pari a dieci volte il Pil mondiale. È un sistema senza regole e senza controlli che ha dato ai signori della finanza una sorta di licenza di battere moneta falsa. E ora c'è la recessione".&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Una classifica: &lt;strong&gt;Unicredit ha fatto la parte del leone nel mercato italiano dei derivati&lt;/strong&gt;: secondo il centro studi del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sole 24 Ore&lt;/span&gt;, nel giugno scorso il primo gruppo italiano vantava controvalori per 15,4 miliardi di euro ed era seguito a distanza da Intesa-San Paolo (4,7 miliardi) e Montepaschi (1,1). Al quarto posto, prima della bufera giudiziaria, c'era Italease, con 700 milioni ora trasformati in perdite: una banca molto meno grande, che aveva costruito tutta la sua rapidissima crescita proprio sui derivati.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;Anche se le banche cambiano, &lt;strong&gt;le storie dei danneggiati si somigliano&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;il nodo di fondo è un difetto di sistema&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;la mancanza di un'adeguata informazione sui rischi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;Alcuni casi, se non fossero documentati, sembrerebbero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;barzellette&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nel Nord-est c'è una banca regionale che ha fatto firmare l'autocertificazione di essere "operatore qualificato", cioè un vero esperto di alta finanza, a "due artigiani con la quinta e la terza elementare". Un piccolo industriale accusa un'altra banca veneta: "Minacciando di tagliarmi i fidi, hanno intestato derivati complicatissimi a mia mamma, che ha quasi 80 anni ed è casalinga". L'antologia comprende "derivati sullo yen venduti a un elettricista che non esportava nulla in Giappone". E perfino "un cliente nel pollaio". "Era disperato", ricorda Benini: "Fatturava 40 mila euro e stava perdendo mezzo milione. Il suo ufficio era una roulotte, per cui mi consegnò i derivati in mezzo al cortile, su un tavolone di legno, con galli e galline che ci passavano tra i piedi".&lt;/p&gt;    Che dire... Toccherà ai giudici valutare eventuali colpe della banca nei vecchi e nuovi casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bye&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Sole 24 Ore&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4405559503268420913?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4405559503268420913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/la-bolla-italiana-dei-derivati-rischia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4405559503268420913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4405559503268420913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/la-bolla-italiana-dei-derivati-rischia.html' title='Il Far West dei derivati...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7wXd_GTJTI/AAAAAAAAADc/Xs7lrGzXN4s/s72-c/derivati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-2556314539373138299</id><published>2008-02-18T19:55:00.004+01:00</published><updated>2008-02-18T20:08:59.053+01:00</updated><title type='text'>Bond, cosa scegliere se dura la stagflazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7nVTvGTJSI/AAAAAAAAADU/Faz40l8yjzg/s1600-h/CPI+6feb08.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7nVTvGTJSI/AAAAAAAAADU/Faz40l8yjzg/s320/CPI+6feb08.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168396582421472546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ di questi giorni la notizia che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’inflazione &lt;/span&gt;in Italia ha raggiunto livelli massimi degli ultimi cinque anni, superando dopo molto tempo il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3%.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lungi dall’essere un fenomeno isolato, il dato sull’inflazione italiana conferma le tendenze in atto in tutt’Europa, come dimostrano l’indice europeo dei prezzi al consumo e dei prezzi alla produzione (v. grafico)&lt;p&gt;La contraddizione che tutti gli operatori ed analisti continuano a segnalare, è che quest’impennata dell’inflazione accade in contemporanea con aspettative di rallentamento economico piuttosto significative. In un quadro che può essere tecnicamente definito di “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stagflazione&lt;/span&gt;” (cioè &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crescita economica debole ma crescita dei prezzi elevata&lt;/span&gt;), sono pochi gli investimenti che possono performare in maniera accettabile.&lt;br /&gt;Le azioni tendono a scendere a causa del previsto rallentamento economico, le obbligazioni a tasso fisso vengono penalizzate dalle aspettative di inflazione elevata, le obbligazioni a tasso variabile infine fissano cedole ridotte in quanto influenzate dai bassi tassi di riferimento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cerchiamo quindi di capire quali potrebbero essere le conseguenze di un prolungato periodo di “stagflazione” per le varie tipologie di investimenti obbligazionari.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titoli a tasso fisso a breve scadenza&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L’elevato livello di inflazione non condiziona troppo il valore dei titoli; i rendimenti tuttavia sono relativamente bassi. RISCHI BASSI – PROSPETTIVE NEUTRALI.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titoli a tasso fisso a lunga scadenza&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L’elevato livello di inflazione rischia di condizionare in negativo il valore dei titoli. Con un rendimento di partenza molto simile ai titoli a breve scadenza il rapporto rischio/rendimento non sembra particolarmente appetibile. RISCHI ELEVATI – PROSPETTIVE INCERTE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titoli a tasso variabile&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il rallentamento economico rischia di costringere la BCE ad abbassare i tassi di riferimento (come già accaduto alla FED), questo significherebbe cedole sempre più basse nel prossimo futuro. RISCHI BASSI – PROSPETTIVE NEGATIVE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titoli a rating elevato&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il peggioramento delle prospettive economiche dovrebbe favorire gli emittenti con merito di credito più elevato. A parità di altre caratteristiche quindi l’andamento delle obbligazioni con rating elevato dovrebbe essere relativamente migliore. RISCHI BASSI – PROSPETTIVE POSITIVE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titoli a rating basso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Valgono ovviamente considerazioni opposte rispetto alla categoria precedente. Il peggioramento delle prospettive economiche dovrebbe infatti sfavorire gli emittenti con merito di credito basso. Questa categoria quindi rischia di avere un andamento negativo ancora per lungo tempo. RISCHI ELEVATI – PROSPETTIVE NEGATIVE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titoli legati all’inflazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono tra le poche categorie di titoli che possono beneficiare di una situazione di stagflazione. L’inflazione elevata abbinata ad una crescita economica debole (che comunque non consente un’impennata dei tassi di interesse), consente di ottenere rendimenti superiori alle normali obbligazioni a tasso fisso (nel caso dei titoli “parametrati” all’inflazione) o a tasso variabile (nel caso dei titoli “indicizzati” all’inflazione). RISCHI CONTENUTI – PROSPETTIVE POSITIVE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Obbligazioni convertibili&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Essendo legate all’andamento di un’azione sottostante rischiano di subire l’andamento negativo dei mercati azionari. Il rendimento inoltre è generalmente inferiore ai tassi di mercato. RISCHI ELEVATI – PROSPETTIVE NEGATIVE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Obbligazioni di tipo “index linked”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le prospettive dipendono dall’indice sottostante. Se si tratta di un indice azionario le prospettive sono negative, se invece si tratta di un indice sulle commodities l’andamento può essere più positivo. Il rendimento è comunque inferiore ai tassi di mercato. RISCHI ELEVATI – PROSPETTIVE NEGATIVE/INCERTE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Obbligazioni di tipo “reverse floater”&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Essendo titoli a leva sull’andamento dei tassi di interesse possono essere associati alle obbligazioni a tasso fisso a lunghissima scadenza. Il loro andamento quindi è incerto a causa dell’elevato livello di inflazione. RISCHI ELEVATI – PROSPETTIVE NEGATIVE/INCERTE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Obbligazioni di tipo “CMS” – “CMS 10-2”&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sono titoli a cui giova un aumento del differenziale tra i tassi a lungo e breve termine. Lo scenario di stagflazione dovrebbe consentire una maggiorazione di questo differenziale consentendo quindi un aumento del flusso cedolare e quindi del valore di queste obbligazioni. I rischi tuttavia restano elevati a causa della &lt;em&gt;duration&lt;/em&gt; (cioè la sensibilità del prezzo al variare dei tassi di interesse) generalmente elevata. RISCHI ELEVATI – PROSPETTIVE POSITIVE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, per chi ritiene probabile un consolidamento delle tendenze di questi mesi, con inflazione elevata e rallentamento economico generalizzato, le scelte su dove concentrare i propri investimenti obbligazionari dovrebbero concentrarsi principalmente su: titoli a tassi fisso a breve scadenza, titoli con rating elevato, titoli legati all’inflazione e obbligazioni di tipo “CMS” o “CMS 10-2”... da scegliere, ovviamente, in base alla propensione al rischio di ciascuno!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Bye&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-2556314539373138299?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/2556314539373138299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/bond-cosa-scegliere-se-dura-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2556314539373138299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/2556314539373138299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/bond-cosa-scegliere-se-dura-la.html' title='Bond, cosa scegliere se dura la stagflazione'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7nVTvGTJSI/AAAAAAAAADU/Faz40l8yjzg/s72-c/CPI+6feb08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-8621024320315391907</id><published>2008-02-12T21:05:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T21:20:48.961+01:00</updated><title type='text'>Il mito del mattone...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7H9zvGTJQI/AAAAAAAAADE/-u7tsLQfg2Y/s1600-h/casa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7H9zvGTJQI/AAAAAAAAADE/-u7tsLQfg2Y/s200/casa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166189312828712194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci vuole sempre piu’ tempo per vendere una casa.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ormai quasi dappertutto ci vogliono dai quattro ai sette mesi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Uno studio di Tecnocasa dimostra che nelle grandi citta’ sono necessari &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;135&lt;/span&gt; giorni per trovare un compratore, contro i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;118 &lt;/span&gt;giorni di appena sei mesi fa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mito del mattone si sta sgretolando anche in Italia?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tempi cosi’ lunghi per vendere una casa significano due cose:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1. c’e’ piu’ offerta che domanda in giro!&lt;br /&gt;Chi vuole comprare non ha fretta e temporeggia, convinto che i prezzi possano scendere e si possa risparmiare anche un bel po’, come sta succedendo in America.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;2. l’idea che i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tassi d’interesse&lt;/span&gt; siano destinati a calare.&lt;br /&gt;Questo aggiungerebbe un altro vantaggio a chi ha pazienza.&lt;br /&gt;Una pazienza che molti italiani non possono permettersi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono quelli che hanno comprato una casa confidando su tempi rapidi per vendere la propria. Rischiano di trovarsi in mezzo al guado con un compromesso da onorare e un appartamento ancora da vendere.&lt;/p&gt;...Il mito del mattone si sta sgretolando anche in Italia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-8621024320315391907?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/8621024320315391907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/il-mito-del-mattone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8621024320315391907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/8621024320315391907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/02/il-mito-del-mattone.html' title='Il mito del mattone...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R7H9zvGTJQI/AAAAAAAAADE/-u7tsLQfg2Y/s72-c/casa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-7049668691082581785</id><published>2008-01-28T23:10:00.000+01:00</published><updated>2008-01-28T23:26:17.072+01:00</updated><title type='text'>Volatilità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R55Vt5x2n0I/AAAAAAAAAC8/D2hZzwC7vWw/s1600-h/volatilita.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R55Vt5x2n0I/AAAAAAAAAC8/D2hZzwC7vWw/s200/volatilita.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160656470105562946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quella appena trascorsa è stata ancora una settimana difficile sui mercati azionari, caratterizzati da una serie incredibile di alti e bassi.&lt;br /&gt;&lt;div style="float: left; width: 400px;"&gt;&lt;p&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;In gergo, questa si chiama &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;volatilità&lt;/span&gt;, ed è uno dei peggiori nemici degli investitori tradizionali (non i day-trader, per intenderci...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo perché un giorno i mercati cedono pesantemente e si ha la tentazione di uscire per paura di perdere ancora di più. Il giorno seguente, però, i mercati recuperano in modo molto forte e... da un lato si rimpiange quello che si è venduto il giorno prima... dall'altro si fa forte la tentazione di rientrare nuovamente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato? Si vende sui minimi e si compra sui massimi!&lt;br /&gt;Ma soprattutto, si passa il tempo a comprare e vendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Investire a lungo termine non mette al riparo dalla volatilità: infatti, giorno dopo giorno vediamo comunque le nostre azioni salire o scendere, anche &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;pesantemente!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;contrastare la volatilità&lt;/span&gt;, il suggerimento è di costruire un portafoglio diversificato tra azioni e altri investimenti meno correlati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo cosa succede da inizio anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi il primo gennaio fosse stato carico di liquidità, oggi potrebbe comprare azioni a prezzi molto più bassi. Circa un 10-15% più bassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi avesse investito in obbligazioni, avrebbe fatto anche meglio. Infatti, le obbligazioni stanno guadagnando oltre il 2% in meno di un mese, mentre i mercati azionari perdono oltre il 10%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, tenere un po' di cash e di obbligazioni è il modo migliore per affrontare la volatilità e restare più tranquilli di fronte alle oscillazioni quotidiane.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Bye!&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-7049668691082581785?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/7049668691082581785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/volatilit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7049668691082581785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7049668691082581785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/volatilit.html' title='Volatilità'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R55Vt5x2n0I/AAAAAAAAAC8/D2hZzwC7vWw/s72-c/volatilita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-646892408912467970</id><published>2008-01-18T12:30:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T12:48:26.941+01:00</updated><title type='text'>Social lending: anche in Italia arriva il prestito tra privati</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R5CRD4gPgEI/AAAAAAAAAC0/igxv6o5OY5U/s1600-h/slending.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R5CRD4gPgEI/AAAAAAAAAC0/igxv6o5OY5U/s200/slending.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156781069232472130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel mondo anglosassone lo chiamano social lending ed è una forma di “prestito sociale” tra privati che si sta rapidamente diffondendo anche in Italia, grazie a community online come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zopa &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Boober&lt;/span&gt;: siti che sfruttano la capillarità del web per mettere in comunicazione degli sconosciuti che vogliono trarre reciproco vantaggio da uno scambio di denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da una parte, coloro che hanno bisogno di un finanziamento, sperano di ottenere condizioni più vantaggiose rispetto a quelle offerte dagli istituti di credito, e vogliono liberarsi della spiacevole sensazioni di disagio che prova chi si reca in banca per chiedere denaro. Dall’altra, coloro che vogliono “mettere a prestito” una certa somma, per ottenere una remunerazione (superiore a quella offerta dal conto corrente e magari anche ad altre forme di investimento), saltando, al tempo stesso, l’intermediazione di banche e finanziarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea è buona, ma, a pensarci bene, è meno rivoluzionaria di quanto si potrebbe pensare: i principi che sono alla base del social lending risalgono ai collegia opificium dell’antica Roma e si sono manifestati tra il XVIII e XIX secolo nella forma delle Società di Mutuo Soccorso...  Appare però evidente che,  grazie alle potenzialità “democratiche” del web, il social lending ha reso il prestito tra privati una realtà accessibile a chiunque disponga di una connessione ad internet ed un semplice conto corrente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un paio di mesi è sbarcato anche in Italia, come detto,  sono già due le piattaforme dove si possono incontrare quelli che cercano e che offrono denaro: Zopa e Boober. La differenza sostanziale tra i due sistemi è legata al modo in cui prestatori e richiedenti si “incontrano”:&lt;br /&gt;- su Zopa,  il sistema “incrocia” automaticamente le richieste e le offerte di finanziamento con caratteristiche sovrapponibili;&lt;br /&gt;- su Boober, invece, è il prestatore a decidere quali richieste eventualmente finanziare, a partire da una serie di informazioni (la finalità del progetto che viene finanziato, importo e durata del finanziamento, nickname e indicatore di rischio del richiedente e tasso di interesse che è disposto a sostenere, percentuale della somma richiesta che è già stata “coperta” da altre offerte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zopa utilizza un sistema più efficiente. Boober garantisce un’ interazione più diretta tra prestatori e richiedenti, inclusa la possibilità di comunicare e “negoziare” le condizioni del prestito all’interno di forum collegati a ciascuna richiesta di finanziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla sfondo un principio comune: i tassi dei finanziamenti sono determinati esclusivamente dall’incontro tra domanda e offerta, senza intermediazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Secondo i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dati dell’Ufficio Italiano Cambi&lt;/span&gt;, il tasso medio per i prestiti personali di importo inferiore ai 5.000 euro erogati da banche e finanziarie nel periodo gennaio-settembre 2007 è stato rispettivamente del 10,25 e del 16,89%. Su Zopa.it il tasso effettivo (taeg) per un finanziamento di 3000 euro a 12 mesi oscilla tra il 4,9% per i prestiti più “sicuri” (richiedenti A+), all’8,5% se il richiedente ha una “classe di rischio” (rating) pari a C, la più bassa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Quindi, almeno per una volta, dovrebbero davvero guadagnarci tutti...! &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-646892408912467970?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/646892408912467970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/social-lending-anche-in-italia-arriva.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/646892408912467970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/646892408912467970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/social-lending-anche-in-italia-arriva.html' title='Social lending: anche in Italia arriva il prestito tra privati'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R5CRD4gPgEI/AAAAAAAAAC0/igxv6o5OY5U/s72-c/slending.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4847677605591488722</id><published>2008-01-11T18:06:00.000+01:00</published><updated>2008-01-11T18:40:33.737+01:00</updated><title type='text'>Prezzi Record per il Petrolio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R4eqBYgPgBI/AAAAAAAAACc/Qr8f9NbakZI/s1600-h/petrolio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R4eqBYgPgBI/AAAAAAAAACc/Qr8f9NbakZI/s200/petrolio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154275239283097618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il tema petrolio è tornato nuovamente alla ribalta dopo il recente balzo in avanti dei prezzi che hanno raggiunto livelli mai registrati prima, almeno &lt;strong&gt;in termini nominali&lt;/strong&gt;, infrangendo la soglia psicologica dei &lt;strong&gt;100 dollari al barile&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In un anno il costo di un barile di greggio quotato al &lt;strong&gt;Nymex&lt;/strong&gt; è passato dai 58 dollari fino appunto a quota 100, mentre esperti ed economisti di tutto il mondo si interrogano sia sulle cause che soprattutto sulle conseguenze di un tale comportamento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Diverse sono le opinioni sulle ragioni dell’aumento.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come si è giunti alla situazione attuale?&lt;/p&gt;&lt;p&gt; La vertiginosa crescita dei prezzi del petrolio inizia nella prima metà degli anni settanta in concomitanza con la &lt;strong&gt;crisi petrolifera del 1973&lt;/strong&gt;, anno in cui le quotazioni dell’oro nero arrivano quasi a quadruplicarsi in seguito all’embargo dei maggiori paesi produttori, aderenti all’Opec, contro i sostenitori di Israele nella guerra del Kippur. Il record dei 42 dollari viene toccato nel 1980 con la &lt;strong&gt;crisi successiva alla rivoluzione di Khomeini &lt;/strong&gt;e la conseguente guerra tra Iran e Iraq (nello stesso periodo l’Unione Sovietica invade l’Afganistan).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I prezzi imboccano la strada in discesa nella seconda metà degli anni ’80 per tornare fino a 10 dollari. &lt;strong&gt;L’invasione dell’Iraq ai danni del Kuwait&lt;/strong&gt; segna un nuovo balzo del greggio che nel 1991 torna sui valori registrati nel 1983, sopra i 30 dollari.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Durante tutti gli anni ’90 fino all’attentato alle torri gemelle il prezzo del greggio resta su livelli storicamente accettabili e torna a salire durante la guerra in Afganistan con un picco durante l’invasione dell’Iraq.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il limite dei 40 dollari verrà di nuovo abbattuto all’inizio del &lt;strong&gt;2005&lt;/strong&gt; quando il petrolio salirà verso quota 60 dollari, livello raggiunto e poi abbattuto l’anno successivo, quando è iniziata la rincorsa verso i valori attuali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La recente corsa al rialzo è da attribuire a molteplici fattori: lo &lt;strong&gt;scenario geopolitico&lt;/strong&gt; sempre più instabile dopo l’annuncio dei programmi di arricchimento dell’Uranio da parte dell’Iran e la rivolta dei guerriglieri del Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (&lt;st1:personname productid="la Nigeria" st="on"&gt;la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nigeria&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;ad oggi rappresenta il principale esportatore di petrolio del Continente africano).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma anche gli &lt;strong&gt;sconvolgimenti del clima&lt;/strong&gt; con tempeste ed uragani capaci di bloccare raffinerie e impianti per interi giorni. Recentemente è toccato ad alcuni porti del Messico, dai quali il petrolio viene esportato, chiusi a causa delle condizioni climatiche avverse.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non ultime in ordine di importanza le &lt;strong&gt;dinamiche tra domanda e offerta&lt;/strong&gt;, con un fabbisogno sempre crescente di materia prima e una disponibilità invece sempre più esigua.&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non va poi dimenticato il fenomeno della speculazione... Secondo dati recenti, attualmente solo il 25% dei contratti di fornitura arriva alla consegna fisica del bene, il restante 75% è contrattato dalle grandi società finanziarie e dagli hedge funds allo scopo di speculare sulle oscillazioni del prezzo del greggio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Difficile invece capire se il tema della scarsità sia tra i motivi che fanno lievitare i prezzi. C’è, infatti, chi è convinto che i pozzi possano garantire il soddisfacimento dei bisogni del mercato ancora per soli dieci anni e chi invece è certo della presenza di nuove ed importanti riserve in grado di garantire l’estrazione ancora per lungo tempo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Una soluzione per cercare di calmierare i prezzi potrebbe essere quella di immettere sul mercato &lt;strong&gt;quantità aggiuntive di petrolio&lt;/strong&gt;, ipotesi che però è stata esclusa di recente sia dagli Usa che dall’Agenzia internazionale dell’energia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’Opec, dal canto proprio, ha escluso di anticipare la riunione prevista per il 1° febbraio e non aumenterà quindi la produzione giornaliera, ritenendo falsa la motivazione secondo la quale la vera causa della nuova fiammata dei prezzi sarebbe da attribuire allo scarso rifornimento.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, invece pesano i consumi crescenti tanto che da qui al 2024 l’Organizzazione dei Paesi produttori non potrà più sostenere la pressione della domanda di materia prima da parte dei paesi industrializzati.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una cosa è certa: il continuo aumento di prezzo delle risorse energetiche avrà un sicuro impatto sulla crescita economica dell'Unione europea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4847677605591488722?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4847677605591488722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/prezzi-record-per-il-petrolio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4847677605591488722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4847677605591488722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/prezzi-record-per-il-petrolio.html' title='Prezzi Record per il Petrolio'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R4eqBYgPgBI/AAAAAAAAACc/Qr8f9NbakZI/s72-c/petrolio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-4757954495375223784</id><published>2008-01-07T12:56:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T13:11:44.701+01:00</updated><title type='text'>2008, le Borse provano a ripartire...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R4IW3YgPf_I/AAAAAAAAACM/w8l-PLdNca0/s1600-h/mondo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152706064391569394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R4IW3YgPf_I/AAAAAAAAACM/w8l-PLdNca0/s200/mondo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Caro-petrolio, inflazione, rallentamento dei consumi e disoccupazione americana: da questa mattina gli investitori torneranno a confrontarsi con le &lt;strong&gt;quattro «streghe» &lt;/strong&gt;che hanno trasformato la prima settimana del 2008 nel peggior inizio d’anno per Wall Street dal 1932!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A richiamare alla memoria i colori della Depressione è stato il settimanale americano Barron’s a dimostrazione di come &lt;strong&gt;Oltreoceano&lt;/strong&gt; si faccia strada il timore che dietro al sortilegio di venerdì scorso (quando le sole Borse europee hanno perso 162 miliardi in termini di capitalizzazione) si nascondano le avvisaglie di un arresto dell’economia Usa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’&lt;strong&gt;Europa&lt;/strong&gt; dovrà, invece, decidere se tornare a scommettere sul comparto dell’auto, finora tra i più penalizzati: venerdì Fiat ha ceduto un ulteriore 7% avvicinandosi a 15,5 euro, più o meno il valore di un anno prima. Ad abbattere il Lingotto e gli altri gruppi automobilistici internazionali, ha concorso l’inarrestabile fiammata che ha portato il petrolio a sfondare, seppur temporaneamente, il tabù dei 100 dollari al barile. Al bivio anche gli altri titoli «blasonati» di Piazza Affari, tutti al centro delle vendite con l’eccezione di Terna e degli energetici sostenuti dal greggio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A preoccupare gli investitori sono anche le ulteriori conseguenze della crisi dei mutui subprime americani che hanno già costretto molti colossi finanziari a &lt;strong&gt;pesanti svalutazioni&lt;/strong&gt; e indotto alcune istituzioni di Manhattan come &lt;strong&gt;Citigroup&lt;/strong&gt; ad accettare il &lt;strong&gt;soccorso dei fondi sovrani medio-orientali&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, i mercati si attendono una sforbiciata al costo del denaro a fine mese. Il caro-vita potrebbe, tuttavia, suggerire all’arbitro dell’economia Usa (il tasso di disoccupazione è salito al 5% segnando il dato peggiore dal 2003) di restare immobile. Le decisioni di Bernanke impatteranno su un’altra variabile cruciale: la debolezza del dollaro rispetto al super-euro, spinto anche dalla politica della Bce pronta ad agire sulla leve dei tassi per contrastare una &lt;strong&gt;inflazione in Europa ai massimi da 6 anni e mezzo&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Giovedì Jean-Claude Trichet dovrebbe mantenere inalterato il costo del denaro al 4%, ma nelle stesse ore i mercati cercheranno tra le pagine dell’outlook economico della Fed qualche segnale di inversione... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-4757954495375223784?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/4757954495375223784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/2008-le-borse-provano-ripartire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4757954495375223784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/4757954495375223784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2008/01/2008-le-borse-provano-ripartire.html' title='2008, le Borse provano a ripartire...'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R4IW3YgPf_I/AAAAAAAAACM/w8l-PLdNca0/s72-c/mondo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-7850354149856341035</id><published>2007-12-31T13:57:00.001+01:00</published><updated>2007-12-31T14:13:27.659+01:00</updated><title type='text'>Buone Feste da FilBlog!!!</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3jnYIgPf-I/AAAAAAAAACE/uhBD6JyMRFg/s1600-h/buone+feste.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150120575683756002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3jnYIgPf-I/AAAAAAAAACE/uhBD6JyMRFg/s200/buone+feste.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tanti cari Auguri a tutti, per un Felice 2008!!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Filippo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-7850354149856341035?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/7850354149856341035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2007/12/buone-feste-da-filblog.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7850354149856341035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/7850354149856341035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2007/12/buone-feste-da-filblog.html' title='Buone Feste da FilBlog!!!'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3jnYIgPf-I/AAAAAAAAACE/uhBD6JyMRFg/s72-c/buone+feste.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-3618993037631040770</id><published>2007-12-30T15:27:00.000+01:00</published><updated>2007-12-30T15:54:19.452+01:00</updated><title type='text'>Borsa, bilancio 2007: le banche frenano il listino</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3eunIgPf9I/AAAAAAAAAB8/Ac64poSB4-g/s1600-h/borse_listino_trottola_imago_324x230.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149776686242299858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 106px; TEXT-ALIGN: center" height="123" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3eunIgPf9I/AAAAAAAAAB8/Ac64poSB4-g/s200/borse_listino_trottola_imago_324x230.jpg" width="169" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una Borsa dominata dalle banche non poteva che rifletterne i tentennamenti. &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così dei grandi mercati azionari internazionali, &lt;strong&gt;Piazza Affari&lt;/strong&gt; è stata l'unica, in compagnia del Kabutocho, ad archiviare il 2007 con un &lt;strong&gt;ribasso degli indici: -7% &lt;/strong&gt;per Milano (S&amp;amp;P-Mib), -11% per Tokyo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Colpa" dei &lt;strong&gt;titoli finanziari che rappresentano quasi il 45% del listino (contro il 30% degli industriali e il 25% dei&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;servizi),&lt;/strong&gt; sebbene non sia certo nella Penisola l'epicentro della crisi dei subprime che a partire da agosto ha tagliato le gambe alla corsa delle quotazioni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da fine 2002 il saldo è ancora positivo del 67%, ma il 2007 ha interrotto la serie positiva che negli ultimi quattro anni aveva regalato performance a due cifre. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A soffrire sono state soprattutto le società di piccola-media capitalizzazione, anche quelle con ottimi fondamentali: il &lt;strong&gt;Midex&lt;/strong&gt;, l'indice delle medio-grandi, risulta infatti &lt;strong&gt;arretrato di oltre il 14%&lt;/strong&gt;; mentre lo &lt;strong&gt;Star&lt;/strong&gt; (le Pmi con requisiti d'eccellenza) &lt;strong&gt;ha ceduto il 16%&lt;/strong&gt;. Da una parte le small-mid cap hanno sofferto per lo spostamento degli investitori sui titoli più liquidi, dall'altra proprio le società di minori dimensioni offrivano le migliori occasioni di prese di profitto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Tuttavia&lt;/strong&gt;, nell'anno in cui Borsa italiana ha deciso la storica alleanza con Londra, &lt;strong&gt;gli indicatori di efficienza del mercato non hanno deluso&lt;/strong&gt;. Dati meno appariscenti delle performance, ma non meno importanti per gli investitori. Come la &lt;strong&gt;turnover velocity&lt;/strong&gt; (il rapporto tra controvalore degli scambi e capitalizzazione di Borsa), che misura la liquidità e l'efficienza del mercato, dove Piazza Affari ha saputo conquistare la leadership continentale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La classifica&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dei 375 titoli azionari quotati a fine anno, 90 (il 24%) hanno evidenziato performance superiori al 2,5%, 210 (il 56%) negative per oltre il 2,5%. In assoluto, il rialzo più spettacolare è stato quello di Acotel (+341%), seguita da Basicnet (+120%) e Kerself (+111%). Maglia nera per Italease che ha lasciato sul campo il 74,4%, tallonata da Cell Therapeutics in ribasso del 74,3% e seguita da Pininfarina (-62,8%). Tra le blue chip dell'S&amp;amp;P-Mib, il podio spetta invece a Saipem (+38,5%), Aem (+23,2%) e Fiat (+21,3%). In coda, tra i titoli presenti nel paniere per l'intero anno, Fastweb (-42%), Seat (-40%) e Italcementi (-32%). Nell'anno 130 sedute si sono chiuse in rialzo, due invariate, 119 in ribasso. Il mese con la miglior performance è stato aprile (+4,5%), quello con la peggiore novembre (-5,3%).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La capitalizzazione&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Borsa italiana&lt;/strong&gt; resta al &lt;strong&gt;sesto posto&lt;/strong&gt; per capitalizzazione delle società quotate con &lt;strong&gt;731 miliardi di euro.&lt;/strong&gt; In rapporto al Pil, a causa del calo delle quotazioni, il peso si è ridotto passando dal 52,8% dell'anno scorso al 47,8%. Tuttavia &lt;strong&gt;il listino si è allungato di 32 nuovi nomi (soprattutto PMI)&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;raggiungendo con 344 società quotate&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;il record storico&lt;/strong&gt; per il mercato italiano. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Delle 32 Ipo, 30 hanno riguardato imprese di piccole e medie dimensioni. &lt;strong&gt;Le revoche sono state 14&lt;/strong&gt;, in sei casi per la conclusione di offerte pubbliche d'acquisto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Gli scambi&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Record storico anche per gli scambi, sia in termini di contratti che di controvalore: il totale ha raggiunto &lt;strong&gt;1.572 miliardi di euro (+39%, in crescita per il quinto anno consecutivo), con una media giornaliera di 6,26 miliardi&lt;/strong&gt;. L'afterhours, con 47 milioni di euro trattati al giorno, ha pure raggiunto nuovi massimi. E &lt;strong&gt;forte crescita (+84%) ha registrato il segmento degli Etf&lt;/strong&gt;, confermandosi al primo posto in Europa per scambi telematici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;I derivati&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel corso dell'anno &lt;strong&gt;sull'Idem&lt;/strong&gt;, il mercato dei derivati, sono stati &lt;strong&gt;scambiati 37,1 milioni di contratti standard&lt;/strong&gt;, per un controvalore nozionale di 1.560 miliardi (+32%). La media giornaliera di contratti standard è passata da 124.434 a 147.730 unità (+18,7%), &lt;strong&gt;nuovo massimo storico&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Collocamenti e Opa&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel 2007 le società hanno raccolto in Borsa – tramite collocamenti o offerte iniziali – 8,4 miliardi, di cui 4,4 miliardi relativi a Ipo (1,4 miliardi attraverso emissione di nuove azioni e 3 miliardi in vendita). Le Opa sono state in tutto 22, per un controvalore di 5,6 miliardi (7,1 nel 2006). L'offerta di maggiori dimensioni è stata quella di Swisscom su Fastweb (3 miliardi).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Confidiamo allora in un 2008 con un mercato sì efficiente... ma che permetta di ottenere performance che rispecchino le aspettative di noi azionisti!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte: Sole24Ore&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1437523361770575194-3618993037631040770?l=filippocossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://filippocossetti.blogspot.com/feeds/3618993037631040770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2007/12/borsa-bilancio-2007-le-banche-frenano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3618993037631040770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1437523361770575194/posts/default/3618993037631040770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://filippocossetti.blogspot.com/2007/12/borsa-bilancio-2007-le-banche-frenano.html' title='Borsa, bilancio 2007: le banche frenano il listino'/><author><name>Fil</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14780668739987764736</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/SSBOfhet9bI/AAAAAAAAAMc/xpCN26uj61U/S220/FilBlog_FOTO.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3eunIgPf9I/AAAAAAAAAB8/Ac64poSB4-g/s72-c/borse_listino_trottola_imago_324x230.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1437523361770575194.post-8760173959499789715</id><published>2007-12-28T12:51:00.000+01:00</published><updated>2007-12-28T13:08:05.725+01:00</updated><title type='text'>Poste... e non più Poste.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3TmaIgPf8I/AAAAAAAAAB0/-z5khtVPx9g/s1600-h/posta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148993610625023938" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_in6hL26e78Q/R3TmaIgPf8I/AAAAAAAAAB0/-z5khtVPx9g/s200/posta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Concede prestiti e mutui ma non è una banca. Stipula polizze vita e danni ma non è un’assicurazione. Non è un neppure un operatore tlc eppure consente di attivare linee telefoniche. Così come vende libri e cd ma non è una libreria. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si potrebbe andare avanti ancora per molto perché a &lt;strong&gt;Poste Italiane&lt;/stro
